Neomamma felice: meno doveri, più desideri

Un altro spazio dedicato a ciò che le mamme “non sanno”, ovvero a tutte le difficoltà ed insicurezze che una donna incontra quando si avvicina al mondo mammesco?

No, grazie!

In fondo noi donne e mamme, di questi contenitori di regole, teorie, suggerimenti e ricette magiche per trasformarci in un perfetto genitore, ne abbiamo le tasche piene.

Benvenuti nel mondo delle mamme, ci dicono, mentre facciamo conoscenza con il nostro miracolo di vita, un batuffolo di amore immaginato in nove mesi e finalmente da toccare.

E questo momento bellissimo, meraviglioso, unico, una vera tempesta emotiva ci travolge, amplificando mille interrogativi e destabilizzanti “e adesso come funziona?”.

Tutto questo, però, noi mamme ce lo diciamo a bassa voce, perché nell’immaginario collettivo, una donna quando partorisce il suo bambino diventa madre.

Ben diversa è invece la consapevolezza del “sentirsi” madre, obiettivo – auspicabile e raggiungibile con tempi e modalità individuali – che ci “costringe” all’ascolto delle innumerevoli e contrastanti emozioni che ci travolgono.

E quando le mamme si ascoltano e si legittimano nei desideri e nelle difficoltà più profonde, finalmente avviene la magia.

Il mondo mammesco ci apre le sue porte, ci accoglie e tutto diventa “naturale”.

Ed ecco che come BisMamma e come psicoterapeuta che lavora con le donne e le mamme, ho deciso di non condividere regole o teorie, ma immaginare un luogo che accoglie e ascolta i desideri delle mamme. Mi piace promuovere le competenze mammesche, ricchezza inesauribile e spesso poco considerata, favorendo la consapevolezza del “sentirsi” in tutte le nostre innumerevoli sfaccettature di donne e mamme.

E per far questo, il luogo per esprimersi si trasforma in un nutriente contenitore e contenuto di pensieri e di storie, dove ascoltarsi diventa una “fisiologica” necessità.

Ma quali sono i desideri, spesso sussurrati, alcune volte solo pensati, delle mamme? Quanto è faticoso per noi ascoltare la nostra parte desiderante, scegliendo di abbassare il rumore interferente del “devo” attraverso l’accoglienza del “voglio”?

Questo il nostro punto di partenza, nella scoperta dell’imprevedibile mestiere di mamma ed è proprio da qui che voglio iniziare, dai nostri “silenziosi” desideri mammeschi.

Cecilia Gioia

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