IL DECALOGO DEL PUERPERIO (I parte)

Le prime settimane successive alla nascita rappresentano un periodo intenso, emozionante e impegnativo per la neomamma. Ecco alcuni spunti di riflessione per la neofamiglia, ma anche per i parenti e gli amici che circondano la neomamma, per aiutarla ad affrontare al meglio il puerperio.

1. Io sono la Mamma.

Sì, proprio così, con la M maiuscola. La madre è una vera forza della natura. Ha portato nel suo grembo, nutrito e protetto il bimbo che ora è nato. E continua ad accudirlo con immenso amore, con tutto il suo impegno e le sue capacità. E per il bambino non c’è nessuno come la mamma. Tra le sue braccia ogni disagio, ogni timore, ogni bisogno si placa. Posato sul suo petto il neonato ritrova le sensazioni di benessere che ha sperimentato nella sua vita prenatale: contenimento, vicinanza, protezione.

2. Ad essere mamma si impara giorno dopo giorno.

Quando nasce un bimbo nasce anche una mamma. Ad accudire il proprio bambino si impara giorno dopo giorno, provando, sbagliando, riprovando, amando. Come per qualunque altra cosa nuova, c’è bisogno di un po’ di tempo e di allenamento per imparare, ed è il bambino stesso che aiuta la sua mamma in questo percorso. Importante è mettersi in ascolto e fidarsi di se stesse e del proprio piccino.

3. La mamma è l’esperta del suo bambino.

Quando si parla del suo bambino, l’esperta è lei. Lei che lo ha portato nel suo grembo per nove mesi. Lei che osserva ogni suo respiro, che accorre al suo pianto, che lo nutre, lo culla, lo addormenta tra le sue braccia. Nelle settimane successive alla nascita la neomamma impara a prendersi cura del suo bambino, impara a riconoscere i suoi segnali, ad accogliere i suoi bisogni. È lei che sa come accompagnare il suo piccino nel sonno, quando e come allattarlo, come consolarlo.

4. Accudire un bimbo è un impegno a tempo pieno.

Un tempo si sapeva: un neonato ha bisogno della sua mamma a tempo pieno, di giorno e di notte. E per dare modo alla neomadre di occuparsi di lui, imparare a conoscerlo, recuperare energie, le altre donne della famiglia (nonne, zie, sorelle, cugine) si occupavano dei pasti e delle incombenze domestiche. Nei primi tempi serve aiuto pratico, per gestire tutto quello che non è “cura del bebè”. Se la neomamma non può contare su questo tipo di aiuto, è fondamentale chiudere un occhio e limitarsi al minimo indispensabile in termini di ordine e pulizie di casa. Il pavimento sporco può aspettare, un neonato che piange no.

5. Coccole per chi coccola.

Mamma, papà e bimbo: ecco la triade. La mamma accudisce e si prende cura del bambino che è nato. Il papà si prende cura della neomamma. La responsabilità del benessere (della sopravvivenza addirittura!) del neonato, è qualcosa di grande, di importante. Porta con sé tanti dubbi, a volte anche qualche ansia. Il papà in questo periodo è davvero fondamentale. Tocca a lui sostenere, incoraggiare, ricordare alla compagna che è una mamma veramente in gamba e che lui c’è. Per lei, per il loro bambino. I gesti d’affetto e le parole gentili non sono mai troppe. Mai.

[continua]

Giorgia Cozza


Potrebbero interessarti anche

Libri sull'argomento