Svezzamento: quando cominciare

Il periodo in cui i bambini passano da un’alimentazione basata esclusivamente sul latte al cibo solido è sempre impegnativo, non solo per i piccoli ma per tutta la famiglia.

Spesso riceviamo richieste di aiuto da genitori in crisi con lo svezzamento «Il mio bambino non mangia! Ha 7 mesi, da qualche settimana ho iniziato lo svezzamento secondo le indicazioni del pediatra, ma il mio bimbo non ne vuole sapere di mangiare la pappa. Mettersi a tavola è diventato un incubo, lui cerca solo e soltanto il mio latte, e rifiuta crema di cereali, omogeneizzato, brodo, frutta. Non so più cosa fare, mi aiutate?»

Siamo di fronte di sicuro a un momento delicato e talvolta difficile da gestire, la prospettiva del rifiuto del cibo crea molta ansia in coloro che si apprestano ad affrontare lo svezzamento.
Passare dal latte materno ai primi cibi solidi non è sempre una passeggiata, anzi talvolta viene gestita come la prescrizione di un farmaco: il pediatra fornisce ai genitori alcune indicazioni in cui sono specificati orari dei pasti, quantità di cibo da introdurre e modalità di preparazione delle pietanze da proporre.

Tutto questo programmare ci fa dimenticare una nozione di base molto importante: l’alimentazione è uno dei processi più naturali che esistano nella vita di ogni essere vivente e va vissuta in quanto tale.

Innanzitutto non è affatto sicuro che al compimento del sesto mese il bebè sia pronto per passare alle pappe. Ci sono bimbi interessati al cibo, non mancando di dimostrarlo e cercando con entusiasmo di acchiappare quello che mamma e papà mettono nel piatto, altri sono più restii nella sperimentazione di pietanze nuove. Ed è solamente l’attenzione di chi si prende cura dei piccoli che consente di individuare il momento giusto.


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I bambini non sono tutti uguali

C’è chi amerà da subito il brodo vegetale con la crema di riso, chi non ne vorrà sapere né ora né mai. Chi da subito risulterà più interessato alle verdure, chi si sentirà più attratto dai cibi colorati. Ognuno è diverso e in quanto tale va compreso e rispettato.
Non dimentichiamo che per abbracciare l’alimentazione i genitori devono resistere ai continui bombardamenti in campo di marketing che propone alimenti e bevande pensati ad hoc per l’infanzia. Bisogna quindi essere forti e non farsi prendere dalle pubblicità scegliendo voi per primi, in quanto genitori, i cibi che più funzionano per vostro figlio. In caso di dubbi o perplessità ci sarà comunque sempre la pediatra ad aiutarvi.

Facciamo chiarezza: l’autosvezzamento

Perché invece non provare ad avere fiducia nel bambino?
Anche i piccoli hanno i loro tempi e i loro gusti. Una soluzione può essere quella di proporgli il momento della pappa come un’occasione per imparare a mangiare come gli adulti, mettendolo a tavola con noi e proponendogli, piano piano e con pazienza, diversi tipi di piatti.

Si parla in questo caso di autosvezzamento. Una modalità di introduzione dei cibi solidi che fa pensare alle nostre nonne e bisnonne ma che presenta diversi vantaggi rispetto allo svezzamento tradizionale:

  • Asseconda i bisogni del bambino perché presuppone che mamma e papà seguano loro figlio nel processo di svezzamento, cercando di capire inanzitutto quali sono i suoi tempi e i suoi bisogni. In questo caso è il bambino ad essere al centro e non l’adulto.
  • Incoraggia l’intera famiglia a proporre menù sani e vari per tutti, invogliando grandi e piccini a provare insieme nuove pietanze ogni giorno. Per quanto riguarda i dubbi sui piatti più complessi dobbiamo ricordare che i bambini spontaneamente evitano alimenti troppo salati, speziati o dai sapori forti; non avrete quindi troppe difficoltà perché sarà vostro figlio per primo a venirvi in aiuto facedovi capire che cosa apprezza e che cosa no.
  • Allontana i processi schematici: il bambino sceglie quello che desidera, se lo desidera, e decide lui i tempi del suo svezzamento. Per i piccoli alimentarsi è un atto naturale. Portiamo in tavola cibi salutari e lasciamo a loro fare il resto.

Cari genitori in difficoltà con lo svezzamento, è probabile che lui non sia ancora pronto per le prime pappe.
Il fatto che preferisca ancora il latte materno non significa affatto che non mangerà mai come i grandi, ha solo deciso di prendersi del tempo in più.

Abbiate fiducia in lui, nei suoi gusti e nei suoi tempi. I bambini quando desiderano passare ad altro e abbandonare il latte lo fanno capire, forte e chiaro!

Cercate di non perdere la calma e di non vivere come un fallimento personale i suoi rifiuti alla pappa. È comprensibile la frustrazione di veder lasciato nel piatto quanto preparato con amore ma mostrare disappunto, se non addirittura collera o tristezza, rischia di trasformare il momento del pasto in una situazione di stress e il cibo in strumento attraverso cui sfogare ansie e frustrazioni.

Continuate, invece, con fiducia e perseveranza a mettere a tavola con voi il vostro bambino, proponetegli quanto preparato e lasciategli il suo tempo per esplorare e assaggiare, senza temere che resti a stomaco vuoto e che non cresca.
Il latte materno è anche ora essenziale e importantissimo per il suo organismo e continua a nutrirlo al meglio, anche adesso che state passando all’alimentazione solida.

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