Partorire in casa si può!

L’ho tenuto nascosto, lo ammetto. Neppure la mia famiglia lo sapeva. Solo la mia più cara amica – perché avevo comunque bisogno di sostegno morale non solo dal mio compagno, ma anche da una persona cara…

Perché li conosco i commenti quando si parla di partorire in modo naturale. E non biasimo nessuno. Solo, desideravo risparmiarmeli, nei mesi di preparazione a un evento a cui tenevo dal più profondo del cuore.

Non biasimo nessuno perché poco – o nulla – si sa del parto a domicilio. Si pensa – quando va bene – a una cosa d’altri tempi, e quando va male a pura follia.

Quando l’ho rivelato, alla nascita del mio terzo bambino, la reazione più mite sono stati un paio di occhi sgranati…E l’esclamazione “sei pazza!”, ” che coraggio”…Nessun biasimo, ripeto.

Io a questa scelta ci sono arrivata piano piano, dopo due precedenti parti “standard” – ossia ospedalieri. Naturali (se si esclude la medicalizzazione, ovvio), ma disastroso il primo, meglio il secondo, tuttavia già intollerante, io, ai protocolli della sala parto.

Il percorso professionale – e umano – con il Bambino Naturale, alcuni lavori importanti – primo fra tutti la traduzione di Partorire e accudire con dolcezza – mi hanno guidato verso una nuova consapevolezza, tanto che in cuor mio ho maturato il desiderio (consapevole, consapevolissimo, altro che pazzia) di dare alla luce un eventuale terzo figlio tra le mura di casa…

Il percorso di scelta delle professioniste che mi avrebbero condotto alla meta è stato un po’ tortuoso, e proprio quando mi ero persa d’animo le ho trovate. Loro sono state la mia prima benedizione nel cammino verso la nascita del mio piccino.

Mamì e Marta mi hanno subito accolta con amore e rispetto, perché il valore di un’ostetrica privata si misura anche in questo.

E la prima domanda a me posta è stata “Perché?”

Perché il parto in casa non si improvvisa, e non può esser frutto di un capriccio, né del desiderio di seguire mode bizzarre.

Partorire in casa è cosa seria (primo punto a cui non crede nessuno) e soprattutto non è cosa sempre possibile.

I quesiti e requisiti a cui rispondere sono tanti, che con la salute – e la vita – delle mamme e dei bambini non si scherza. I colloqui con le mie ostetriche sono stati diversi e molto approfonditi…E alla fine sono risultata “idonea” :D.

Non voglio farla tanto lunga, né annoiarvi con considerazioni personali che poco aggiungerebbero al messaggio che desidero inviare.

Il mio bambino è venuto al mondo in casa sua, nel silenzio e nella penombra di un sabato mattina di fine novembre. Con me – e con lui – Mamì, dolce e discreta, Marta e Cristina a supportarla e supportarmi, senza dimenticare il coraggioso papà, che sin da subito ha appoggiato il mio desiderio e mi ha spinto a esaudirlo.

Non è stata una nascita indolore, ma di questa nascita posso dirmi fiera. Fiera di essere stata NEL dolore, fiera della partecipazione totale a ogni movimento e progresso di mio figlio che voleva venire alla luce. Fiera perché consapevole e lucida (seppure provata dal progredire del travaglio, affrontato però senza paura).

Felice perché sapevo che tutto era sotto amorevole controllo delle mie insostituibili ostetriche, e che qualsiasi cosa fosse successa, ero in ottime e sicure mani.

Nessuno ha accelerato la nascita di Corrado, tutto si è svolto secondo i suoi – e i miei tempi; secondo le mie richieste (trasfusione placentare, affinché il piccolo potesse beneficiare di tutti i vantaggi del sangue cordonale)…Tanto che – a 10 giorni di distanza – posso dire che c’è un abisso non solo tra questo terzo parto e i due precedenti, ma anche tra lo stato di salute, la reattività di questo bambino rispetto a quella dei suoi fratellini nati in ospedale, e il mio recupero fisico.

Con questo non intendo portare avanti una crociata a favore del parto a domicilio contro quello ospedaliero.

Volevo solo rendere la mia testimonianza, laddove più volte abbiamo – con il Bambino Naturale – parlato di questa modalità nuova e antica di venire al mondo e più di una volta siamo stati attaccati e tacciati di irresponsabilità :).

Io non credo esista una maniera migliore di partorire. Credo che esista un parto che nasce nel cuore. E che la consapevolezza sia il primo requisito.

Per me e per mio figlio ho fatto la cosa giusta. E chi è stato testimone di questo evento sa che è così.

In cuor mio mi auguro che queste due righe possano incoraggiare qualche futura mamma ancora titubante ad affrontare il parto in casa con fiducia, informazione e consapevolezza, affidandosi alle associazioni e alle ostetriche giuste.

Io – con l’occasione – desidero ringraziare dal profondo del cuore le mie Maria Michela Pirali e Marta Campiotti, donne straordinarie e ostetriche d’eccellenza che operano presso la Casa Maternità Montallegrodi Induno Olona (Varese).

La Provvidenza le ha messe sul mio cammino, e spero che le metta sul cammino di tante mamme della mia zona desiderose di mettere al mondo i loro bambini nel calore della propria casa.

E ora torno alla mia maternità. Corrado mi aspetta 🙂

Beatrice Cerrai


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