Vaccini per bambini, i foglietti illustrativi

Eccomi, comincio chiedendo scusa perché sono sparita, è che sono stata senza Internet prima e senza computer dopo, per più di un mese, litigando con le varie compagnie telefoniche.
Sono tornata, ma non mi sono fermata in questo mese: ho letto un libro a favore dei vaccini, per esempio, di cui vi parlerò, e ho scritto l’articolo di seguito, rimasto sepolto nel vecchio pc e che ho dovuto riscrivere da zero, avendo perso anche tutta la bibliografia (ora sono munita di memoria esterna da 500 GB).

E ho ricevuto anche io la famosa letterina…Sì, QUELLA!

Ero rimasta ai famigerati foglietti illustrativi: ogni volta che per pura casualità mi sono trovata davanti alla scena in cui qualcuno con il mal di testa chiede una pastiglia e tutti si affannano ad aiutarlo, ho sempre notato come vengano spesi almeno 30 secondi nella lettura del foglietto illustrativo che accompagna il farmaco per capire se è quello adatto alla situazione.

La stessa ansia non l’ho mai riscontrata tra i conoscenti incontrati (fortunatamente pochissime volte) quando dovevano sottoporre i figli coetanei del mio a vaccinazione.

Loro vanno.

Questo articolo potrebbe anche avere un nome: sulle tracce dei foglietti illustrativi….

Siccome è possibile comprare i vaccini singolarmente nelle farmacie, ho fatto la prova qua in paese, con la scusa di volerlo comprare, solo per leggere il foglietto illustrativo. Mi è stato detto di no – solo per non dover aprire una scatola sigillata per estrarne il foglio – e mi è stato consigliato di recarmi all’ambulatorio medico.

E sono andata, di buona mattina.

Non c’era la pediatra di mio figlio, quindi ho parlato con la sostituta che è stata anche gentile nel rispondere alle mie domande, domande di cui avevo già le risposte, ma mi divertono molto questi confronti.
I vaccini vengono fatti a ciclo continuo e il caso vuole – anche se io ero là per chiedere delucidazioni sul tetano, mio figlio ha 20 mesi e viviamo in aperta campagna – che ci fossero alle sue spalle delle scatole sigillate del famigerato Infanrix Hexa. Ne parliamo? Parliamone!

Così ad occhio mi ha spaventata il volume del foglietto che la dottoressa ha gentilmente aperto per me – una tovaglia – e abbiamo cominciato a leggere le prime righe.

Io ho scaricato la versione italiana del foglietto del vaccino e copio e incollo le frasi che più ci hanno fatto ehm…. litigare… E devo dire che la mia opinione su questa dottoressa non è che sia molto alta, sebbene fossi entrata con le migliori intenzioni.

Ipersensibilità ai principi attivi o ad uno qualsiasi degli eccipienti o alla neomicina e polimixina. Ipersensibilità a seguito di una precedente somministrazione di vaccini per difterite, tetano, pertosse, epatite B, polio o Hib.

La dottoressa mi ha detto che non esistono studi specifici in merito, tutto dipende da eventuali reazioni avverse derivate da vaccinazioni precedenti, come l’epatite B che essendo il primo vaccino generalmente inoculato al neonato, può dare una traccia al medico.

La vaccinazione deve essere preceduta dall’esame dei rilievi anamnestici (con particolare riguardo alle precedenti vaccinazioni e al possibile manifestarsi di eventi indesiderati) e da una visita medica.

Di nuovo, la dottoressa astutamente faceva riferimento al fatto che l’Infanrix non è il primo vaccino inoculato, per cui secondo lei questo paragrafo può essere tranquillamente saltato. La prima visita medica relazionata al primo vaccino inoculato (tra l’altro superficiale) è sufficiente. Secondo lei se il bimbo ha reagito bene ai primi vaccini, allora si può procedere anche con gli altri.
Il tempo concesso era finito, ma mi sarebbe piaciuto discutere con lei del seguente problema emerso recentemente anche nelle cronache. Non sono delusa perché con altri medici in passato il confronto è stato pari a zero.

Infanrix Hexa è stato messo sotto esame recentemente.
Da uno studio condotto dall’Istituto Superiore di Sanità, emerge chiaramente come dal 2003 ad oggi questo vaccino abbia provocato sempre più reazioni neurologiche classificabili come totali e gravi.
Ogni 100.000 iniezioni eseguite tra il 2009 e 2011 osserviamo un tasso di incidenza di reazioni pari a 10 di cui il 4 considerate gravi, a fronte di un tasso di incidenza  pari a 0,4 di reazioni gravi provocate dagli altri vaccini. Non è poco considerando che l’Infanrix Hexa è stato il vaccino più usato negli ultimi anni, in associazione con il Prevenar e Prevenar 13.

Quello che più mi sconvolge è che secondo il Ministero della Salute, cito testualmente:

“La condivisione dei dati con Veneto, Toscana e Emilia Romagna, attraverso una maggiore numerosità e relativa potenza statistica, potrà meglio chiarire questo
segnale che attualmente non pare suggerire come necessario un cambiamento dell’attuale calendario vigente.”

Francesca Kone

Bibliografia:
Giuseppe Monaco, Valentino Conti, Mauro Venegoni, Liliana Coppola, Maria Gramegna, Carmela Santuccio, Alma Lisa Rivolta, Roma, dicembre 2012, Istituto Superiore di Sanità


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