Giornata Mondiale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza

Anche quest’anno ci stiamo avvicinando, inesorabilmente, alla data del 20 novembre, che celebra, in tutto il mondo, la Giornata Internazionale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza.

La data ricorda il giorno in cui l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò, nel 1989, la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, ratificata da oltre 190 paesi del mondo.

L’Italia ratificò la Convenzione nel 1991.

Nonostante vi sia un generale e diffuso consenso circa l’importanza dei diritti dei più piccoli e, per quanto il cosiddetto “interesse superiore dei minori” sia invocato come faro delle riforme legislative e dei provvedimenti giudiziali che interessano i bambini, la realtà ci rimanda, quotidianamente, a scenari ben lontani dalla salvaguardia dei diritti dei più indifesi.

Pensiamo che, fra i suoi 35 articoli, nutriti di buoni propositi, la Convenzione ONU enuncia, all’art. 6, forse il più importante tra tutti i diritti, prescrivendo che:

Gli Stati riconoscono il diritto alla vita di ogni bambino e ne assicurano la sopravvivenza e lo sviluppo”.

E nessun diritto, oggi, ha più necessità, bisogno e urgenza di essere riconosciuto, difeso, sostenuto e promosso come il diritto alla Vita di ogni bambino, perché nel mondo in cui viviamo si consumano, ogni ora, più di 6.000 interruzioni di gravidanza, pari a 106 al minuto e a circa 150.000 al giorno.

Avete capito bene, non stiamo dando i numeri… purtroppo è tutto, terribilmente, vero.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, nell’ambito di un’indagine su base mondiale condotta con altri autorevoli organi di ricerca in ambito medico, ha reso pubblici numeri tanto impressionanti quanto tragici, che rivelano come, nel periodo compreso fra il 2010 e il 2014, sarebbero circa 56 milioni le interruzioni volontarie di gravidanza che vengono eseguite ogni anno nel mondo.

Pensate che l’Italia, che viene data fra i Paesi a più basso numero di aborti nell’area Europea, è scesa da circa 100.000 a qualcosa in meno di 90.000 nell’anno 2016 e a questi dati viene data risonanza celebrativa di un successo!

E sapete perché in Italia si sarebbe registrato, stando alle statistiche, un calo di aborti negli ultimi anni?

Per opera della pillola dei 5 giorni dopo, non per effetto di una conversione alla Vita e neppure per merito della maturazione di una cultura che osa schierarsi in difesa della nascita.

Non subisco mai il fascino dei numeri, anzi non amo per nulla né numeri né statistiche ma, in questi casi, i numeri sono bambini uccisi, ai quali il diritto alla Vita è stato negato.

Sempre le statistiche ci dicono che, rispetto al periodo 1990-1994, i casi di interruzione volontaria di gravidanza avrebbero registrato un aumento di circa sei milioni, arrivando a quota 56 milioni: un numero pazzesco, equivalente a quasi dieci volte le vittime stimate dell’Olocausto!

Un genocidio silenzioso, che passa inosservato e non fa scalpore, che difficilmente indigna le manifestazioni del politicamente corretto, camuffandosi sotto mentite spoglie e dilagando come un fenomeno drammaticamente in crescita.

E allora, celebriamo pure la giornata internazionale del fanciullo ma facciamolo con i fatti concreti, con le azioni a difesa della Vita, salvaguardandola fin dal suo primo soffio, sulla scia della massima di un piccolo principe bambino, che ci ricorda che “Non si vede bene che col cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi”.

Non aspettiamo di vedere la Vita per difenderla, ma incoraggiamo a farlo fin dal suo primo, timido, soffio.

Avv. Paola Carrera (Avvocato diritto di famiglia del foro di Torino)

 

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