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Mascherina in classe: devono indossarla tutti i bambini?

L’ultimo DPCM ha aumentato nuovamente le restrizioni arrivando a un “simil-lockdown”, dividendo l’Italia in zone di colori differenti in base al pericolo di contrarre il Covid-19.
Purtroppo, a fare le spese di queste misure sono in primis gli studenti, con gli alunni delle scuole medie, sia inferiori che superiori, ormai destinati alla didattica a distanza (DAD) a tempo indeterminato e gli alunni della scuola primaria (almeno coloro che ancora frequentano e non in quarantena), destinati a una frequenza in presenza con obbligo di mascherina per tutte le ore di scuola.

Cosa dice la legge e come difendersi

Ho già espresso le mie perplessità in merito all’utilizzo delle mascherine, e ritengo che in questo caso sia più utile soffermarsi sul concetto di obbligo.
Il comportamento da tenere a scuola è oggi regolamentato dalla lettera S, punto 9, art. 1 dell’ultimo DPCM e, ovviamente, si parla di nuovo di “protezione delle vie respiratorie”, come si rinnova la possibilità di “esentare dall’obbligo” coloro che sono affetti da disabilità o da patologie incompatibili con  l’uso dei suddetti mezzi di protezione (punto già dichiarato alla lettera C sempre dell’art. 1 del DPCM e dal Verbale CTS n. 104).

Cosa vuol dire?
Vuol dire che innanzitutto che chi corre rischi seri per la salute non solo non è obbligato a indossare la mascherina in classe, ma dovrebbe evitare di portarla per periodi prolungati (sarà sufficiente mantenere le distanze e  proteggersi in caso di eventuali starnuti).
Inoltre, il personale scolastico è invitato ad attenersi alle norme vigenti e non a interpretarle a proprio piacimento, andando a ledere la dignità e la libertà individuale, e inventandosi obblighi inesistenti.

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Mascherina in classe, chi è esentato

Da medico quindi concordo sicuramente sulla protezione individuale dal Covid-19, anche se avrei auspicato, nel caso dei più piccoli e dei soggetti più a rischio, l’attuazione di esami mirati ed eventuali profilassi personalizzate, misure ben più utili e incisive della semplice protezione delle vie aeree.
Tuttavia, non bisogna dimenticare che i bambini possono soffrire di patologie quali asma, allergie, ipertrofia dei turbinati e ipertrofia adenoidea, come possono essere affetti da sindrome dello spettro autistico o altre disabilità di cui bisogna tener conto.
Infine, anche nel caso in cui il bambino non presenti patologie, resta il dato di fatto che si tratti di una situazione che causa stress e paure: mi capita purtroppo spesso di visitare bambini che vivono male l’ambiente scolastico, arrivando ad avere crisi di panico e disturbi del sonno a causa della tensione percepita e interiorizzata, o per la paura di dimenticare a casa la mascherina.

Il cardine del giuramento di Ippocrate “primum non nocere” deve valere soprattutto quando si tratta della salute dei più piccoli, per cui va bene rispettare le norme vigenti, ma sempre con buonsenso.


di Diego Tomassone
Dottore in medicina, membro SIPNEI e ISDE Medici per l’ambiente, ricercatore COVID-19.

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