Più empatia per chi cresce con un fratello (II parte)

Crescere con uno o più fratelli è una risorsa preziosa,  sviluppa la capacità di mettersi nei panni dell’altro, di sintonizzarsi con il suo vissuto emotivo. 

QUI la I parte dell’articolo!

Capita spesso, ad esempio, che quando il fratellino piange, sia il primogenito ad accorrere per primo e/o a raccomandare alla mamma di prenderlo in braccio affinché si tranquilizzi. Nelle pagine di Benvenuto fratellino Benvenuta sorellina ci sono due testimonianze, due brevi aneddoti che raccontano questo aspetto:

Alice, due anni e mezzo, tenerissima, quando Stefano piange per le coliche e io sono nel letto con lei per addormentarla, dice: “Mamma, grazie, ma ora vai da lui eh!”

Marzia

Letizia, due anni, quando vede su una rivista un bimbo che piange dice: “Questo bambino vuole mamma come Gabiele (il fratellino di tre mesi). Mamma viene e non piange più”.

Marta

I fratelli maggiori, anche se ancora piccoli, riescono a comprendere i bisogni dei fratelli e questa sintonia si riflette anche all’esterno, aiutandoli a riconoscere il disagio di altre persone che piangono o hanno un’espressione infelice.

Secondo gli studiosi questo accade spontaneamente, semplicemente vivendo insieme.

Sicuramente però il genitore può favorire questa attenzione, questa sintonia emotiva, coinvolgendo il primogenito e spiegandogli in modo semplice e adeguato all’età come “funzionano” i bambini piccoli.

Ad esempio si potrà raccontare che quando il bebè ha fame sperimenta una sensazione di grandissimo disagio, essendo tanto piccino non capisce cosa gli stia succedendo, quindi si spaventa per questo malessere, si agita e piange per chiedere alla mamma, al papà e al fratellino di aiutarlo.

Come si legge in Benvenuto fratellino Benvenuta sorellina:

Il suggerimento è di raccontare le cose come stanno e nel racconto inserire anche qualche aneddoto legato al primogenito: “Quando eri piccino e avevi fame urlavi così forte che diventavi tutto rosso!”, “Una volta avevi fatto tanta di quella pupù che eri riuscito a sporcare anche la tutina e le calzine!”, “Quando eri piccolo poppavi quindici volte al giorno, avevi sempre tanta fame!” I bimbi solitamente apprezzano molto questi racconti e la consapevolezza di aver ricevuto le stesse cure che ora vengono offerte al fratellino è rassicurante.

E poiché i bambini sono persone gentili e generose, se conoscono le sensazioni del fratellino riescono ad accettare più facilmente di dover attendere quando la mamma si occupa di lui. Ciò non vuol dire che saranno sempre e ugualmente accomodanti (può capitare che in qualche momento della giornata, ad esempio se il bambino è stanco o nervoso o affamato, aspettare per ricevere le attenzioni della mamma sia più problematico che in altri), ma che potranno essere molto più comprensivi sì.

di Giorgia Cozza

Potrebbe interessarti anche

Libri sull'argomento