Troppo connessi? Stressati di giorno e insonni di notte

Social network, e-mail, SMS, messaggi di whatsapp. Sempre connessi, troppo connessi?

Gli argomenti affrontati nel breve saggio Dis-connessi risultano sempre più attuali. Si fanno, ad esempio, più pressanti gli appelli di pediatri ed esperti che raccomandano di limitare l’esposizione ai device tecnologici nell’infanzia e che sottolineano che l’approccio con la tecnologia dovrebbe attendere almeno il terzo compleanno.

A risentire dell’utilizzo di cellulare, tablet, pc, non sono però solo i più piccoli o gli adolescenti. L’allarme tecno-stress riguarda infatti anche gli adulti. I sintomi sono inquietanti: mal di testa, insonnia, ipertensione, affaticamento, ansia. La causa di questo malessere sarebbe l’uso eccessivo dei dispositivi tecnologici e la conseguente vasta mole di informazioni, contatti, input, che alla lunga sovraccaricano il cervello. Già nel 2012, uno studio svedese metteva in guardia dall’utilizzo serale dei dispositivi elettronici, associando questo utilizzo e la costante reperibilità a un peggioramento del sonno.

A confermare queste conclusioni nell’estate 2018 è arrivata l’indagine commissionata da Philips alla società di ricerca Strive Insight, sul rapporto tra utilizzo della tecnologia e qualità del sonno. Dall’indagine emerge che gli italiani sono sempre più connessi: mediamente utilizziamo dispositivi tecnologici per 6-7 ore al giorno, con conseguenze significative sulla qualità del sonno. Il 73% degli intervistati ha dichiarato di fare un uso intensivo dello smartphone anche prima di dormire (chattando, controllando le pagine dei propri social e rispondendo alle e-mail), il 52% tiene regolarmente il cellulare sul comodino e il 40% lo lascia sempre acceso. Il risultato? Difficoltà di addormentamento e un sonno interrotto da frequenti risvegli, anche se non ci sono più bambini piccoli che si svegliano di notte e richiedono la vicinanza di mamma e papà. Insomma, quando finalmente i genitori potrebbero dormire un po’ di più, ci si mette il cellulare a peggiorare la qualità del loro riposo. Sempre secondo l’indagine condotta da Philips, il 94% del campione si sveglia nel corso della notte e una persona su quattro, in occasione del risveglio, consulta lo smartphone.

In sostanza, non stacchiamo mai. Siamo sempre connessi. E questo va da sé, non fa bene. Né alla mente, né al corpo.

Un altro aspetto di questa connessione serale-notturna che desta preoccupazione è legato all’emissione di onde elettromagnetiche.

Come si legge in Dis-connessi:
L’effetto delle onde elettromagnetiche per la salute degli esseri umani ad oggi non è del tutto noto. Quello che sappiamo per certo è che nel 2011 l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha decretato che può esistere un rischio accresciuto in caso di utilizzo intensivo del telefonino. E poi sappiamo (anche se non è la notizia più pubblicizzata degli ultimi tempi) che il nostro amato smartphone è stato inserito nella categoria 2B della Classificazione curata dall’Agenzia, tra i “possibili cangerogeni per l’uomo”.
Il rischio che cresce, o meglio che potrebbe crescere, con un utilizzo frequente del cellulare non è di quelli che sì, insomma è bene starci attenti ma non ti cambiano la vita; il rischio di cui si discute è quello di sviluppare un tumore.
La questione è complessa: la diffusione del cellulare è relativamente recente e serve tempo per valutare le conseguenze a lungo termine sulla salute, gli studi compiuti fino ad oggi non hanno raggiunto risultati univoci, e i conflitti di interesse non aiutano. Fatto sta che un uso intensivo, e con intensivo si intende circa mezzora al giorno per un periodo di dieci anni, potrebbe essere collegato a un aumento di rischio di glioma, un tumore al cervello1. C’è di che fermarsi a riflettere, ma in questo caso un istante non basta, è meglio prendersene almeno due”.

Per fortuna, almeno quando si parla di tecnologia, la soluzione è a portata di mano.

Cellulari e tablet, tutti i dispositivi hanno un tasto di accensione, basta cliccare e spegnerli. E poi?
Poi si chiacchiera, si legge (secondo gli sconfortanti dati Istat sulla lettura, i lettori “forti” che leggono una decina di libri all’anno in Italia sono meno del 15%), ci si rilassa. A tutto vantaggio del sonno notturno e del buon umore diurno.

Per chi è genitore c’è anche l’aspetto dell’esempio: sappiamo bene che i nostri figli imparano più dalle nostre azioni che dalle nostre parole. I bambini ci guardano e osservano anche il nostro rapporto con la tecnologia.

Tecnologia che, è innegabile, ha portato tanti vantaggi, ha facilitato la vita di molti professionisti, ci permette di restare in contatto con le persone lontane ma, come per ogni strumento, l’uso che se ne fa è determinante. Quando è troppo, i vantaggi si trasformano in svantaggi. E un semplice smartphone può interferire anche pesantemente con il nostro benessere.

Come sempre, val la pena rifletterci.


di Giorgia Cozza


1 Secondo uno studio francese condotto dall’Università di Bordeaux tra il 2004 e il 2006 e pubblicato sul British Occupational and Environmental Medicine Journal, effettuare chiamate per un totale mensile pari o superiore a 15 ore, aumenta di un terzo il rischio di sviluppare un tumore al cervello.

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