Lasciar andare e ansia da separazione

Oggi inizia Montessori in famiglia, il percorso che, in collaborazione con l’Associazione Montessori Brescia, abbiamo proposto ai genitori della nostra città per comprendere e applicare i principi educativi di Maria Montessori nella vita di tutti i giorni e per diventare più consapevoli, attenti e rilassati.
Ecco qui una testimonianza dal blog The Montessori Notebook di Simone Davies sul tanto difficile momento del lasciar andare, affrontato in ottica montessoriana.


Il lasciar andare e la conseguente ansia da separazione sono, a volte, momenti più difficili per i genitori che per i figli.

Ho una confessione da fare, potete chiedere ai miei genitori. Quando è nato mio figlio non volevo piangesse, ero super protettiva, non volevo lasciarlo con nessun altro, e pensavo di essere la persona più adatta a fare tutto per lui.

Lasciar andare e separarci dai nostri figli è difficile.

Se piangono quando diciamo che li stiamo lasciando (con il nostro partner, con i nonni, con la tata o con un amico), ci stanno dicendo che dovremmo restare?

La separazione e l’ansia da separazione sono parte della vita con i bambino.
Secondo l’approccio Montessori, loro lavorano per diventare indipendenti e separarsi dall’adulto in ogni piano di sviluppo:

  • Primo piano (0-6 anni): indipendenza biologica
  • Secondo piano (6-12 anni): indipendenza mentale
  • Terzo piano (12-18 anni): indipendenza sociale
  • Quarto piano (18-24 anni): indipendenza spirituale e morale

C’è un periodo in cui si sperimenta l’ansia da separazione, di solito espresso tra gli 8 e i 16 mesi, durante il quale i bambini imparano la permanenza degli oggetti, e cioè che se qualcosa va via, poi torna indietro. Nella quotidianità, ne fanno esperienza per esempio quando la pallina che lasciano cadere attraverso un buco, poi spunta dall’altra parte, o quando li accompagniamo in bagno, andiamo in cucina a mettere su l’acqua per la pasta e poi torniamo indietro da loro.

L’importanza dell’attaccamento non può essere sottovalutata: senza una forte connessione e una fiducia stabile, è difficile lasciar andare sia per noi che per i nostri bambini.

Per me si tratta di dare ai nostri figli sia radici che ali.

Con delle forti fondamenta (le radici) loro sapranno che noi saremo lì per sostenerli quanto e quando necessario, la sicurezza in loro stessi (le ali) però farà sì che ne avranno bisogno il meno possibile.

Partendo da questo:

  1. Lasciar andare significa introdurre e accettare altre persone nella loro vita

Quando pensavo di essere l’unica persona in grado di badare al nostro primo bambino, mi sono spremuta fino all’osso.
Nonostante un compagno molto presente, ero io che per la maggior parte del tempo lo nutrivo, gli facevo il bagnetto, lo sistemavo e lo cullavo, oltre a cucinare, lavare e tante altre faccende di casa. Da mio figlio dipendeva la mia vita e il mio valore. Se lui era triste, io mi sentivo una madre terribile.

Stavo per compiere 26 anni quando lui è nato e 27 quando è arrivata l’altra mia figlia, perciò mi piace pensare che siamo cresciuti insieme.
Ho trovato l’approccio Montessori molto più rilassante rispetto a come mi comportavo prima: invece di cercare di rendere felici i miei bambini, sono diventata la loro guida. Spero che provando, fallendo, cambiando, migliorandomi e fidandomi più di me stessa, sarò un modello di crescita per loro.

Ho imparato che, in effetti, per loro sarebbe un mondo molto noioso se fossi l’unica, insieme al loro padre, a badare a loro.
Anche se abbiamo approcci differenti da quelli dei nonni o di altre persone, c’è molto che possono imparare da queste.
Una volta cresciuti, abbiamo trovato prima un asilo Montessori che abbiamo subito apprezzato e dove credevamo avrebbero imparato molto; poi una scuola elementare Montessori che avrebbe permesso loro di imparare molto più di quanto io non sarei stata capace di insegnare; club sportivi dove hanno imparato cose che di sicuro non dovevo essere io a insegnare; case di amici dove hanno mangiato come se fossero membri della famiglia, imparando ad aver fiducia negli altri come nella loro stessa famiglia; e in seguito sono andati al liceo e hanno avuto la possibilità, per esempio, di girare Amsterdam in bicicletta, capaci di esplorare la loro indipendenza sociale.

Lasciare andare significa scegliere persone di cui ci fidiamo per aver cura dei nostri figli.
Loro imparano così ad aver fiducia negli altri, e in se stessi.

  1. Lasciar andare significa lasciarli scalare un po’ più in alto

Lasciando loro correre qualche rischio nello scalare un po’ più in alto, imparano ad ascoltare il loro corpo e a giudicare da soli di cosa sono capaci.
Stiamo pronti se dovessero aver bisogno di noi, ma permettiamogli di esplorare i loro limiti.
Per intenderci, non mettiamoli nella posizione di camminare quando non sono pronti, ma nemmeno dobbiamo limitarli con la nostra iperprotettività.

  1. Lasciar andare è supervisionare, non abbandonare

A volte l’approccio Montessori è accusato di dare al bambino libertà assoluta in casa senza supervisione.
Noi diamo loro molta indipendenza, permettiamo di scegliere quando è possibile, diamo accesso alle cose di cui hanno bisogno.
Ma sappiate che supervisionarli è un lavoro a tempo pieno. Se permettiamo un vasto accesso alla casa, a bambini così capaci, che hanno imparato a utilizzare il vetro, le forbici e simili, ci sarà bisogno di essere sempre lì a guidarli.
Quando i miei figli erano piccoli io facevo il bagno la sera, mentre dormivano, piuttosto che pensare di poterli lasciare soli per 15 minuti per fare una doccia.
Sono indipendenti, non adulti.

  1. Lasciar andare deve sempre essere appropriato all’età

Noi possiamo aiutare i nostri bambini a sviluppare numerose competenze cosicché, nel tempo ,diventino più indipendenti.
Da piccoli possiamo, per esempio, aiutarli a vestirsi, consentendo loro di fare sempre più passi avanti. Possiamo permettere di avventurarsi un po’ più lontani da noi quando andiamo ai giardini.

Ad Amsterdam quando i ragazzi iniziano il liceo hanno 12 anni e vanno da soli in bicicletta a scuola. Perciò qui costruiamo questa abilità pian piano, prima andando in bicicletta al parco, poi a fianco a loro per strada, poi dietro e infine cinque minuti dietro di loro durante l’ultimo anno di scuola, per far pratica per l’anno successivo.

Adesso che mio figlio va all’università e vive fuori casa, sono felice che nel tempo abbia imparato a prendersi cura di se stesso, delle sue finanze, a fare a turno con i coinquilini per cucinare e pulire, a fare la lavatrice.

Lasciar andare significa costruire competenze nei nostri bambini.

  1. Lasciar andare significa essere capaci di salutarsi con sicurezza

I bambini assorbono molto da noi genitori: se siamo sicuri in una data situazione, loro impareranno a fidarsi del nostro giudizio.
Possiamo dire: “Ci vediamo all’ora di canto. Divertiti!” invece di un lungo saluto, in questo modo trasmettiamo a loro la fiducia nelle persone con cui li stiamo lasciando. Potrebbero anche piangere dicendo “Te ne stai andando!”, ma impareranno che anche altri baderanno a loro e che i loro genitori torneranno sempre a prenderli.
Se sgattaioliamo agitati in bagno o fuori casa senza dirglielo, potrebbero anche spaventarsi se ci cercano e non ci trovano.

Lasciar andare significa comunicare ai nostri bambini cosa sta succedendo.

  1. Lasciar andare significa scoprire costantemente chi sono i nostri figli, non chi crediamo che siano

Montessori insegna a osservare i bambini con metodo scientifico, per scoprire ogni giorno con occhi nuovi chi sono.
Da genitori possiamo essere così immersi nei nostri bambini, nei nostri progetti per loro, o nel pensare di conoscerli già perfettamente, da non vedere chi siano in realtà.
Essere genitori è davvero il più grande degli onori: i nostri bambini scelgono noi per essere guidati e sostenuti nel diventare la farfalla unica che sono destinati a essere, non per diventare ciò che noi li rendiamo.

Lasciare andare significa vederli per ciò che sono, adesso, in ogni momento.
Non controllarli, ma lasciarli camminare per la loro strada, guidandoli.

  1. Lasciar andare significa lasciarli sbagliare e imparare dai loro errori

Può trattarsi di una piccola svista: se la pallina cade giù dal tavolo, permettiamo loro di raccoglierla da soli, oppure quando dimenticano il pranzo a casa, invece di aiutarlo, lasciamo che si inventino qualcosa a scuola, magari che condividano il pranzo con un amico.
È difficile vedere soffrire il nostro bambino. Ma come genitori (che seguono il metodo Montessori) vogliamo che imparino a essere dipendenti da loro stessi, che sappiano risolvere problemi e assumersi le responsabilità se qualcosa va storto. Vogliamo che imparino a sbagliare e a imparare dagli errori.

Lasciar andare significa non cercare di sistemare le cose per loro, ma dar loro guida e supporto nei momenti difficili.

  1. Lasciar andare significa non dipendere dai nostri bambini

Se perdiamo noi stessi nel nostro essere genitori, quando dovremo davvero lasciar andare i nostri figlii e lasciarli avanzare verso il prossimo stadio della loro crescita (dall’asilo alla scuola, al liceo e poi fuori da casa), potremmo scoprire che siamo rimasti senza niente.
Credo davvero che potremo essere genitori migliori se dipendiamo da noi stessi, non da nostro figlio, dal nostro partner, dal nostro lavoro o dall’approvazione degli altri. Siamo persone indipendenti, felici di esserlo, pronte a sostenere e a essere la guida che nostro figlio cerca.

Lasciar andare significa stare in piedi da soli, cosicché i nostri figli possano avere le ali.

Godetevi ogni momento. Che nessun attimo sembri troppo veloce, o troppo lento. Respirate tutto.


Leggi l’articolo originale: A Montessori approach to letting go and separation anxiety

Traduzione di Francesca Ros

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