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allattamento e coronavirus

Le numerose indicazioni che vengono date in materia di allattamento e Covid 19 spesso sono contrastanti e, purtroppo, a volte fornite per disinformazione, andando a compromettere il benessere materno-infantile.

Nicoletta Bressan, educatrice perinatale e insegnante di massaggio infantile AIMI, riassume in questo articolo le misure più consigliate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dalla Società Italiana di Neonatologia per il contenimento del contagio del Covid 19 durante l’allattamento.

Disposizioni OMS per la mamma positiva che vuole allattare

Secondo l’OMS, l’igiene delle mani rimane sempre la procedura più semplice ed economica per   contrastare le infezioni.
In particolare, il lavaggio deve essere eseguito per 40 secondi avendo cura di insaponare e sfregare il sapone sul palmo, sul dorso e nello spazio fra le dita. Le mani vanno sciacquate quindi con acqua corrente pulita, fredda o tiepida.
In assenza di acqua si può usare una soluzione alcolica, badando di frizionare le mani come sopra per 20-40 secondi.

È molto importante lavare le mani soprattutto:

  • prima e dopo aver toccato i cibi quando si cucina e prima di mangiare;
  • dopo essere stati in bagno;
  • prima e dopo aver assistito qualcuno con vomito e diarrea o dopo il cambio del pannolino del bambino;
  • dopo essersi soffiati il naso, dopo aver tossito o starnutito;
  • dopo aver toccato il cibo per animali o la spazzatura;
  • quando si cura una ferita.

Quando la mamma abbia contratto il Covid ma voglia comunque allattare, ne ha piena facoltà e anzi l’allattamento va totalmente sostenuto anche in questo caso, da parte degli operatori, compatibilmente con la capacità della mamma di prendersi cura del bambino a seconda del suo stato di salute.
Le disposizioni dell’OMS e della SIN in merito sono:

  • la mamma deve lavare accuratamente le mani prima delle poppate;  
  • la mamma deve portare la mascherina chirurgica durante le poppate, l’intimo contatto con il neonato e ogni qualvolta si trovi ad una distanza inferiore a 2 metri dal suo bambino (non è necessario che la mamma porti presidio FFP2 o FFP3 o i guanti, se lava con cura le mani);
  • nonostante la fatica apportata dalla seguente affermazione si raccomanda che, in caso di condivisione della stanza, la culla del neonato venga posta a una distanza minima di 2 metri dalla testa della mamma e che possano esser utilizzati un separé o una tenda fra madre e neonato.
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Il “rooming” e cosa fare al rientro a casa

Ricordo che il “rooming” (la permanenza del bambino nella stessa stanza della madre) deve essere incoraggiato e facilitato ogni volta che la madre sia in condizioni fisiche o rientri in uno stato tale da riuscire a prendersi cura del piccolo.

Dopo il rientro a casa le disposizioni prevedono che, se la mamma è positiva, il neonato resti in isolamento con lei per un periodo minimo di 14 giorni (e comunque a seconda del risultato dei successivi tamponi di controllo).
La madre dovrebbe restare da sola con il suo bambino in un’unica stanza, il più possibile ventilata, con limitazione di accesso alle persone che si prendono cura di lei.
Dovrebbe inoltre evitare di condividere la biancheria (asciugamani, lenzuola, tovaglioli ecc.) e le stoviglie (piatti, bicchieri e posate) con altre persone, smaltire con  cura il materiale usato (per esempio mascherine, fazzoletti di carta, ecc.), pulire e disinfettare regolarmente le superfici toccate abitualmente.

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Il latte materno fornisce gli anticorpi contro il virus?

È possibile che attraverso il latte della mamma positiva passino delle sostanze funzionali a proteggere il neonato o a supportare la sua stessa guarigione?
Mentre sui social vanno diffondendosi le foto che comparano il latte estratto dalle mamme nel periodo di positività al Covid con quello estratto in periodo di salute, a riprova del fatto che “qualcosa” cambia tra i due prodotti (visivamente il colore: il latte di mamma positiva è molto più giallo, simbolo di una presenza maggiore di anticorpi), inizia anche la diffusione delle prime ricerche in merito.
Pur non trattandosi di evidenze scientifiche, i primi studi rilevano la presenza di anticorpi contro il virus nel latte materno delle mamme positive e ciò indica che le madri potrebbero trasmettere l’immunità virale ai loro bambini proprio attraverso l’allattamento.
Non solo: si aprono prospettive per una possibilità d’uso degli anticorpi contenuti nel latte materno anche per la creazione di terapie contro il Covid 19.
Questo campo è ancora tutto da investigare, ma, lo sapete, io sono una sognatrice!

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di Nicoletta Bressan
Educatrice perinatale e insegnante di massaggio infantile AIMI.


Bibliografia

AA.VV., Allattamento e gestione del neonato in corso di pandemia da sars-cov-2, indicazioni ad interim della Società Italiana di Neonatologia, versione 3, 10 maggio 2020.

Who, Breastfeeding and covid-19, Scientific Brief, 23 june 2020.

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