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redazione | Pedagogia, Salute del bambino

DSA - Disturbi Specifici dell'Apprendimento: quali sono e la diagnosi

17 Settembre 2020

I Disturbi Specifici dellApprendimento (spesso abbreviati nell’acronimo DSA) sono disturbi del neurosviluppo che riguardano la capacità di leggere, scrivere e calcolare in modo corretto e fluente, che si manifestano con l’inizio della scolarizzazione.
In questo articolo tratto dal libro La dislessia, l’autrice Eva Benso, operatrice specializzata in abilitazione cognitiva con soggetti affetti da DSA, ne fornisce una definizione, approfondendo in particolare quello della dislessia, e spiega quali sono i parametri più significativi utilizzati per la diagnosi.

Disturbi Specifici dell’Apprendimento

Lettura, scrittura e calcolo sono funzioni fondamentali per l’apprendimento. Un soggetto con capacità intellettive nella norma e privo di deficit (sensoriali, neurologici, relazionali e sociali) ha un Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA) se ha una o più di tali funzioni compromesse.
È particolarmente difficile trovare bambini con disturbi isolati, mentre è più frequente trovare quadri eterogenei: difficoltà di lettura e di calcolo, di scrittura e di attenzione ecc. Per formulare una diagnosi, quindi, si indaga su vari livelli: sulle singole funzioni strumentali compromesse (o poco sviluppate) e sui sistemi che le sostengono (memorie e i diversi tipi di attenzione).
Ecco, in breve, alcuni tipi di DSA:
dislessia: disturbo specifico della lettura;
discalculia: disturbo specifico del calcolo;
disgrafia: disturbo specifico della scrittura nella riproduzione di segnialfabetici e numerici (deficit grafo-motorio);
disortografia: disturbo specifico della scrittura nel rispetto delle regole ortografiche.

Prima definizione di dislessia

La dislessia è un Disturbo Specifico dell’Apprendimento di origine neurobiologica, caratterizzato da difficoltà nella lettura, in un contesto in cui il livello scolastico globale e lo sviluppo intellettivo del soggetto sono nella norma.
Caratteristiche generali della dislessia:
• è presente fra il 3-5% dei bambini in età scolare;
• quoziente intellettivo (QI) nella norma;
• livello di lettura inferiore alla media nella velocità di lettura o nell’accuratezza;
• assenza di cause neurologiche o sensoriali;
• persistenza del disturbo nel tempo.


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Velocità di lettura e accuratezza

I due parametri di riferimento per la diagnosi della dislessia sono la velocità di lettura (calcolata in numero di sillabe lette al secondo) e l’accuratezza (numero di errori commessi).
I problemi con la lettura aumentano anche in rapporto alla lingua usata. Ogni lingua possiede un differente grado di difficoltà: in francese, inglese e tedesco la pronuncia di una parola cambia a seconda dell’accostamento delle lettere (in inglese, ad esempio, il gruppo “oo”, si legge “o” in door e “u” in food). La lingua italiana è considerata una lingua semi-trasparente perché a ogni lettera (grafema) corrisponde quasi univocamente un solo suono (fonema). Dunque, in Italia, il parametro più significativo per la diagnosidi dislessia è la velocità di lettura.

La velocità di lettura è una misura che dovrebbe sempre comparire nelle cartelle cliniche, perché chiarisce numericamente il grado di difficoltà del bambino. Si esprime in numero di sillabe lette diviso per i secondi impiegati (sill/sec). Ogni età scolare ha, per velocità e accuratezza, una determinata media e una deviazione standard:
media = numero di sillabe lette al secondo dai normolettori di una particolare fascia d’età (esiste anche la media per il numero di errori);
deviazione standard = è un sorta di intervallo entro il quale la media può oscillare.
Per definizione diagnostica, se la velocità di lettura di un soggetto si discosta dalla media di 2 deviazioni standard, allora il soggetto è certificabile come dislessico.

La velocità di lettura e l’accuratezza sono elementi fondamentali, ma non sono i soli.
Una diagnosi funzionale neuropsicologica deve indagare non solo gli aspetti più evidenti e di superficie, ma anche quelli più nascosti, come il sistema attentivo e le memorie (a breve e lungo termine) che stanno alla base di apprendimenti complessi come la lettura e li sostengono.

Definizione di dislessia più approfondita

La dislessia è una disfunzione neurologica che non permette lo sviluppo completo del modulo lettura, con diverse cause sottostanti. Tali cause si esprimono singolarmente o in interazione e dipendono, in misura diversa, dal sistema attentivo, linguistico e visuo-percettivo.


di Eva Benso
Operatrice specializzata in abilitazione cognitiva con soggetti affetti da DSA e autrice del libro La dislessia.