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Giorgia Cozza | Genitorialità, Sonno

Il sonno dei bambini: tra risvegli e bisogno di attenzione

12 Gennaio 2016

childsleepÈ un dato di fatto. Nel primo periodo della sua vita, il cucciolo d’uomo ha ritmi di sonno differenti da quelli dei suoi genitori. Ogni bambino è diverso, quindi c’è chi ha risvegli più frequenti nel corso della notte e chi dorme anche diverse ore consecutive, fatto sta che, in generale, il bambino piccolo che dorme “tutta la notte” è più l’eccezione che la regola.

Per i genitori, ovvio, è un problema. O se non è un problema è un pensiero. E questo per due motivi. Uno pratico: abbiamo sonno. Il secondo teorico: nella nostra società è diffusa la credenza che il bambino “bravo” sia quello che dorme tutta la notte, sin da subito, sin da piccino.

Tanto che la domanda che spesso viene rivolta alla neomamma è proprio: “è bravo?”, che tradotto si legge “dorme?”.

Dato che, come abbiamo visto, la maggior parte dei bambini si sveglia varie volte per notte, le risposte vanno da un imbarazzato “ma, insomma…” a un disperato “no, mai, non dorme mai!” In realtà, tutti i bambini dormono. Altrimenti, se non dormissero per settimane o per mesi, si ammalerebbero gravemente. Il riposo è indispensabile per la nostra sopravvivenza. Solo che non dormono come intendiamo noi. Dormono per un pochino, si svegliano, poi dormono di nuovo. Non è che scelgono di fare così. Sono fatti così.

Credo che, se questo dato di fatto fosse assodato a livello generale, cioè se tutti lo sapessero, se non ci fosse lo stereotipo del bambino bravo che dorme tutta notte, se non ci fossero i parenti, gli amici, i conoscenti, gli sconosciuti che si sentono in dovere di sottolineare che se non dorme probabilmente è colpa nostra, se non ci fossero i manuali che insegnano ai genitori come far dormire i loro bambini e, talvolta, anche gli esperti che suggeriscono metodi assai poco amorevoli per addestrare i piccolissimi a non chiamare i genitori quando la notte si svegliano e non riescono – da soli – a riprendere sonno… Ebbene per i genitori sarebbe tutto più semplice.

nanna facile 2Resterebbe un po’ di stanchezza (o tanta stanchezza, a seconda della notte), ma saremmo tutti più sereni. Innanzitutto saremmo tranquilli, perché sapremmo che non stiamo sbagliando niente, che non abbiamo colpe, che non dobbiamo applicare alcun metodo. E poi saremmo sostenuti dalla certezza che, crescendo, i ritmi di sonno diventano sempre più simili a quelli degli adulti.

E che alla fine torneremo tutti a dormire di più. Certo, per qualche anno. Finché non avranno inizio le prime uscite serali… E allora, anziché allattare, cullare, stringere piccole manine, ci toccherà aspettare svegli con il cellulare sott’occhio, aspettando l’ora convenuta per andare a recuperare i preziosi figlioli ormai cresciuti.

A quel punto il “pezzo” di vita trascorso in un lettone un po’ affollato o seduti accanto al letto del nostro piccolino sarà un ricordo colmo di tenerezza…

 

Giorgia Cozza

 

 

 

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