La salute dei nostri bambini dipende da noi!


Andrea Di Chiara è l’autore del volume
Il giusto respiro. Odontoiatra, agopuntore, esperto in strategie per la rieducazione respiratoria dei bambini adenoidei/allergici/respiratori orali, in questa intervista sottolinea che le patologie infantili non sono una tappa inevitabile della crescita e ribadisce il messaggio di fondo del suo libro: migliorare la salute dei bambini si può. Dipende da noi!

Dottor Di Chiara, cominciamo con una domanda legata al titolo del suo libro: qual è il giusto respiro?
Diciamo che non c’è un “solo” giusto respiro, poiché ogni persona ha il suo modo di respirare, il suo stile. Però possiamo indicare quello che non è un giusto respiro: una problematica tipica della nostra società è infatti quella dell’iperventilazione, si respira troppo e troppo velocemente. Una situazione diffusa che si manifesta purtroppo in età sempre più precoce, sin dalla prima infanzia. Una respirazione “scorretta” è però associata a tutta una serie di disturbi che possono interferire in modo anche importante con il benessere del bambino.

Significa che oggi non sappiamo più respirare in modo corretto? Come si spiega questo fenomeno?
Tutte le funzioni legate alla sopravvivenza che il nostro corpo svolge in modo automatico (il battito cardiaco, la pressione sanguigna, la respirazione, ecc.) dipendono dal sistema nervoso. Lo sviluppo del sistema nervoso autonomo ha inizio prima della nascita e si conclude entro i primissimi anni di vita, se qualcosa “va storto”, se c’è un’alterazione nella sua maturazione le conseguenze possono interessare varie funzioni, tra cui appunto la respirazione.

La formazione del sistema nervoso prende il via nel grembo della mamma, quindi c’è un collegamento tra la gravidanza e la salute del bambino dopo la nascita?
Assolutamente sì. E sono numerosi gli studi che hanno dimostrato proprio di recente questo collegamento. Nelle pagine de Il giusto respiro affronto questo argomento, che ho intenzione di sviluppare ulteriormente in una nuova pubblicazione a cui sto lavorando. La capacità di regolare il metabolismo da cui dipende il nostro stato di salute, la nostra resilienza – ovvero la capacità di adattarsi, di reagire a situazioni traumatiche – si determina nel periodo prenatale e si “perfeziona” nel primo periodo successivo alla nascita, quando si stabilisce il rapporto madre-bambino: dopo i primissimi anni di vita i giochi sono fatti. Si può seguire uno stile di vita il più sano possibile, si può prestare attenzione ai propri punti deboli, ma… non c’è più molto margine di azione.

Cosa può fare la futura mamma per favorire il benessere del proprio piccino?
Partiamo da un dato di fatto: lo stile di vita frenetico della società occidentale fa male a tutti: adulti e bambini. Quello che possono fare i futuri genitori ancor prima di concepire un figlio è riflettere sulla propria vita, chiedersi: “Siamo contenti o angosciati?” E se necessario, modificare quello che non funziona. Solo così ci si può prendere cura della propria salute a 360°. E ricordiamo che il benessere del bambino che nascerà dipende dal benessere della sua mamma. Con effetti addirittura transgenerazionali.

Rallentare, modificare i propri ritmi di vita… Un buon proposito, che però non è facile da realizzare.
Non è facile e probabilmente non per tutti sarà possibile, ma sarò schietto: o ripensiamo la nostra vita e recuperiamo dei ritmi più umani, più naturali, o… ci autodistruggeremo. La malattie croniche degenerative sempre più frequenti sono un chiaro segnale di questo malessere diffuso, della necessità di invertire la rotta.
A noi la scelta. Possiamo continuare così e proseguire verso un destino di estinzione che in parte già si intravede, nelle statistiche che ci definiscono un Paese di vecchi, un paese dove nascono sempre meno bambini… Certo, per ora ci sono i bimbi stranieri che arginano il calo demografico delle nostre società occidentali, ma presto anche il loro stile di vita si adeguerà al nostro…

A proposito di malattie che sono spie di un malessere crescente, oggi le patologie infantili (infezioni respiratorie ricorrenti, allergie, asma, problemi di russamento, ecc.) sono molto comuni tanto che ci siamo abituati ad accettarle come se fossero la normalità, quasi una caratteristica, seppur fastidiosa, degli anni dell’infanzia. Il suo libro invece ribalta questa convinzione…
Questa convinzione si è radicata perché non sappiamo come funziona il nostro corpo, non conosciamo la fisiologia. Ammalarsi spesso nell’infanzia non è affatto fisiologico! Oggi siamo abituati a considerarlo normale e ci limitiamo a intervenire sui sintomi. Questo è anche l’approccio della medicina occidentale moderna che si basa sulla diagnosi della patologia (quando la patologia si è già manifestata), e propone una terapia farmacologica o chirurgica per risolverla. Ma l’atteggiamento della medicina non è sempre stato questo, e tuttora è molto diverso in altre culture che hanno coltivato la “medicina tradizionale”, una medicina che sa interpretare il linguaggio e i segnali del corpo e che si concentra sulla prevenzione dei disturbi. In origine il medico era l’esperto dell’arte di vivere in modo salutare, un vero e proprio consulente della prevenzione.

In pratica, medici e pazienti, tutti ormai diamo per scontato che le patologie croniche siano normali e quindi non cerchiamo neppure di prevenirne la comparsa?
Esatto, a questo proposito ricordo una scena di “Nemo” un film di animazione per bambini: un pesciolino fa un potente starnuto e poi dichiara di essere allergico all’acqua di mare. Questa è una battuta emblematica, il fatto che sia socialmente riconoscibile mostra quanto per noi la patologia allergica corrisponda alla normalità. Consideriamo normale qualcosa che non lo è affatto! Non avendo la consapevolezza che c’è qualcosa che non va, non possiamo neppure cercare di intervenire per modificare la situazione.

E per modificare la situazione…
Torniamo al punto di partenza, dobbiamo prenderci cura di noi e del nostro benessere in modo efficace. Solo in questo modo potremo prenderci cura della salute dei nostri figli, quella salute che si costruisce ancor prima del concepimento!

Nei capitoli de Il giusto respiro ci sono molti suggerimenti utili per la gestione di numerosi disturbi infantili, possiamo quindi consigliarne la lettura a tutti i genitori?
Direi di sì, dato che come abbiamo detto, sono davvero rari i bambini che oggi non soffrono di raffreddori ricorrenti, adenoidi ingrossate, episodi di otite, russamento, infezioni respiratorie, allergie, asma, problemi ortodontici, iperattività, deficit di attenzione…

Giorgia Cozza


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