Preparare la merenda insieme

Le attività di cucina sono generalmente appassionanti per i bambini e rappresentano azioni che vengono osservate quotidianamente in casa.

Queste attività, oltre a offrire concrete occasioni per ampliare l’autonomia personale, sono fortemente legate alla cultura e alle tradizioni attraverso colori, sapori e aromi che ci legano indissolubilmente alla nostra infanzia. Alimentano una forma di memoria e appartenenza alle nostre radici che permangono lungo tutto l’arco della nostra esistenza e che in qualche modo ci confortano.
È importante quindi permettere ai bambini di prendervi parte per nutrire in loro quel forte legame con la propria famiglia e la propria storia, che passa anche attraverso il rito della preparazione del pasto.

Il fascino del cucinare parte da alcuni aspetti particolarmente interessanti per il bambino.

Uno di questi si riferisce alla manipolazione e all’esplorazione degli alimenti che vengono lavati sotto l’acqua, puliti, affettati, mescolati, impastati.

Pensiamo per esempio all’apparentemente semplice attività del preparare una macedonia.
Il bambino sceglie i frutti che sono a disposizione: un mandarino, una banana, dei mirtilli.
Si trova ad affrontare un lungo e complesso lavoro che lo porta, come primo passo, a lavare la frutta: sotto l’acqua corrente, passa le sue piccole mani sulla superficie dei frutti, testandone la forma, la ruvidezza della superficie, il peso.
Questo momento può essere in un certo modo appagante e fonte di benessere attraverso il contatto con l’acqua che incontra il frutto e scorre su di esso, che passa fra le mani e scrosciando si lascia ascoltare.

Alle sensazioni tattili, si accompagna l’osservazione attraverso cui il bambino, insieme al lavoro della mano, percepisce le diverse sagome degli alimenti e ne contempla i colori, in tutte le imprevedibili sfumature offerte dalla natura.

Un ricco momento di esplorazione del mondo attraverso i sensi.

Un altro aspetto che affianca la manipolazione e l’esplorazione degli alimenti è l’utilizzo degli utensili necessari: cucchiai, ciotole, taglieri, coltelli, colapasta.
Questa fase porta il bambino a sviluppare abilità motorie, più o meno complesse, legate ai movimenti che vengono compiuti, al prendere e utilizzare i vari oggetti per preparare la frutta.
L’attività dello sbucciare, per esempio, è diversa per i vari frutti: porta il bambino a differenti esercizi per il modo in cui afferra la buccia della banana o la scorza del mandarino, per la forza che la piccola mano deve esercitare per rimuoverle e negli stessi movimenti, più brevi e veloci per il mandarino e più lunghi e fluenti per la banana.
Infine, la frutta deve essere scomposta o affettata: il mandarino viene aperto nei suoi spicchi succosi e profumati e la banana tagliata con cura e precisione in piccole fette. Il primo lavoro è più semplice, il secondo richiede maggiore attenzione, coordinazione del movimento della mano e precisione nell’uso del coltello.

Tutto viene riposto con cura all’interno di una ciotola, un pezzetto per volta, ed ecco pronta la macedonia, a cui è possibile aggiungere il succo di un mandarino.

Può essere quindi proposto il lavoro del riordino: buttare le bucce, lavare, asciugare gli utensili utilizzati e riporre ogni cosa al suo posto.
Questa parte finale dell’attività possiede un grande valore ed è importante accompagnare il bambino nel suo svolgimento affinché possa gradualmente gestirla in autonomia e sviluppare, più profondamente, la dimensione della cura dell’ambiente nel quale vive.

Altre attività possono essere offerte al bambino, proporzionate alle sue competenze nella complessità dei movimenti e nel numero di oggetti utilizzati, al fine di poter promuoverne l’indipendenza.
È importante poter volgere l’attenzione a questo aspetto, anziché preoccuparsi che il bambino faccia bene e presto: occorre accompagnarlo, offrendogli attività adeguate e che possano essere da lui scelte, e riservargli il tempo necessario.


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Senza dimenticarsi che questo tempo non è semplicemente un tempo di esecuzione, ma di perfezionamento personale e di apprendimento, oltre che occasione per diventare partecipe del mondo nel quale vive.

Infine, questi momenti rappresentano interessanti opportunità per ampliare la competenza linguistica. È possibile affiancare al lavoro del bambino, in modo spontaneo e non invasivo, il nostro linguaggio che nomina e descrive alimenti e oggetti con termini che via via possono diventare sempre più complessi, assecondando la curiosità del bambino e il suo desiderio di imparare nuove parole.


Perché è importante non solo predisporre un ambiente che consenta esperienze di qualità, ma è anche essenziale che l’adulto instauri una relazione di comprensione e rispetto con il bambino?
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Con gioia, il bambino vivrà il momento conclusivo di questo tempo: offrire alla famiglia il frutto del suo lavoro, un dono che rappresenta per lui non solo un contributo concreto, ma anche e soprattutto un atto d’amore.


di Isabella Micheletti
Autrice, maestra e formatrice dell’Opera Nazionale Montessori.

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