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Come “sopravvivere” ai preparativi per il Natale

Per il prossimo periodo natalizio, ho pensato a un piccolo vademecum per le mamme, un elenco di cinque punti (o meglio, spunti) per “sopravvivere” agli impegnativi preparativi e alle giornate di festa. Non vorrei dare consigli, semmai suggerimenti, idee e riflessioni, per vivere serenamente e consapevolmente il periodo che sta per arrivare.

Tu hai il potere!

La cosa più importante da ricordare è che sei il primo terreno su cui il bambino poggia i piedi, il termometro della sua temperatura, il metro delle sue emozioni. So che questo può mettere un’enorme responsabilità sulle spalle di una mamma, ma a volte ci dimentichiamo che questo è anche il nostro più grande potere.
È attraverso il nostro corpo che i bambini sono maggiormente in grado di distendersi. Loro sentono quando i nostri muscoli e i nostri nervi sono in tensione o rilassati. Trovano un modo per incanalare l’eccitazione e la stimolazione attraverso il nostro movimento e per rilasciare le tensioni attraverso il nostro rilassamento.
Quindi, la cosa più importante che dobbiamo ricordare, anche in questo periodo di feste, è che per far stare bene i nostri piccoli dobbiamo, prima di tutto, stare bene noi.

Meno aspettative, più aiuto

Il periodo natalizio può essere accompagnato da un senso di sopraffazione che dipende soprattutto dalle aspettative (nostre o altrui).
Non è sbagliato programmare, ma a volte eccediamo: il Natale è un evento da festeggiare, ma anche un momento di distacco dalla quotidianità, dalle corse frenetiche e dagli impegni. Se ci spogliamo del senso del dovere e delle aspettative, lasciando che il Natale si sveli ai nostri occhi, le nostre giornate saranno sicuramente un po’ più rilassate (e tanto, alla fine, spesso succede che sarà comunque tutto diverso da quello che avevamo programmato!).
È abbastanza difficile lasciare che qualcun altro si prenda cura del nostro bambino, e questo va bene, è normale. Ricordiamoci però che abbiamo degli alleati: il partner, la sorella, spesso i parenti più stretti o magari qualcuno meno vicino ma che ci ispira una fiducia particolare.
Ripetiamolo insieme: “Possiamo farci aiutare”. Per cambiare il pannolino, per preparare la pappa, per tenere d’occhio il bambino due minuti, per farlo addormentare quando ci sentiamo un po’ nervose. Ma, soprattutto, possiamo delegare tutta quella mole di lavoro che di solito assumiamo e che invece può fare qualcun altro (oppure, senti che idea: possiamo cambiare la tradizione, così nessuno dovrà occuparsi di compiti scomodi!).
Cosa succede se deleghiamo? Le cose non saranno fatte a modo nostro, perché stiamo chiedendo a qualcuno diverso da noi di svolgere un compito: quella persona lo farà a modo suo. Ma la pressione su di noi sarà molto più allentata e ti svelo un segreto: più pratichiamo la delega, più diventiamo capaci di accettare il modo in cui gli altri fanno certi lavori, arrivando anche ad apprezzare le differenze… Miracolo di Natale!

Crea spazio e tempo per il tuo bambino

Se è vero che noi arriviamo al Natale carichi di tradizioni, strutture sociali consolidate e attese, i bambini non ne hanno. Per un neonato, il 25 dicembre è un giorno come un altro. È bene introdurre gradualmente i nostri figli nelle tradizioni di famiglia, ma non possiamo pretendere che sappiano già accogliere l’allegra confusione delle Feste.
Ogni anno, in questo periodo, comincio a ricevere telefonate da mamme che stanno riscontrando nuovi problemi di allattamento, con bimbi irritabili o che faticano ad addormentarsi, mamme che iniziano a fare i conti con continui risvegli notturni, o addirittura con l’insorgere di coliche.
Non c’è niente di strano in questo: cambiano le abitudini, cambia il clima familiare, come cambiano le esigenze della vita quotidiana, le persone che incontriamo, la gestione del tempo. La cosa strana è che noi adulti non sempre riusciamo a vedere quanto questi piccoli o grandi cambiamenti si riflettono nella vita dei nostri bambini, nel bene e nel male. Sì, perché, a seconda del temperamento e dell’età del bambino c’è chi dimostra apprezzamento e divertimento nell’essere messo al centro dell’attenzione, coccolato da tutti, nel respirare quel fremito dell’aria natalizia e c’è chi, invece, proprio non vuole vedere tutti quei volti nuovi e apprezzerebbe di più un’ora di silenzio rintanato tra le braccia della madre.
Quindi, che si fa?
Possiamo cogliere queste vacanze come una grande opportunità per conoscere ancora di più i nostri figli, lasciando loro spazio per esplorare (potrebbero godersi questo periodo magico più di quanto pensiamo!), ma creando sempre momenti per prendersi una pausa quando lo riteniamo opportuno.
Possiamo cogliere l’occasione per mettere in atto le nostre capacità di osservazione dei limiti e delle infinite competenze dei nostri piccoli: può essere un’opportunità di crescita per tutti noi. Imparando a comprenderli meglio, saremo anche più abili nel limitare educatamente le invasioni inappropriate dall’esterno. Alla fine, siamo noi i genitori: le persone che si occupano del benessere dei bambini e che conoscono le strategie migliori per assecondare le loro esigenze. Anche a Natale.

Sii la luce

A Natale capita di sentirsi soli, di provare nostalgia per i propri cari, e quest’anno probabilmente anche di più. Ma ognuno di noi ha una luce che brilla dentro: chi si è preso cura di noi l’ha instillata in ogni fibra del nostro essere, giorno dopo giorno, attraverso il suo amore puro, permettendoci di crescere e risplendere. Questo amore è un dono continuo, una benedizione che si rinnova, alla quale possiamo rendere grazie solo donando la nostra luce a grandi dosi. Niente paura, c’è sempre qualcosa, anche quando la fiamma sembra quasi spenta. Siamo in questo mondo per attingere a quella fonte di luce e per crearne una nuova per le persone intorno a noi.
Quindi, questo Natale, ti auguro di poter brillare, aprendo il tuo cuore il più possibile. Siamo esseri favolosi, custodi di un magnifico segreto, il più bello credo, che spesso teniamo rinchiuso nel petto, per paura. Che tu sia amorevole con te stessa, che tu possa prendere per mano quella bambina che è in te e asciugarle le lacrime, abbracciarla, farla ridere, proprio come con quel bambino che è fuori di te, lì sul tuo cuore, che attinge direttamente alla fonte della cura. E che tu possa riconoscere negli adulti intorno a te quel piccolo essere che ha tanto bisogno di essere amato e liberato.
Siamo tutti nati per brillare, come fanno i bambini, lo dice Nelson Mandela.

Véstiti di meraviglia

Spero davvero che, in questi giorni, tu riesca a trovare un po’ di pace per il tuo cuore. In caso contrario, se ti senti ancora un po’ triste, sola o forse un po’ nervosa, avrei un’idea che funziona sempre per me.
Avvolgiti nel tuo vestito più bello, il più elegante, il più luminoso, il più comodo (o scomodo ma d’effetto!). Vestiti dell’abbraccio con il tuo bambino, il più caldo e affettuoso, stringitelo al cuore per coccolarvi. Indossa la fascia portabebé che più ti piace, quella che ti fa sentire più contenuta, che ti ricompone, che sembra scolpire le tue forme e restituirti un confine, costruendo la tua interezza.
Grandi donne hanno sostenuto l’importanza dell’abito per dare forza e integrità, non solo nell’aspetto, non una maschera verso l’esterno, ma un guscio verso gli attacchi esterni. Meglio: una membrana morbida che ci permetta di presentarci al mondo a testa alta, anche quando ci sentiamo ripiegate su noi stesse, e che ci dia quella solidità che in quel momento manca.
Quando non riusciamo a trovare abbastanza energia dentro di noi, ogni singola cosa che può aiutarci a stare meglio, anche solo per un po’, è di supporto nel percorso di rinascita, è utile.

Buone Feste!


di Nicoletta Bressan
Educatrice perinatale e insegnante di massaggio infantile AIMI.

Un commento

    • Loredana

    • 1 mese fa

    Che bel post, infonde sicurezza e calma. È proprio vero, se io sono calma e rilassata mio figlio è calmo e rilassato. Bisognerebbe prenderle con filosofia le feste, senza affannarsi troppo e senza pensare che il bambino percepirà in maniera negativa la confusione. Mio figlio mi colpisce sempre positivamente per come reagisce alla novità o alla confusione, non ha neppure 5 mesi ed è già più socievole di me, bisogna dare fiducia ai nostri bambini e me ne rendo conto ogni giorno di più.

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