Gravidanza naturale, prevenzione non invasiva

La gravidanza è un periodo di attesa e trepidazione, specie i primi mesi, i più delicati. Settimane in cui la mamma si chiede continuamente “Va tutto bene? Mio figlio sarà sano?”.

Per questo troppo spesso l’attesa – già a partire dalle sue prime fasi – viene vissuta più come una “malattia” da tenere sotto controllo che non come evento fisiologico da vivere nella sua normalità.

Ai vari controlli a cui ormai le donne gravide si sottopongono a cadenza mensile (ecografie, esami del sangue) si aggiungono screening per la diagnosi precoce delle anomalie cromosomiche: tritest, dual test, traslucenza nucale. Dopo i 35 anni, poi, viene fortemente consigliata l’amniocentesi, e la villocentesi, per ottenere risultati molto attendibili circa la presenza o no della trisomia 21 (sindrome di Down) e di altre trisomie (sindrome di Edwards e sindrome di Patau).

Purtroppo amniocentesi e villocentesi sono esami invasivi con un rischio – seppur basso – di abortività (1 caso su 150-200). Oggi, tuttavia, esiste un nuovo test con attendibilità molto più alta, ma soprattutto non invasivo.

Si tratta di un esame del sangue, effettuabile già a partire dalla decima settimana di gravidanza, grazie al quale eventuali anomalie cromosomiche vengono rilevate con altissima precisione: oltre il 99% nel caso della trisomia 21, del 98% e 80% rispettivamente per la trisomia 18 e 13.

Il test, già avallato dalla comunità scientifica internazionale e sostenuto dalla Fetal Medicine Foundation, garantisce risultati precisissimi in 15 giorni.

Ma soprattutto non è invasivo e non comporta rischi per il nascituro.

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