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Montessori e cura dell’ambiente: un esercizio di autonomia

Nella pedagogia Montessori (ma non solo) prendersi cura dell’ambiente, inteso come luogo che ci circonda, è un esercizio quotidiano volto a favorire l’autonomia personale, sia sul piano concreto perché il bambino impara, per esempio, a orientarsi o a stabilire una routine delle azioni, sia su quello personale poiché apre un importante mondo di conoscenza e di amore, che si tradurrà poi nel potersi costruire come individui autonomi e capaci di una convivenza rispettosa e amorevole.
L’articolo è di Isabella Micheletti, maestra e formatrice dell’Opera Nazionale Montessori.

La cura dell’ambiente passa dall’osservazione

Le attività di cura dell’ambiente sono solitamente interessanti per i bambini piccoli.
Spolverare una superficie, spazzare, lavare le stoviglie, riordinare, sono tutte azioni quotidiane che i bambini osservano nelle loro case e che appartengono quindi a quel paesaggio domestico nel quale si esercitano e apprendono.
Osservano i genitori muoversi in casa, afferrare un panno o una scopa, sollevare o trasportare oggetti che ripongono con un ordine che a loro non è immediatamente chiaro, ma che in qualche modo li attrae.
Quest’ordine appartiene al mondo che li ha accolti sin dalla nascita, nel quale si stanno esercitando a osservare e ad agire e che costituisce un insieme di punti di riferimento in base ai quali costruiscono gradualmente le loro autonomie. È un ordine che i bambini amano profondamente poiché appartiene in modo intrinseco al luogo che li ha accolti e che sentono come proprio.

Bambini e ambiente: un legame d’amore

I bambini sono legati all’ambiente domestico da un profondo senso di comunione che è stato nutrito dalle esperienze vissute in esso: dalle primissime di accudimento ed esplorazione, alle successive nelle quali hanno iniziato a muoversi da soli all’interno degli spazi per agire e trasformare.
Questo legame, che viene definito da Maria Montessori un legame d’amore, unisce i bambini al luogo in cui vivono e in qualche modo li rende a esso simili.
Il bambino fa proprie, attraverso la ripetizione personale, le abitudini della famiglia, il modo di vivere la casa e le gestualità quotidiane.
I movimenti legati ad attività come apparecchiare la tavola, organizzare la casa e custodirne la bellezza, la cura nel mantenerne l’ordine e la pulizia, lasciano profonde tracce nella memoria e nei vissuti dei bambini ed entrano a far parte del loro mondo interiore.

Verso l’autonomia personale

Attraverso l’osservazione e la partecipazione alle attività che si svolgono dentro questo mondo il bambino costruisce se stesso sotto diversi aspetti.

Un primo riguarda la sua capacità di orientarsi all’interno dell’ambiente.
Osservare che il panno per asciugare le stoviglie, la paletta, la scopa o lo spruzzino possiedono una loro collocazione e servono a compiere determinate azioni, permette al bambino di raccogliere e far propri una serie di riferimenti che lo aiutano a chiarire la visione del luogo in cui si trova.
Questo processo può essere paragonato al mestiere del topografo che, esplorando un territorio, ne traccia le carte geografiche.
Il bambino, osservando e agendo, costruisce la mappa del suo mondo più prossimo e così facendo acquisisce familiarità con esso, impara a conoscerlo e diventa quindi capace di agire al suo interno.

Un secondo aspetto favorito dalle attività di cura dell’ambiente concerne l’autonomia che il bambino costruisce per mezzo del proprio agire.
Utilizzare gli oggetti di casa per imitare le attività compiute dall’adulto, che riguardano il suo stare e vivere quotidiano, gli consente di esercitarsi letteralmente a diventare capace di gestire attività necessarie allo svolgimento della sua giornata (per esempio sparecchiare la tavola alla fine di un pasto, lavare la tazza della colazione, vestirsi e svestirsi).
Questo consente al bambino di ampliare i suoi spazi di autonomia, di fare senza chiedere continuamente aiuto all’adulto, di diventare responsabile di sé, con importanti implicazioni dal punto di vista psicologico che riguardano la fiducia in se stesso, la consapevolezza, la soddisfazione di poter fare da solo e la sicurezza personale.

Dall’ambiente alla comunità

Infine, la possibilità di compiere azioni con cui ci si prende cura del proprio ambiente, attraverso piccoli gesti quotidiani, alimenta nel bambino attenzione, premura, costanza e capacità di osservazione e rafforza il sentimento di cura e accoglienza verso l’altro.
L’azione personale del bambino si apre in tal modo a una dimensione comunitaria, poiché il prendersi cura di uno spazio che viene condiviso con i propri cari è anche un modo per amarli, offrendo loro un luogo accogliente nel quale vivere insieme.
Riordinare e pulire un tavolino si traduce in un gesto di attenzione per coloro che potrebbero aver necessità di utilizzarlo per mangiare, disegnare, scrivere o altro.
Offrire queste attività ai bambini significa quindi aprire loro un importante mondo di conoscenza e di amore, che si traduce più in generale nel potersi costruire come individui autonomi e capaci di una convivenza rispettosa e amorevole.

Nel predisporre le attività di cura dell’ambiente, è importante offrire al bambino uno spazio chiaro, semplice, organizzato, limitato negli oggetti e nelle attività.
Allo stesso tempo risulta fondamentale permettere al bambino di scegliere, seguendo il proprio interesse nel dedicare tempo a un’attività, favorendo comunque, attraverso concrete indicazioni, il senso di responsabilità verso la propria casa, se stesso e gli altri.
Senza scordarsi che il più chiaro ed eloquente esempio di cura siamo noi adulti a offrirlo, attraverso l’attenzione, il piacere, la dedizione, la premura con cui ci dedichiamo al nostro spazio di vita quotidiana che è anche luogo di condivisione profonda con i nostri bambini e di crescita comune.


di Isabella Micheletti
Autrice, maestra e formatrice dell’Opera Nazionale Montessori.

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