Essere lì: I vantaggi di un genitore casalingo (II parte)

Per la rubrica “Tradotti per voi” vi proponiamo la seconda parte di un interessante articolo sui pericoli della “caregiver roulette”, cioè del cambio frequente delle persone deputate all’accudimento dei bambini.

Se non avete ancora letto la prima parte, cliccate QUI.

Desidero sottolineare il mio impegno a favore dell’idea secondo cui la realizzazione professionale è tanto importante per le donne quanto per gli uomini. Non voglio alzare una voce retrograda contro la lotta delle donne per promuovere i loro obiettivi, le loro ambizioni professionali e migliorare le fondamenta del loro potere economico. Né voglio far parte di qualsivoglia “reazione” contro il movimento femminista. Piuttosto, il mio obiettivo nello scrivere questo libro è quello di spostare l’attenzione sui bisogni dei nostri bebè, dei nostri bambini e di tutti i piccoli, nonché sul tentativo di aumentare la consapevolezza ed elevare lo stato di genitorialità, in modo che sia le madri sia i padri comincino a rispettare e ad apprezzare il proprio ruolo.

Uno dei problemi odierni è che molti giovani sono portati a pensare di poter godere di tutti gli aspetti della “bella vita” nello stesso momento. In altre parole, sentono che dovrebbero essere in grado di provare simultaneamente le gioie della genitorialità, gli stimoli e la gratificazione dell’ego derivanti dalla carriera e i maggiori benefici materiali dell’avere due redditi, rendendo giustizia a tutti questi obiettivi. In realtà, è possibile raggiungere ognuno di questi traguardi nel corso della vita, ma non contemporaneamente, se si considerano i bambini piccoli.

Quello che penso è che un genitore, madre o padre che sia, dovrebbe agire come principale curatore almeno durante i primi anni di vita del bambino. Si tratta approssimativamente di uno, due o tre anni di vita. Durante questo periodo, può darsi che un genitore ritenga necessario mettere “in pausa” la propria carriera, dando temporaneamente la precedenza alla genitorialità. Durante questa breve fase di vita del bambino, i genitori che forniscono una genitorialità positiva e reattiva fanno un investimento prezioso per il futuro del loro piccolo, della loro famiglia e della società. È un investimento che ha il potenziale per pagare grandi dividendi a tutti negli anni a venire.

Ho un’enorme simpatia per i genitori di oggi che si trovano di fronte a molte pressioni economiche, sociali e a quelle dei media, dalle quali le generazioni passate sono state risparmiate. Ma ero motivato a scrivere questo libro per il bene dei nostri bambini, che sono spesso vittime delle attuali scelte dei genitori.

Questi bambini piccoli, che da soli non possono parlare, hanno pochi gruppi di supporto. Hanno pochi difensori o portavoce per difendere la loro causa. Non possono fare pressioni o invocare la qualità e la continuità delle cure con il denaro, votando o mettendosi d’impegno. Sono troppo giovani e troppo impotenti.

Pertanto, il mio libro cerca di dar voce a questi bambini, pur riconoscendo il difficile dilemma che i loro genitori, al giorno d’oggi, devono affrontare.

Robert M. Fox

Traduzione di Chiara Costa


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