• 0 Elementi - 0,00
    • Il carrello è vuoto.
Genitori separati: come organizzare le vacanze di Natale?

E io con chi trascorro le vacanze di Natale?
Partendo da uno scenario tipo di una delle questioni più dibattute tra le coppie separate, Gaia de Padua, avvocato familiarista, spiega come sia possibile accordarsi per organizzare le festività, tenendo presente che non esiste una regola prestabilita, ma il principio guida per risolvere la questione è sempre il prioritario benessere dei bambini.
Matteo ha 8 anni e i suoi genitori hanno deciso di separarsi qualche mese fa, per fortuna consensualmente grazie all’assistenza dei rispettivi avvocati esperti in diritto di famiglia.
Nella sua genuinità, considerati i cambiamenti avvenuti nella sua famiglia che non è più la stessa, o meglio che ha assunto una dimensione differente, Matteo si chiede con chi quest’anno passerà le festività natalizie
In sede di separazione consensuale, i genitori si sono accordati stabilendo un calendario settimanale dei contatti tra il minore e il papà, posto che entrambi esercitano la responsabilità genitoriale e il collocamento prevalente di Matteo presso la madre.
La coppia ha anche stabilito un calendario specifico delle vacanze, comprese le festività natalizie.

Come organizzare e spartirsi le vacanze di Natale?

Pianificare e dividere i giorni delle festività natalizie dei figli è frequentemente oggetto di tensione nelle coppie separate e a rimetterci è sempre la serenità dei bambini.
Esiste una regola predefinita da seguire?
No, in quest’area come in altre del diritto di famiglia, l’unico principio guida è il prioritario benessere dei minori.
Ogni famiglia è a sé, ha le sue esigenze e vive le feste secondo le proprie usanze. Tuttavia, se non vigono delle regole prefissate, esistono delle prassi diffuse seguite dai genitori in sede di separazione consensuale o applicate dal Giudice in mancanza di accordo e in assenza di esigenze particolari.

L’organizzazione tipica

Generalmente i bambini trascorrono le vacanze natalizie, ossia il periodo che va dalla chiusura della scuola alla riapertura, per metà con mamma e per metà con papà: per esempio la settimana del 24 e 25 dicembre con un genitore e quella del 30 dicembre e 1 gennaio con l’altro, ad anni alterni.
Parole d’ordine: buon senso e flessibilità.
Ogni famiglia ha le sue tradizioni. Nel rispetto di queste ultime si può stabilire che il minore stia la sera della Vigilia con la famiglia di un genitore e il pranzo di Natale con la famiglia dell’altro. Lo stesso vale per il 31 dicembre e l’1 gennaio. Una simile organizzazione è possibile se i genitori vivono nella stessa città o in città non troppo distanti.

La famiglia allargata

Non poche famiglie scelgono di trascorrere tutti insieme uno dei giorni festivi, di solito il Natale e il Capodanno. Tutti sotto lo stesso tetto, magari con i nuovi partner o i figli nati dalle nuove unioni. Tale soluzione, per alcuni azzardata, permette ai bambini di vivere senza troppi cambiamenti le festività.
È sempre possibile modificare il regime delle festività natalizie stabilito dal Giudice o dalle parti: l’importante è attivarsi in largo anticipo per accordarsi con l’altro genitore e trovare pacificamente una soluzione differente.
Tenete a mente che il Natale è un periodo magico per i bambini che hanno diritto a vivere serenamente le festività circondati dall’affetto dei genitori e delle rispettive famiglie.


di Gaia de Padua
Avvocato familiarista e curatrice del progetto Diritto al cuore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Accetto i Termini e Condizioni e la Privacy Policy

×