Sfida come opportunità

A volte, la vita ti regala sfide che al primo impatto ti sembrano pesanti e fastidiose. Invece, col tempo, ti rendi conto che sono opportunità: opportunità di aprirsi a un mondo affascinante mai immaginato prima, un viaggio alla scoperta di tutto ciò che nessuno poteva insegnarti, ma dovevi scoprire da solo!

La riflessione mi è venuta spontanea in questi giorni.
Potrebbe applicarsi a qualsiasi sfida della vita; per me, in questo momento, riguarda l’apprendimento dei miei figli.
Queste poche righe fungono da punto della situazione di un’esperienza iniziata quattro anni fa e che continua, ogni giorno, a insegnarmi moltissimo! L’esperienza di cui parlo è la scelta dell’istruzione parentale o homeschooling.

Tutto è iniziato con una situazione piuttosto corrente di questi tempi nell’ambito scolastico: noti che i tuoi figli, finora sempre solari, svegli e curiosi di imparare, iniziano a dare segni di sofferenza nei primi mesi di scuola.

Tutto normale, dirà la maggioranza, anche se tu genitore percepisci che i disagi si presentano sempre più nel fisico, nell’umore, nella perdita di entusiasmo e di autostima. Vedi che provano a imparare tutto ciò che viene propinato dall’alto, si danno da fare, ma c’è qualcosa che stride, non corrispondono a certi canoni e, si sa, nella nostra società si punta subito il dito sui bambini che hanno qualcosa che non va!
In realtà, ci sono tanti punti di vista dai quali osservare questo tipo di situazione, ormai molto frequente.

Noi, come genitori, abbiamo iniziato a porci domande.
In quel periodo, stavamo effettuando studi professionali che ci mostravano sempre più la correlazione nell’essere umano tra disagi fisici ed emozioni, tematiche di salute che derivavano da sofferenze profonde non espresse, talenti soffocati. Allora, abbiamo iniziato a lavorare per comprendere meglio cosa stesse succedendo in questa società. In quei momenti, l’unico che può rispondere è il cuore! Da lì è partita la nostra ricerca per trovare la strada giusta per noi e i nostri figli, cercare scintille di conferme o altre esperienze simili che potessero incoraggiare a percorrere sentieri poco battuti.

Sì, scegliere si può!
Quando qualcuno dice di non avere scelta, di solito un’alternativa c’è sempre.
Che la scelta da fare non sia comoda, scontata, ma al contrario una decisione da prendere con il cuore, con cor-aggio andando oltre la comfort zone, non lo si può certo negare.
Per molti, non sarà mai contemplato uscire dalle rotaie, dalle strade comuni, eppure sarà sempre una scelta.

Scegliere significa ampliare i nostri orizzonti, raccogliere informazioni per poter osservare da più punti di vista. Nel loro profondo, i bambini sono dei veri maestri in questo: loro sanno applicare il pensiero divergente più di tutti.

Immaginare molteplici usi per un oggetto, trovare una miriade di soluzioni a un problema: per questo è necessaria la creatività, strumento in dotazione dalla nascita (se non viene soppresso negli anni a causa di un’educazione basata principalmente sul ragionamento logico e schemi preconfezionati).

Così, senza averlo premeditato, ci siamo trovati di fronte a una scelta e abbiamo deciso di guardare oltre il nostro naso, oltre quelli che ci dicevano essere problemi.
Ci siamo tuffati in un universo di opportunità dove tutti possono crescere interiormente, se accettano la sfida.
Invece di mortificare i nostri figli e la famiglia intera per adeguarci ai soliti standard, abbiamo seguito il cuore e deciso di valorizzare l’essere se stessi e i propri punti di forza.
Si tratta di un cammino, soprattutto per noi genitori scolarizzati: un cammino di apertura alle varie possibilità della vita, del crescere in modo naturale seguendo le proprie passioni, eventualità che erano state da tempo assopite nel profondo del cuore.


di Morena Franzin
Collaboratrice dell’Associazione Istruzione Famigliare – www.laifitalia.it e autrice del blog Montagne Azzurre.

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