Come imparano gli homeschooler grandicelli?

Come avviene l’apprendimento autoguidato, spontaneo o naturale, quando i bambini crescono?

Molti pedagogisti, tra cui anche Maria Montessori e Arno Stern, concordano sul fatto che il bambino o il ragazzo sappia bene cosa gli serve imparare e sia capace di trovare autonomamente le vie per soddisfare i propri bisogni di apprendimento. L’adulto è chiamato ad avere fiducia e ad assecondare il naturale processo di crescita.

Il bimbo che non va a scuola vive solitamente in un ambiente umano, sociale e culturale ricco di stimoli. È qui che, con il tempo, vengono alla luce quelle che sono le sue curiosità specifiche. Dapprima il piccolo esplora il mondo che lo circonda: lo tocca, ne ascolta i suoni, ne saggia il peso, la consistenza e ne comprende la funzione. Poi si mette alla prova e imita i grandi attraverso il gioco.
In seguito, lentamente, il gioco si fa più serio e si accompagna a una riflessione ulteriore. Comincia così un percorso di apprendimento personale e variegato, che lo porterà anche molto lontano.

Prendiamo ad esempio un percorso reale, distribuito su vari anni.

Poniamo che un bambino (di circa 8 anni) si interessi di un argomento inusuale come la monarchia.

All’inizio pone domande ai genitori: come si diventa re o regina, qual è il ruolo del monarca, la sua relazione con i collaboratori e con i sudditi, dove vive; poi gioca a fare il re, si traveste, si costruisce una corona e uno scettro. Gioco e studio sono ancora intrecciati.

In seguito ricerca spontaneamente i Paesi nei quali vige la monarchia e decide di studiarli per scoprire come vive la gente. La riflessione spazia dalle varie tipologie di monarchie (comprese le varie forme di assolutismo), alla democrazia, al governo repubblicano, e infine verso la suddivisione dei poteri.

Visita ville e palazzi del potere di persona o tramite mezzi digitali: si apre all’architettura e all’arte, ma anche alla riflessione sul rapporto fra lusso, sfarzo e potere, e sull’etica della politica.

In famiglia si parla, si leggono libri, riviste, si utilizza internet per indagare le vicende legate alle monarchie ed alle dinastie nel mondo, presenti e passate: gli intrighi di palazzo, le vicende famigliari, le relazioni internazionali.

Lo studio di alcuni avvenimenti storici che hanno interessato re e principi apre al ragazzo tutta la tematica dei sistemi di sicurezza che circondano la vita del re: la dotazione degli aerei e le loro caratteristiche tecniche, quelle delle auto e dei cortei di rappresentanza; poi ancora i bunker, le armi, le guardie del corpo, i mezzi blindati.

Nel frattempo si interessa anche ad altre figure di leader politici, come i presidenti. Guarda dei video, legge e si informa. Sul suo percorso incontra materiale in inglese, in francese, in spagnolo. Ma niente paura, insieme si superano le difficoltà: il fanciullo è molto motivato perché ha degli obiettivi ben precisi.

Si appassiona nel frattempo anche alle vicende politiche dell’attualità, legge il giornale, guarda tg internazionali, studia le Costituzioni, segue i dibattiti in parlamento e in senato, si approccia ad alcune questioni economiche relative al bilancio, ma anche al rapporto fra stato e cittadino, individuo e società, bene individuale e bene collettivo, cerca il confronto con altri adulti fuori dalla famiglia.

Continua a immedesimarsi e inizia a simulare dibattiti parlamentari: il gioco è sempre più serio.

Insomma, diventa uno studio a tutto tondo, che attraversa, nel caso dell’esempio, la storia, la geografia, il diritto, l’arte, la tecnica, le lingue, la filosofia, la comprensione del mondo contemporaneo e che porta il giovane a viaggiare ed a conoscere realtà sempre nuove.

Il ragazzo, se non incontra imposizioni o divieti, non si ferma, ma continua ad aprire porte e finestre su tematiche sempre nuove.
L’apprendimento che ne risulta, essendo frutto di un desiderio personale e di una scoperta individuale, diviene fonte di gioia e di grande soddisfazione; non è la lezione studiata per senso del dovere e presto dimenticata, ma un’esperienza gratificante ed arricchente che non finisce nel dimenticatoio.

È un movimento a spirale, che procede da un punto e si allarga man mano, senza mai chiudersi o concludersi definitivamente.

È un percorso in tutte le direzioni, tridimensionale e mai finito, sempre attivo, che di volta in volta avvicina e tange tematiche sempre nuove e approcci sempre diversi.

È una specie di chiodo fisso, verso il quale il ragazzo guarda costantemente, anche quando si immerge nella lettura di un fumetto: continua a tener viva l’attenzione per il suo tema preferito e anche nel fumetto cercherà spunti per approfondire la sua riflessione sulle monarchie.

Ma non è l’unico tema che affascina il giovane: egli si interessa infatti parallelamente anche, poniamo, di medicina e di sport. E tutti questi movimenti a spirale si intersecano e si arricchiscono reciprocamente, alimentandosi a vicenda.

Il genitore non insegna, ma rende possibile il percorso, lo alimenta e lo sostiene. Il protagonista unico e insostituibile è il bambino o il ragazzo, tutti i bambini e i ragazzi, ciascuno con la sua curiosità.


di Nunzia Vezzola (docente di scuola superiore e socia fondatrice dell’Associazione Istruzione Famigliare – www.laifitalia.it)

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