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Esposizione ambientale e salute del bambinoVera Gandini | Salute del bambino

Esposizione ambientale e salute del bambino

8 Settembre 2020

L’esposizione ambientale rappresenta una fonte di rischio per la salute del bambino, potendo essa produrre effetti sia immediati che a distanza.
Vera Gandini, pediatra ed esperta in omeopatia, spiega perché è importante proteggere la salute, non solo dei più piccoli in realtà, dai rischi connessi all’esposizione ambientale attraverso comportamenti e stili di vita consapevoli.


Gli interferenti endocrini: cosa sono e come agiscono

L’esposizione ambientale rappresenta una fonte di rischio per la salute del bambino.
Esistono periodi critici dello sviluppo in cui si manifesta una maggiore sensibilità all’esposizione a sostanze tossiche: l’epoca fetale, la prima infanzia e la pubertà.
Soprattutto durante le prime fasi dello sviluppo, il sistema nervoso centrale è estremamente sensibile agli effetti negativi degli interferenti endocrini, sostanze o miscela di sostanze chimiche esogene, capaci di interferire con il sistema endocrino dell’essere umano e quindi di provocare effetti negativi sulla sua salute.
Gli interferenti endocrini sono contenuti nei gas di scarico, nel fumo di sigaretta, nei pesticidi, nei composti utilizzati nell’industria della plastica, nelle vernici, nei cosmetici, in prodotti chimici industriali, nei giocattoli, negli inquinanti atmosferici, nei tessuti, nelle pentole anti-aderenti. Queste sostanze possono attivare, bloccare o alterare l’azione di un ormone, modificandone la normale funzione.
Per alcune esposizioni esistono evidenze sui nessi di causalità: maggior rischio di infertilità, abortività e di alcuni tipi di cancro, pubertà precoce nelle femmine e ritardata nei maschi, basso peso alla nascita, aumentato rischio di ipospadia.
Alcune sostanze sono già vietate (ed esempio, dal 2011, il bisfenolo A è vietato nella produzione dei biberon), altri interferenti invece sono ammessi in quantità regolamentate per prevenire rischi per la salute. Le normative si evolvono insieme allo sviluppo delle conoscenze scientifiche.


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Esposizione ambientale e neurosviluppo

Durante il periodo fetale, alcuni interferenti endocrini sono in grado di attraversare la placenta e raggiungere il cervello, provocando effetti profondi. L’esposizione materno-fetale a molecole neurotossiche, come metalli pesanti e pesticidi, è tra le possibili cause dei disturbi del neurosviluppo.
Studi epidemiologici hanno riscontrato associazioni significative tra i livelli gestazionali sia di bisfenolo A (impiegato per recipienti di plastica per uso alimentare o per rivestire lattine per alimenti e bevande) che di ftalati (in PVC, smalti per unghie, vernici, adesivi) e compromissione cognitiva o comportamenti aggressivi in modelli animali, disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) nei bambini.

Sostanze nocive e invisibili

L’impatto di queste sostanze è notevole se consideriamo la loro presenza ubiquitaria, la loro natura “invisibile” e la persistenza di alcune di esse.
Esse causano inquinamento del suolo, dell’acqua, dell’aria, della terra e raggiungono la catena alimentare, accumulandosi soprattutto nel tessuto adiposo. Sono contenute nei cibi, negli strumenti che utilizziamo per cucinare, negli oggetti della vita quotidiana.
Prove recenti suggeriscono che gli effetti di queste sostanze non danneggiano solo l’individuo esposto, ma anche la discendenza dell’individuo e le generazioni future.

Esempi di stili di vita consapevoli

Proteggiamo la salute dei bambini dai rischi connessi all’esposizione ambientale attraverso comportamenti e stili di vita consapevoli.
Alcuni accorgimenti nella vita quotidiana, da come facciamo la spesa o cosa mangiamo a come utilizziamo le nostre risorse, possono contribuire al benessere del pianeta e alla nostra salute. Qualche esempio? Utilizziamo contenitori di plastica integri e secondo le indicazioni del produttore, non travasiamo liquidi e alimenti caldi in contenitori di plastica non adatti, evitiamo l’assunzione di cibi con parti carbonizzate, garantiamo il ricambio d’aria negli ambienti chiusi, limitiamo capi di abbigliamento con trattamenti antimacchia o idrorepellenti, controlliamo la qualità dei giocattoli e l’età per cui sono consigliati, non utilizziamo pentole antiaderenti se il loro rivestimento interno è deteriorato, laviamo bene frutta e verdura prima di consumarle, evitiamo di consumare i grassi animali, variamo la nostra alimentazione.


di Vera Gandini
Pediatra, esperta in omeopatia, su www.veragandini.it promuove la cura integrata come strumento per prevenire le malattie e raggiungere la salute intesa come benessere psicofisico.