Cognome materno ai figli: presto anche in Italia!

Sono tanti gli articoli diffusi nell’ultima settimana che plaudono all’intervento della Corte Europea dei diritti dell’Uomo, a seguito della condanna pronunciata il 7 gennaio 2014 nei confronti dello Stato Italiano per aver negato, ad una coppia di coniugi, la possibilità di attribuire alla propria figlia il cognome materno anziché quello del padre.

La Corte di Strasburgo ha invitato il nostro Paese a superare “i retaggi patriarcali sul concetto di famiglia” e ad attivarsi affinché, entro il termine di tre mesi, siano varate riforme legislative che interrompano le discriminazioni per sesso insite nella tradizione di attribuire ai figli il solo cognome paterno.

Sembra che l’Italia abbia accolto il monito e che, nella giornata di venerdì 10 gennaio 2014 il Consiglio dei Ministri abbia annunciato di avere già approvato un disegno di legge per consentire di attribuire ai figli, al momento della registrazione dell’atto di nascita e sempre che vi sia l’accordo fra i genitori, o il cognome della madre o quello del padre o quello di entrambi i genitori.

I dettagli del DDL non sono pubblici ma, stando ai comunicati stampa diffusi e alle prime notizie comparse in rete nelle ultime ore, parrebbe che, in presenza dell’accordo di entrambi genitori sarà dunque possibile attribuire il cognome materno ai figli o quello di entrambi i genitori, rompendo la tradizione dell’esclusività del cognome paterno, retaggio di un portato culturale non più attuale e non rispettoso della pari dignità dei genitori.

La riforma sarà destinata a rivoluzionare significativamente il nostro diritto di famiglia, uniformando il trattamento per tutti i figli, in osservanza del resto al principio di parificazione degli stati di filiazione già introdotto dalla legge n. 219/2012, che aboliva ogni distinzione – anche terminologica – tra figli legittimi, naturali e adottivi, affermando che i figli sono tutti e soltanto figli.

Non resta, dunque, che attendere nelle prossime settimane gli sviluppi normativi, nel frattempo confidando che gli Ufficiali di Stato civile inizino – già nelle more dell’approvazione delle legge – ad assumere la dichiarazione dei genitori in tutti i casi in cui vi sia la volontà di questi di attribuire al figlio il cognome della mamma o, eventualmente, quello di entrambi i genitori.

La sfida è aperta.

Avv. Paola Carrera (Avvocato in Torino)


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