“La forza del legame” che cura anche le coliche…

Il pianto inconsolabile del neonato è in grado di far rapidamente vacillare il sistema di protezione fisico e psichico dei genitori: mentre il bambino piange, nell’adulto che gli sta accanto spesso emerge un senso opprimente di impotenza, di abbandono e di delusione. Il genitore sa che è una comunicazione da ascoltare e da accogliere, ma come fare a mantenere la calma?

Spiega Costantino Panza, specializzato in pediatria e neonatologia, che il pianto del neonato è un atto estremamente complesso da attuare, con risposte pressoché globali, che coinvolgono tutto l’organismo, e non soltanto i muscoli specifici come quelli dedicati alle espressioni facciali. In altri termini, quando il neonato piange, lo fa con tutto il corpo: si contrae, chiude i pugni, ritrae le gambe; attiva ogni muscolo, anche quelli del torchio addominale (C. Panza, Le coliche del neonato non esistono, in “UPPA – Un Pediatra Per Amico”).

Quando il neonanto piange disperato e con ogni fibra del corpo esprime il suo disagio, spesso non basta fornire ai genitori indicazioni su come tenerlo in braccio o su come parlargli. La mamma o il papà che si accostino a lui e, continua Panza, cerchino di calmarlo prima ancora di capirlo, sperimentando via via soluzioni che possano rassicurarlo e interrompere il pianto, dovrebbero innanzitutto superare la loro tensione interiore, proteggersi per non essere travolti dal turbine di intense emozioni del bambino. La comprensione intuitiva delle sensazioni e dei bisogni del neonato è possibile solo se l’adulto avvia un dialogo attento e sensibile con il proprio corpo.

Il Pronto Soccorso Emozionale che lo psicologo Thomas Harms propone ne La forza del legame sostiene i genitori nel processo di consapevolezza di sé con l’obiettivo di gettare ponti emozionali verso il figlio: un nuovo modo di procedere in cui al centro della  consulenza c’è il corpo o, più precisamente, la sensazione soggettiva del corpo. Se la mamma o il papà si lasciano profondamente toccare dallo scambio di sguardi con il neonato, comprendono in modo viscerale cosa sia il legame, allora tenerlo in una fascia, petto contro petto, e fare una passeggiata, cantargli una canzone che già conosce, massaggiarlo dolcemente, abbracciarlo e cullarlo al ritmo di una ninna nanna, parlargli con un tono di voce affettuoso, come suggerisce ancora il dottor Panza, non rimarranno solo proposte, tentativi, ma assumeranno un valore profondo, capace di restituire benessere e gioia nelle situazioni di turbamento con il proprio piccolo.

La forza del legame.

Il Pronto Soccorso Emozionale nelle situazioni di crisi con i bambini.

di Thomas Harms

di Francesca Pamina Ros


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