L’allattamento di bambini grandicelli non ostacola l’autonomia, la favorisce!

Lo allatti ancora? Guarda che così ostacoli la sua indipendenza!

Ancora al seno? Vuoi proprio farlo diventare un mammone!

Se lo allatti sarà un disastro quando tornerai al lavoro!

Ecco alcune frasi tristemente comuni che molte mamme si sono sentite rivolgere da parenti, amici, conoscenti e sconosciuti incontrati per strada. Tutti pronti ad esprimere la propria opinione, spesso abbondando con consigli non richiesti e critiche. Allatti troppo, lo tieni troppo in braccio, lo fai dormire troppo vicino e via così. Ce n’è per tutte le mamme.

Oggi però ci concentriamo su un argomento in particolare, che è tra i più gettonati in assoluto quando si parla di criticare la mamma, darle la colpa di questo e di quello e predire una dose impressionante di sventure. L’allattamento. Eh sì, sembra proprio che i bimbi allattati, soprattutto se allattati dopo il primo compleanno, siano destinati ad ogni genere di traversia, candidati all’eterna dipendenza dalla figura materna, a rimanere inetti ed insicuri fino alla pensione. Colpa delle mamme, ovviamente, che si ostinano a tenere questi poveri figlioli sotto la loro ala.

Già. Poveri figlioli. Non sono ancora indipendenti! Non hanno una casa, un lavoro, una famiglia propria. E… orrore, vogliono la mamma vicino! Sì, la cercano spesso durante la giornata e probabilmente la invocano anche di notte, quando si svegliano. E tutto questo, alla bella età di… un anno e mezzo, magari addirittura due! Incredibile, vero? È proprio colpa delle poppate. Certo, se non fossero allattati allora sì che… Che cosa?

Che non cercherebbero più la compagnia della loro mamma? Che non andrebbero da lei a farsi consolare quando sono preoccupati o spaventati, quando fanno un brutto sogno, quando cadono e si fanno male?

Seriamente. Un bambino di due o tre anni è piccolo e dipendente, che sia allattato oppure no. Ed è assolutamente normale che sia così. Così come è normale che ami la vicinanza della propria mamma. Sarebbe preoccupante se così non fosse!

I bambini piccoli sono… bambini piccoli. Hanno bisogno della rassicurazione di mamma e papà per sentirsi bene, per affrontare l’avventura della crescita con la giusta dose di serenità ed entusiasmo. Hanno tutta l’infanzia per diventare sempre più autonomi e indipendenti e l’adolescenza per prendere le distanze dai genitori e rivendicare con forza un’abbondante dose di libertà.

Come si dice: ogni cosa a suo tempo.

Chiarito quindi che al di là dell’allattamento, i bambini piccoli hanno bisogno della vicinanza e dell’affetto dei genitori per crescere sereni e sicuri di sé, facciamo un passo ulteriore e aggiungiamo che le poppate possono rappresentare un valido alleato del naturale percorso che porta ogni bimbo a diventare sempre più autonomo. Quindi… lasciamo in pace mamme, bimbi e poppate!

E quando mamma e bimbo devono stare lontani perché lei torna al lavoro e/o il piccolo inizia l’asilo nido? Bene, l’allattamento si è rivelato di grande aiuto per molte madri che hanno ripreso l’attività professionale. Dopo il lavoro, infatti, mamma e bimbo si ritrovano con grande immediatezza grazie a un gesto particolarmente amato e consueto come quello della poppata. Il proseguimento dell’allattamento inoltre, in un momento di grande cambiamento, è garanzia di continuità: la mamma non c’è più durante il giorno, o comunque non c’è più come prima, ma il momento speciale della poppata è sempre lì, a rassicurare, coccolare, consolare.

Insomma, smettiamo di considerare l’allattamento come un ostacolo e cominciamo a vederlo come quello che realmente è: una normale parte della relazione tra mamma e bambino. E, molto spesso, un prezioso alleato di questa relazione.

Buon allattamento a mamme e bambini!

Giorgia Cozza

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