Salute dei bambini, a tavola niente microonde

La mattina scalda il latte e l’acqua per il tè. Mi salva la vita con la cena surgelata della sera prima. Scongela il pane in un battibaleno. Scalda il pranzo…Come farei senza di te, microonde?

L’ho pensato fino all’altro giorno, quando il gesto di infilarvi piatti, tazze, vassoi era automatico – e salvavita.

Già, salvavita…Poi mi sono imbattuta in questo articolo, e in altri, e di punto in bianco il microonde l’ho cancellato dalla quotidianità mia e dei miei figli. Meglio non rischiare!

Perché? Perché parrebbe che le microonde altrerino (in modo drastico) la composizione cellulare dei cibi, innescando reazioni chimiche non virtuose.

Perché già a questo punto non mi sentirei di escludere che alterazioni degli alimenti potrebbero trasferisi all’organismo che se ne ciba…

A tutti questi dubbi ha dato risposta un certo dottor Hertel, il primo a svolgere – nei primi anni Novanta – studi sull’utilizzo delle microonde a fini alimentari, e a ottenere risultati preoccupanti.

Sarà per questo che nel 1993 si vide chiudere la bocca dal Tribunale del Commercio di Berna, a seguito di una denuncia dell’Associazione svizzera dei produttori di forni a microonde. Il tribunale di fatto decretò il divieto di denunciare il pericolo per la salute umana derivante dall’utilizzo di questa tecnologia.

Nello specifico ecco alcuni dei rischi che corriamo ogni volta che scaldiamo al microonde il latte ai nostri figli, o il pranzo al rientro da scuola ecc ecc ecc (non faccio la virtuosa, io l’ho fatto fino a poco tempo fa!)

– aumento del numero di cellule cancerogene nel sangue

– disfunzioni del sistema linfatico

– incidenza maggiore di tumori allo stomaco e all’intestino

E un mucchio di altre cosette amene da restare senza fiato…

Io ho preferito non correre il rischio. Magari ci metto un po’ di più al mattino a preparare la colazione, e a scaldare il pranzo con il vapore. Ma con la salute mia e dei miei bambini non mi sento di andare alla sperindio…

E tu?

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