Bambini a tavola, l’esempio francese

Mi sono da poco imbattuta in un libro non più recentissimo ma ugualmente interessante e curioso, che a quanto pare non risulta essere stato tradotto in italiano.

Si tratta di French Kids Eat Everything, scritto da Karen le Billon, madre ed insegnante trasferitasi con la famiglia dal Canada alla Francia per un intero anno. L’autrice ci racconta come sia riuscita, durante il soggiorno in territorio francese, a convertire in una dieta più sana ed una condotta più in linea con le esigenze familiari le abitudini dei propri figli osservando e facendo proprie alcune regole di condotta che pare siano piuttosto diffuse tra i genitori d’oltralpe.
Ultimamente pare che gli scaffali delle librerie brulichino di testi che in un modo o nell’altro si rifanno al francese mode de vivre. Libri che ci spiegano perchè le francesi non ingrassano, articoli che ci spiegano come i francesi educhino i propri figli, ed ora libri che descrivono cosa facciano i genitori francesi quando sono seduti a tavola coi propri bambini.
Nel libro la De Billon enuncia quelle che sono le dieci regole per crescere figli che apprezzano il piacere di stare a tavola e mangiare in modo sano. Pare che i francesi riescano a far mangiare i loro figli senza ingaggiare estenuanti battaglie a tavola ma con estrema naturalezza e minor apprensione rispetto a noi mamme chiocce italiane.
Ecco le regole:
· Sono i genitori ad occuparsi dei pasti ed i bambini mangiano quel che c’è in tavola. Non esistono sostituzioni o menù speciali ad hoc per i piccoli.
· La famiglia mangia riunita. Il pasto possiede una connotazione rituale ed una valenza estetica il cui significato i bambini non tarderanno a recepire.
· Il cibo non viene usato come strumento di premio, punizione, o ricatto. Questa è una regola particolarmente importante perché, persuadere o convincere i nostri figli attraverso il cibo li può facilmente trasformare in perso ne che da adulte mangeranno per noia, stress e meccanismi legati più alle emozioni ed agli stati d’animo che al sano e naturale senso dell’appetito.
· servire le verdure, specie se crude, come apertura del pasto, fa sì che al momento in cui l’appetito è più forte, maggiori siano le probabilità che queste vengano consumate in quantità adeguata anche dai bambini.
· Se il piccolo non gradisce quel che è stato preparato, pare che i genitori francesi non ne facciano un dramma e non siano soliti pregare i figli o far loro promesse affinchè il piatto venga vuotato; l’attenzione e la conversazione vengono spostati su di un argomento neutro in modo da non rendere il rifiuto del cibo protagonista della cena.
· Questa è una regola piuttosto controversa. Se i bambini si trovano di fronte un piatto nuovo, prima di rifiutarlo ne debbono assaggiare almeno un bocconcino, ma non tutti i genitori tra noi saranno disposti a condividerla fino in fondo, quindi anche a costo di insistere per convincere i più reticenti.
· Una merenda leggera e nutriente è più che adeguata; è giusto che i bambini si siedano a tavola affamati rispettando un certo orario tra un pasto e l’altro. Se continueremo a rimpinzarli fuori orario è piuttosto scontato che a cena finiranno per piluccare e niente più. Smettiamola di preoccuparci del peso dei nostri figli, anche perché il problema dei bambini d’oggi non è affatto quello di mangiare a sufficienza ma purtroppo quello opposto, con tutte le conseguenze che ne derivano.
· Anche i più piccoli si siedono attorno al tavolo con gli adulti imparando fin da subito ad apprezzare il valore del momento dei pasti come occasione per coltivare e nutrire i legami familiari oltre che come mezzo per riempirsi la pancia.
E voi che cosa ne pensate di queste regole? Sono simili a quelle di casa vostra o se ne discostano significativamente? Vi sembra un approccio sensato e rilassato quello che secondo l’autrice è proprio della generalità dei genitori francesi o lo trovate troppo spartano rispetto al vostro modo di essere genitori?

Michela Boscaro

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