Come creare un ambiente stimolante per l’homeschooling?

Quando si fa istruzione parentale, in particolare se si opta per l’apprendimento libero (unschooling), è fondamentale creare un ambiente stimolante.

Ma cosa significa?

La parola ambiente può trarre in inganno e far pensare che si tratti di un luogo fisico, ma è solo un’interpretazione parziale del termine.
È necessario infatti che anche e soprattutto l’ambiente umano e culturale siano favorevoli all’apprendimento.

Quali aspetti tener presente per creare un ambiente stimolante?

Innanzi tutto la relazione che sta alla base di qualsiasi apprendimento.
Una relazione stimolante è fatta di empatia, disponibilità, incoraggiamento, positività.

Un ambiente scevro di giudizi e accomodante, senza tensioni, stress, obiettivi prefissati e aspettative genitoriali è la condizione perché il bambino si senta accolto per quello che è e senza il sospetto di doversi adattare.

È in questo ambiente che il bambino sente di potersi muovere in libertà, per affrontare la fatica dell’indagine e dell’esplorazione, di poter rischiare di sbagliare o di rendersi ridicolo.
Dentro a una relazione non giudicante il bambino sviluppa anche le proprie competenze sociali, si allena a essere una persona che sa ascoltare e riesce a mettere a frutto i propri talenti.

Un altro aspetto fondamentale è quello della comunicazione e dello sviluppo linguistico.
Le competenze comunicative, sia in lingua materna che in altre lingue, fanno parte delle otto competenze chiave delle raccomandazioni dell’U.E. e del Consiglio.

In questo, la responsabilità della famiglia è provata dagli studi ed è veramente a 360°: basti pensare che l’80% del linguaggio di un bambino di tre anni è quello dei suoi genitori e famigliari.
Un ambiente stimolante sul piano linguistico significa che in famiglia si parla:

  • almeno un buon italiano, ricco sul piano lessicale, senza essere esageratamente forbito;
  • possibilmente un’altra lingua contemporanea;
  • un eventuale dialetto.

La famiglia si attiva quindi su più fronti per garantire che il bambino sia immerso in una realtà che gli offra costantemente degli spunti di crescita personale, relazionale, culturale (linguistica, motoria, logica, artistica e musicale).

Questa responsabilità ricade in modo particolari sui genitori, i quali dovranno tener conto di numerosi fattori, sia personali del bambino, sia sociali (le caratteristiche famigliari) e civici (in particolare tenendo presenti i traguardi delle Indicazioni nazionali per il curricolo e le raccomandazioni del Parlamento europeo e del Consiglio dell’Unione del 2006).


di Nunzia Vezzola
Docente di scuola superiore, mamma homeschooler e socia fondatrice dell’Associazione Istruzione Famigliare – www.laifitalia.it

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