Mamma vegana, salute del Pianeta ed etichette

Si dice “Il mondo è bello perchè è vario”.  Quanta verità nei detti popolari.
Questo adagio lo si usa spesso per intendere che non tutti la pensano allo stesso modo… Effettivamente se tutti pensassimo la stessa cosa forse sarebbe più semplice la vita e la sua organizzazione, ma che monotonia!

Così dovrebbe anche significare, mostrare, la bellezza della pluralità.  Se alla base di tutto ci fosse il rispetto e la tolleranza.

Spesso questo fondamento viene disatteso.

La pluralità delle idee, confusa – volutamente o no – con la “diversità” spaventa e va evitata.
E le verità espresse attraverso alcune idee non vogliono essere ascoltate:  meglio non sapere piuttosto che conoscere e fare i conti con la propria coscienza.

Facile anche dare etichette a certe correnti di pensiero o alle persone che vi aderiscono, perchè noi uomini siamo molto bravi a porre etichette, a vivere con e per scomparti: rende la vita un po’ più semplice.

Facendo così purtroppo si perde la possibilità di ascoltare con le orecchie e con il cuore le tante meraviglie che si nascondono dietro e dentro “la persona”.

Se ci limitassimo a guardare il mare dalla riva vedremmo solamente un’immensa distesa d’acqua che cambia colore con il cambiare del tempo e della posizione del sole.  Mettendo la testa sotto l’acqua inizieremmo a scoprire il “mondo sommerso” con i suoi splendidi colori e animali.  Immergendoci con le bombole altro e altro ancora si presenterebbe davanti ai nostri occhi.

Non fermiamoci a guardare la superficie del mare.

Come è riduttivo e poco piacevole sentirsi dire:  tu sei vegan, ami gli animali e poi non pensi al genere umano che soffre.  Su quali basi si possono fare affermazioni così categoriche?

Perchè hanno catalogato i vegan con l’etichetta “AMANO GLI ANIMALI MA NON GLI UOMINI”? Oppure “INTEGRALISTI”? , o ancora “ESTREMISTI”?, “QUELLI CHE NON MANGIANO ANIMALI MA, MAGARI, LASCIANO MORIRE DI FAME I BAMBINI”? O forse “SI PREOCCUPANO DEGLI ERMELLINI, DEI BEAGLE, DELLE SCIMMIE … ANDASSERO AD AIUTARE CHI HA VERAMENTE BISOGNO”?….

Quante ne ho sentite nei miei 5 anni da vegan!  A volte ci rido su, altre volte no.
Altre volte ancora mi chiedo “Se non provi compassione per un cucciolo di foca indifeso come puoi essere sensibile verso un tuo simile a due gambe”?

O viceversa proprio perchè ti stanno tanto a cuore gli esseri umani, come puoi non soffrire per un cucciolo o un animale torturato e ucciso?

E se soffri per i bambini che muoiono di fame, come si può continuare a portare in tavola tanto cibo che sfamerebbe una tribù intera?

E come puoi non pensare che noi tutti siamo collegati da un filo che fa in modo che le nostre scelte abbiano delle conseguenze serie, anche gravi, su una famiglia africana piuttosto che palestinese?

Come puoi ancora non sapere, o peggio far finta di non sapere, che se l’acqua scarseggia lo dobbiamo anche alle nostre scelte alimentari?

Prima di apporre etichette meglio parlare con le persone, ascoltare e provare a mettersi nei loro panni.  Si chiama compassione, si chiama empatia, si chiama rispetto, si chiama tolleranza.
Chi ha scelto il veganismo con la testa e con il cuore, difficilmente lo ha fatto per seguire una moda o con leggerezza.
Chi sceglie di essere vegan molto spesso lo fa perchè ha nel cuore il bene-essere di tutti gli esseri viventi e del mondo meraviglioso che ci ospita.

Clara D’Attorre

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