IL DECALOGO DEL PUERPERIO (II parte)

Ecco gli ultimi 5 punti del “Decalogo del puerperio”: i consigli e gli spunti di riflessione dati da Giorgia Cozza per la neofamiglia, ma anche per i parenti e gli amici che circondano la neomamma, per aiutarla ad affrontare al meglio il puerperio.

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6. Consigli non richiesti? No grazie.

È un vizio assai comune, quello di elargire alle neomamme consigli e pareri a proposito del suo modo di essere mamma. Ebbene, i consigli se non richiesti, molto raramente sono utili. Le critiche poi, non sono utili mai. Anzi. In un periodo delicato come quello del post parto la neomamma è particolarmente vulnerabile e può rimanere molto male per un commento “sbagliato”. Oltre al fatto che in nessun periodo della vita è piacevole sentirsi sotto esame e dover sopportare i giudizi altrui sulle proprie scelte.

7. Accanto alla mamma, persone positive e incoraggianti.

Il puerperio è un periodo impegnativo, la mamma non ha energie da sprecare per gestire osservazioni e commenti spiacevoli. Accanto a lei dovrebbero esserci persone positive e incoraggianti. Se possibile, “filtrate” le visite seguendo questo criterio: chi dà una mano, chi mostra rispetto e fiducia nelle competenze delle neomamma è benvenuto. Molto benvenuto! Meglio rimandare a un secondo momento, o organizzare in presenza del neopapà, le visite di chi regolarmente accresce i dubbi della mamma, la rende triste, nervosa, preoccupata.

8. Buon cibo, buone letture, buona musica.

Il bambino ci chiede di rallentare, di concentrarci su di lui, di lasciar perdere il resto. Ebbene assecondiamolo. Rallentiamo. Mentre siamo sedute sul divano per quella che già sappiamo sarà una lunga poppata, o mentre lo culliamo per accompagnarlo nel sonno, leggiamo un bel libro, mettiamo un po’ di musica di sottofondo, mangiamo qualcosa che ci piace, beviamo una spremuta. Lasciamo davvero perdere il resto, non pensiamoci proprio. Viviamo il momento, prendiamolo per quello che è, e assaporiamo la vicinanza del nostro bambino. Osserviamo quanto è bello, che meraviglia abbiamo creato.

9. Riposa sempre e comunque, appena dorme il piccolo.

I bambini piccoli non dormono come gli adulti e i risvegli notturni nei primissimi anni di vita sono fisiologici. Ciò significa che anche la mamma non dorme più come prima. I suoi ritmi sonno-veglia erano già cambiati nell’ultimo periodo dell’attesa e ora che di notte il piccolo si sveglia spesso la stanchezza è tanta. Ebbene… la parola d’ordine in questo periodo è: riposo! Quando il bimbo dorme, quando è tranquillo… il suggerimento è di sdraiarsi sul divano o nel letto e riposare a qualunque ora della mattina o del pomeriggio. Anche dei piccoli sonnellini sono utili per recuperare energie. Per chi non riesce a dormire di giorno, non importa: ci si potrà rilassare. Posizione comoda, un bel libro o un bel film e… relax.

10. La stanchezza passa, l’amore resta.

Notti di sonno interrotto, lunghe poppate, pannolini da cambiare a ciclo continuo, pianti inconsolabili… Ci sono quelle giornate no, in cui la mamma può avere l’impressione che la stanchezza sia come un fiume in piena, quelle giornate in cui ci si arrende al “mai” e al “per sempre”. Non dormirà mai tutta la notte… Vorrà per sempre poppare… E così via. In realtà, i primi mesi e i primi anni di vita del bambino scivolano via in un soffio ed ecco che quella minuscola manina che cerca la nostra, diventa la mano di un bambino che corre a giocare con gli amichetti e poi di un ragazzino che i baci della mamma non li vuole proprio più. La stanchezza, le notti tutti insieme nel lettone, le poppate… Presto saranno un ricordo. Una parentesi di tenerezza e meraviglia. Questi giorni intensi sono un dono. Per i nostri bambini, che grazie all’amore e alla rassicurazione ricevuti, cresceranno più sereni e sicuri di sé. E per noi che mai più sperimenteremo un amore così grande.

Giorgia Cozza

 

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