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homeschooling esame idoneità

In questo periodo dell’anno per molte famiglie in homeschooling si avvicina l’esame di idoneità, diverso dagli esami di stato conclusivi dei cicli di istruzione e anche dagli esami integrativi.
Il decreto ministeriale 5 dell’8 febbraio 2021 rimane il riferimento per tutti (tranne per i residenti nella provincia autonoma di Trento e in quella di Bolzano) e ribadisce con fermezza il diritto a sostenere l’esame in una scuola a scelta, su tutto il territorio nazionale, purché statale o paritaria.
Nunzia Vezzola, docente e socia fondatrice di LAIF Associazione Istruzione Famigliare, in questo articolo spiega quali siano le importanti differenze fra primo e secondo ciclo di istruzione, riguardanti sia le scadenze e le tempistiche, sia la documentazione da produrre, sia lo svolgimento delle prove stesse.

Il primo ciclo di istruzione

Per primo ciclo si intendono i primi otto anni dell’obbligo di istruzione: tutta la primaria e la scuola media (o secondaria di primo grado). Quindi i bambini e ragazzini di età compresa fra 6 e 14 anni.
Per loro, la legge prevede una scadenza unica per la presentazione della domanda di esame di idoneità per il passaggio alla classe successiva. Detta domanda deve inoltre essere corredata dal progetto didattico-educativo della famiglia e l’istituzione scolastica dovrà accertare “l’acquisizione degli obiettivi in coerenza con le Indicazioni nazionali per il curricolo” (art. 3, c. 1).

Il secondo ciclo di istruzione

Con il nono anno di istruzione, dopo l’esame di terza media, si entra nel secondo ciclo di istruzione, che dura di norma cinque anni, fino all’esame di maturità.
In questa fascia di età, sul piano amministrativo rispetto all’esame di idoneità, si devono distinguere tre situazioni differenti:

  • dai 14 ai 16 anni si è ancora in obbligo di istruzione, pertanto è prevedibile che, in mancanza di accordo diverso, i dirigenti competenti per territorio si aspettino che il ragazzino si presenti all’esame di idoneità per il passaggio alla classe successiva;
  • dai 16 ai 18 anni ci si trova in “obbligo di formazione” e non è più sostenibile un obbligo di esame di idoneità;
  • dopo i 18 anni non si ha più nessun obbligo; si sostengono gli esami soltanto se si sceglie di fare la maturità.

Scadenze delle domande e tempistiche dell’esame

L’unica scadenza nazionale per la presentazione della domanda d’esame di idoneità è quella del 30 aprile e riguarda esclusivamente il primo ciclo di istruzione.
L’esame si svolge poi entro la fine di giugno, in un’unica sessione. Quest’ultima precisazione significa non che l’esame duri una sola giornata, ma che c’è un unico “turno”: non è possibile suddividere le prove, per esempio, facendone alcune l’ultima settimana di maggio e altre l’ultima di giugno.
Per il secondo ciclo non è prevista una data unica per la presentazione della domanda e si rimanda all’autonomia della scuola scelta per l’esame.
Alle superiori, infatti, la seconda parte del mese di giugno è dedicata all’esame di maturità, quindi i docenti non sono disponibili per altri tipi di prove. Pertanto, a seconda delle decisioni del Collegio dei docenti e del calendario interno, ciascuna scuola può decidere se prevedere gli esami di idoneità per i “candidati esterni” entro la fine di maggio (quando si svolgono anche gli esami preliminari per la maturità), oppure verso la fine di agosto e/o i primi di settembre, quando si effettuano le prove per il recupero delle carenze formative.
Il decreto ministeriale 5 dell’8 febbraio 2021, all’art. 5 c.1, prevede che le prove debbano concludersi entro l’inizio delle lezioni dell’anno scolastico successivo. Di conseguenza, la domanda d’esame potrà essere presentata con scadenze diverse a seconda dei calendari delle scuole.

Allegati alla domanda: progetto o programmazione?

La differenza è sostanziale: per il primo ciclo si presenta un progetto, per il secondo ciclo una programmazione. E questi termini non sono scelti a caso, ma esprimono situazioni diverse.

Il progetto didattico-educativo per il primo ciclo

Il progetto didattico-educativo non è un programma svolto, non è una lista di argomenti che il bambino è tenuto a conoscere o l’elenco di attività svolte o di abilità che si suppone abbia raggiunto. È la presentazione delle azioni messe in atto nel tempo, a seguito di uno studio e di un’analisi, per il raggiungimento di un obiettivo di tipo educativo (riferito allo sviluppo personale), oltre che didattico (riferito agli apprendimenti).
Ciò che si richiede nel primo ciclo è, quindi, una relazione su un percorso di crescita personale. Il progetto didattico-educativo tiene a riferimento le Indicazioni nazionali per il curriculum, decreto ministeriale 254 del 16 novembre 2012. Questo testo è fondamentale anche per chi fa homeschooling e vi si legge, tra l’altro, che:

  • «Oggi l’apprendimento scolastico è solo una delle tante esperienze di formazione che i bambini  e gli adolescenti vivono e per acquisire competenze specifiche spesso non vi è bisogno dei contesti scolastici».
  • «Le finalità della scuola devono essere definite a partire dalla persona che apprende, con l’originalità del suo percorso individuale e le aperture offerte dalla rete di relazioni che la legano alla famiglia e agli ambiti sociali. La definizione e la realizzazione delle strategie educative e didattiche devono sempre tener conto della singolarità e complessità di ogni persona, della sua articolata identità, delle sue aspirazioni, capacità e delle sue fragilità, nelle varie fasi di sviluppo e di formazione. Lo studente è posto al centro dell’azione educativa in tutti i suoi aspetti: cognitivi, affettivi, relazionali, corporei, estetici, etici, spirituali, religiosi».
  • «Le discipline, così come noi le conosciamo, sono state storicamente separate l’una dall’altra da confini convenzionali che non hanno alcun riscontro con l’unitarietà tipica dei processi di apprendimento. Ogni persona, a scuola come nella vita, impara infatti attingendo liberamente dalla sua esperienza, dalle conoscenze o dalle discipline, elaborandole con un’attività continua e autonoma. Oggi, inoltre, le stesse fondamenta delle discipline sono caratterizzate da un’intrinseca complessità e da vaste aree di connessione che rendono improponibili rigide separazioni. Nelle Indicazioni nazionali le discipline non sono aggregate in aree precostituite per non favorire un’affinità più intensa tra alcune rispetto ad altre, volendo rafforzare così trasversalità e interconnessioni più ampie e assicurare l’unitarietà del loro insegnamento».
  • «Gli obiettivi sono organizzati in nuclei tematici e definiti in relazione a periodi didattici lunghi: l’intero triennio della scuola dell’infanzia, l’intero quinquennio della scuola primaria, l’intero triennio della scuola secondaria di primo grado. Per garantire una più efficace progressione degli apprendimenti nella scuola primaria gli obiettivi di italiano, lingua inglese e seconda lingua comunitaria, storia, geografia, matematica e scienze sono indicati anche al termine della terza classe».
  • «Il sistema scolastico italiano assume come orizzonte di riferimento verso cui tendere il quadro delle competenze-chiave per l’apprendimento permanente definite dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’Unione Europea (Raccomandazione del 18 dicembre 2006).

Le competenze di riferimento oggi sono quelle del 2018. Nella formulazione più recente, le competenze chiave per l’apprendimento permanente delle Raccomandazioni Europee sono:

Risulta evidente che le competenze chiave non corrispondono alle materie scolastiche, ma sono trasversali a esse. Inoltre, non esiste gerarchia nelle competenze chiave: sono tutte ugualmente importanti e tutte interagiscono e si completano vicendevolmente.
Alla luce di queste considerazioni, la stesura di un buon progetto didattico-educativo può rivelarsi un’occasione per la famiglia e per l’homeschooling.

La programmazione per il secondo ciclo

Nel secondo ciclo i “candidati esterni” devono presentare non un progetto, ma una programmazione, quindi una lista di argomenti svolti suddivisi per materie. Questa dovrà essere “conforme ai curricoli ordinamentali” (art. 6, c. 2), pena la non ammissione.
In altre parole, quando si avvia una certa specializzazione dei percorsi, è richiesta una maggiore adesione ai curricoli dei vari indirizzi di studio: non si può pensare a un percorso di liceo classico senza latino e greco, per esempio.
Lo sviluppo di percorsi informali e non formali di apprendimento risulta  più limitato nella scuola secondaria di secondo grado che nel ciclo precedente.

Svolgimento dell’esame

Per il primo ciclo sono previste:

  • un colloquio e due prove scritte per i primi cinque anni (fino alla conclusione del quinto anno di primaria per l’ammissione alla prima media): uno scritto relativo alle competenze linguistiche e uno su quelle logico-matematiche;
  • un colloquio pluridisciplinare e tre prove scritte per l’idoneità alla seconda e alla terza media (cioè alla conclusione della prima e della seconda media rispettivamente). Gli scritti sono in italiano, matematica e inglese.

Tutte le prove sono predisposte dalla commissione, tenendo a riferimento il progetto didattico-educativo presentato dalla famiglia.
Nel secondo ciclo è necessario invece sostenere prove in ognuna delle materie curricolari. Queste possono essere scritte, pratiche, grafiche, orali, scritto-grafiche, e via dicendo, a seconda delle situazioni. Di conseguenza, il calendario d’esame di solito è articolato su più giornate, spesso comprendendo anche la mattina e il pomeriggio.
A tutti, un grossissimo in bocca al lupo!


di Nunzia Vezzola
Autrice, docente di scuola superiore e socia fondatrice di LAIF Associazione Istruzione Famigliare.

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