Vaccinazioni e malattie degli immigrati

Per il 2013 io ho un grande desiderio: che le favole rimanessero confinate nel mondo della fantasia e nella vita di tutti i giorni guardassimo a fatti reali ed oggettivi, soprattutto se sono la base per prendere decisioni importanti come la scelta di vaccinare o meno.

Tema della settimana: lo straniero che porta le malattie.

Nell’immaginario comune resiste l’idea dell’immigrato untore che ci infetta con terribili malattie che in Italia da tempo non vediamo più.

Tra l’altro quando si parla di “immigrato” si parla sempre e solo di una categoria delle tante possibili, che sottointende anche lo sfondo razziale.

C’è chi pensa davvero che una persona dall’Africa Centrale parta con il sistema immunitario compromesso da una delle seguenti malattie: tetano, poliomielite, difterite, varicella, morbillo, vaiolo, influenza, colera…Attraversi il deserto della Libia in tre mesi, per poi imbarcarsi su una carretta del mare, rimanere in mare 10 giorni, quasi senza cibo, sbarcare a Lampedusa dove, nel caso non venga rinchiuso in un Centro di Permanenza Temporanea, riesca a scappare per venire a starnutire di fronte a voi.

Ma c’è davvero qualcuno che ci crede?

Vivo in Spagna, un Paese che è il terzo in Europa (dopo Francia e Regno Unito) come numero di immigranti e che a differenza dell’Italia deve far fronte ad una grande immigrazione proveniente dal Sud America e dal Marocco. Uno studio [1] condotto dall’Universidad del Pais Vasco (Bilbao) ha studiato per la prima volta il grado di salute percepita dagli immigranti stessi una volta giunti nel territorio, per poter valutare anche il sistema Sanitario Nazionale e come questi immigranti gravino o meno sul Sistema e se veramente rappresentino un rischio per la popolazione.

Sono stati valutate 689 persone provenienti da 30 Paesi di cui il 31,8% proveniente dal Maghreb, il 21,9% Sub-Sahariano, 151 dall’Europa Orientale, tutti con una età superiore a 15 anni. Questo studio ha il grande valore di essere stato condotto in modo anonimo, e grazie ad alcuni mediatori culturali è riuscito ad arrivare anche alla frangia di persone non in regola, cioè immigrate in modo irregolare e che normalmente sfuggono alle statistiche ufficiali del Governo (tant’è che i questionari erano redatti in lingua araba e in wolof).

Da analisi statistiche dette “modelli di regressione logistica multivariante” in cui vengono considerate anche abitudini come il consumo di tabacco, alcool, studi, stile di vita, è emerso che il 64,2% dei marocchini, il 78,8% dei sub-sahariani, il 66% dei latinoamericani e il 67% degli europei extracomunitari dichiarara di avere una ottima o buona salute, cioè di stare meglio rispetto agli spagnoli intervistati, con una differenza di 3 o 4 punti in base al sesso.

Questi dati sono stati confermati confrontandoli con le schede degli ambulatori e Pronto Soccorso della Regione del Pais Vasco che conferma che gli immigrati sono sani, arrivati in uno stato di salute buono che hanno saputo mantenere una volta qua. Non si registrano casi di malattie facilmente prevenibili con vaccinazioni, ma solo patologie normali che non discostano dalla media delle patologie e incidenti in persone di nazionalità spagnola e della stessa età.

Questo ed altri studi sociodemografici confermano quindi “l’effetto dell’immigrante sano”, che pone un elemento di selezione tra gli emigranti, in modo che solo i più sani e con più capacità produttive hanno maggiori probabilità di lasciare il Paese di origine.

Quindi le nostre preoccupazioni sulle malattie portate da fuori mescolano verità antiche che risalgono alla fondazione dell’Impero Romano o al Medioevo con pregiudizi che pensavo oramai sepolti.

Sono quei miti che si tramandano oramai di generazione in generazione, ma che non trovano fondamento.

Le persone di cui dovremmo avere paura oggi non sono gli immigrati ma chi consapevolmente non ci illustra tutti i rischi, le conseguenze e le reali necessità di una vaccinazione.

La prossima volta parleremo di un tema, quello dei foglietti informativi, che rientra anch’esso tra le verità nascoste.

Francesa Kone

Bibliografia

[1] Elena Rodríguez Álvareza, Nerea Lanborena Elorduia, Meftaha Senhajib, Celina Pereda Riguerac
Departamento de Enfermería I, Universidad del País Vasco/Euskal Herriko Unibertsitatea UPV/EHU, Leioa, Bizkaia, España;

Département de Biologie, Facultè Sciences, Universitè Abddelmalek Essaadi, Tétouan, Maroc;

Médicos del Mundo/Munduko-Medikuak.

Potrebbe interessarti anche