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redazione | Pedagogia

Homeschooling alle superiori

28 Gennaio 2020

Anche in Italia ci sono ragazzi che hanno fatto istruzione famigliare alle superiori.
Come i miei figli: uno sta concludendo il percorso, l’altro si trova nel bel mezzo. È lecito? Eccome!

Ma come funziona?

Fino a 18 anni è considerata istruzione parentale; dalla maggiore età i ragazzi sono privatisti, cioè, in caso di esame, candidati esterni.
In altre parole: fino a 18 anni la famiglia è tenuta a presentare la dichiarazione di istruzione parentale, come al solito, al Sindaco o al Dirigente Scolastico di riferimento. Questo aspetto, non meglio definito dalla normativa, apre spesso dibattiti su chi sia il Dirigente Scolastico di riferimento per le superiori (tanti comuni non hanno una scuola superiore, alcuni ne hanno diverse, ecc.).
Noi e altre famiglie abbiamo continuato a presentare la dichiarazione al Dirigente Scolastico dell’Istituto comprensivo presso il quale si trova il fascicolo del ragazzo.
In caso di dubbio, il sindaco è una buona soluzione.

È obbligatorio sostenere gli esami ogni anno?

Una lettura attenta delle leggi vigenti consente di affermare che non lo è, né alle superiori, né per gli altri gradi di istruzione.

Chi vuole conseguire il diploma di maturità, deve però ottenere il cosiddetto credito scolastico: il punteggio derivante dalla media dei voti alla conclusione della classi terza, quarta e quinta superiore; per chi non frequenta, questo punteggio deriva della media dei voti (in tutte le materie) degli esami di ammissione rispettivamente alle classi quarta, quinta e all’esame di maturità (chiamato anche esame preliminare).

Riassumendo, alle superiori l’esame di ammissione è necessario solo per chi vuole sostenere l’esame di maturità in Italia e soltanto nel  triennio finale, perché concorre alla formazione del punteggio del voto di maturità.

In tutti gli altri casi è inutile (oltre a non essere obbligatorio). In particolare, nel primo biennio, si può tranquillamente evitare di sostenere l’esame scolastico, sia che si faccia la maturità, sia che vi si rinunci.
I miei figli hanno entrambi fatto apprendimento libero (unschooling) fino alle superiori, senza mai sostenere esami di idoneità, anche dopo l’entrata in vigore del D.L. 62/2017.

Chi attribuisce il punteggio del credito scolastico?
Sulla base di quali criteri?

Il credito scolastico viene attribuito dal consiglio di classe; nel caso di candidati esterni, il punteggio viene attribuito dal consiglio di classe innanzi al quale i ragazzi sosterranno l’esame preliminare.
Il riferimento per questa operazione è una tabella di corrispondenza, allegata al D.L. 62/2017, che indica la fascia di attribuzione del credito, lasciando perciò spazio di manovra al consiglio di classe. Quest’ultimo infatti, può tener conto (o non tenerne) di eventuali attività extrascolastiche svolte dal candidato (attività di volontariato o socio-assistenziali, partecipazione a progetti, ecc.). Un candidato con la media del 7, per esempio, all’esame preliminare può vedersi attribuire 11 punti, oppure 12, a seconda che abbia o meno delle attività extrascolastiche nel proprio curriculum.
Gli homeschooler, inoltre, non hanno il voto di condotta: un po’ svantaggiati rispetto ai coetanei che vanno a scuola, perché di solito quello migliora la media!

Il credito scolastico è molto importante perché rappresenta il 40% del voto conclusivo della maturità che è infatti il risultato della somma del credito formativo con i punteggi derivanti dalle valutazioni delle singole prove scritte e del colloquio orale.
Ecco perché si può accedere all’esame di terza media (esame conclusivo del primo ciclo di istruzione) senza avere voti di ammissione, ma non si può fare lo stesso per la maturità¹.

Quando si possono sostenere gli esami di ammissione per avere il credito formativo?

Prima di fare la maturità. Si può chiedere di accedere agli esami intermedi anno per anno oppure contestualmente alla richiesta di esame di maturità.
Sul sito del Ministero si trovano ulteriori informazioni su scadenze e adempimenti per i candidati esterni.


di Nunzia Vezzola
Docente di scuola superiore, mamma homeschooler e socia fondatrice dell’Associazione Istruzione Famigliare – www.laifitalia.it.


¹ In terza media, il voto finale è il risultato della media matematica fra la media di ammissioni (per chi frequenta), i voti delle prove scritte e quello del colloquio. Nel caso di ragazzi in istruzione parentale, è possibile calcolare la media anche senza voti di ammissione. Alla maturità, se si facesse la somma dei soli voti delle prove orali e scritte senza credito formativo, mancherebbero ben 40 punti e si rischierebbe la bocciatura.