Il Fiore di Bach per il bambino ipersensibile (I parte)

Ci sono bambini che sin dalla nascita mostrano una sensibilità particolare: sono facilmente turbati da ambienti rumorosi, luci troppo forti, odori troppo intensi, sbalzi di temperatura. Frequentemente piangono, apparentemente senza una ragione precisa, e hanno bisogno di molte rassicurazioni.

Da qualche anno, per fortuna, queste tipicità non sono più sinonimo di bambino difficile o insolito, ma sono riconosciute come un tratto caratteriale ereditario, il tratto dell’ipersensibilità.

Infatti, gli studi di Elaine Aron, hanno dato il via in tutto il mondo alla diffusione di questa specificità.

Nel bel libro di Elena Lupo, Il tesoro dei bambini sensibili, si trova scritto:

“Ipersensibili si nasce. Non si diventa. E’ un tratto genetico che si eredita, tra gli altri, e che con e come gli altri costituisce la base della personalità con cui ci affacciamo al mondo”. E. Lupo

Il bambino ipersensibile è quello che percepisce gli stimoli, interni ed esterni, in modo più intenso degli altri e quanto più è piccolo e inerme, tanto più questi stimoli sono ingestibili per il suo sistema nervoso in via sviluppo.

Poiché è un tratto ereditario, facilmente uno o entrambi i genitori avranno questa caratteristica e vivranno con ulteriore difficoltà il temperamento del proprio piccolo.

Edward Bach, nel suo sistema floreale, aveva contemplato questo tipo di personalità anche se non risulta evidente ad una prima lettura.

Il sistema dei fiori di Bach è costituito da 12 rimedi tipologici, 7 aiutanti e 19 ultimi rimedi per far fronte alle diverse evenienze di vita.

Tra i rimedi tipologici, uno per ogni specifico tratta di personalità, si trova Rock Rose, il rimedio per il bambino o la mamma e il papà ipersensibili.

Questo fiore, Rock Rose, non spicca immediatamente per questa caratteristica perché, oltre ad essere un rimedio tipologico è anche contenuto nella miscela di emergenza ed è più noto alla maggior parte delle persone che si occupano di fiori di Bach per questa peculiarità.

Lo stesso Edward Bach negli ultimi scritti definisce Rock Rose in questo modo:

“Il rimedio di soccorso. Il rimedio di emergenza persino per i casi che appaiono senza speranza. Per incidenti o malattie improvvise, o quando il paziente è molto spaventato o terrorizzato, oppure se le condizioni sono gravi al punto da causare grande paura in chi è vicino. Se il paziente non è cosciente gli si possono inumidire le labbra con il rimedio. Potrebbero anche rendersi necessari altri rimedi in aggiunta, ad esempio, Clematis in caso di incoscienza, che è uno stato di profondo assopimento; Agrimony, se c’è tormento e così via. “

Questa descrizione non aiuta a comprendere come mai inizialmente lo avesse inserito tra i dodici rimedi perché è scomparsa qualunque traccia al riferimento della personalità; sembra essere solamente uno stato transitorio.

Indubbiamente per la maggior parte delle persone che usano i fiori di Bach, Rock Rose è solo un trattamento per la paura acuta, il panico o l’angoscia. (Julian Barnard, 2004)

Eppure perché fa parte dei primi dodici?

Gli stati Rock Rose, in realtà non compaiono solo in situazioni estreme.

Kramer scrive che esistono anche tipi Rock Rose che tendono ad elaborare le cose spiacevoli in maniera traumatica. Sono persone sensibili che, a causa del loro sistema nervoso fragile, si spaventano a morte molto facilmente e sono perciò predisposte alle nevrosi e ai disturbi del sistema neurovegetativo.

I bambini che necessitano di questo rimedio, sembrano avere un sistema di allerta molto vigile, che si attiva al più piccolo segnale anomalo: uno squillo del telefono, il passaggio di una moto rumorosa sono sufficienti per farli sobbalzare.

di Beatrice Castelli

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