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dove partorire - i luoghi del parto

Che possa essere una scelta, il luogo in cui partorire, è una faccenda ancora ignorata dalla maggior parte delle donne che spesso non sanno bene dove trovare o ricevere informazioni corrette: online, nei manuali, dalle amiche, dalle loro mamme (che hanno tendenzialmente vissuto un periodo storico piuttosto spiacevole per quel che riguarda l’evento nascita e convivono con ricordi, e quindi aspettative, ben lontane dalla realtà).

Beatrice Sapori, mamma e referente certificata Il Parto Positivo e Babybrains, illustra quali sono le tre alternative possibili per partorire oggi in Italia (gli ospedali, le case maternità e il proprio domicilio) per prendere in considerazioni tutte le variabili e compiere una scelta realmente informata.

Scegliere dove partorire

I luoghi del parto, non sono solo il posto in cui la donna partorirà e cambierà la sua vita da donna a madre, ma sono anche e soprattutto la “sala nascita” in cui il bambino verrà alla luce: immaginare quel luogo come il primo luogo che vedrà il bambino, con i primi odori e profumi che sentirà, le prime voci che ascolterà, le prime persone che lo toccheranno, guarderanno, assisteranno, permette di dare un valore in più alla scelta e di stabilirne i criteri affinché possa essere realmente una decisione libera e informata.

Qual è, quindi, il posto migliore per partorire?
Le tre alternative oggi possibili in Italia sono gli ospedali, le case maternità e il proprio domicilio.
Premettendo che anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che «una donna deve avere la possibilità di partorire in un posto che sente sicuro, al livello il più periferico possibile in cui sia possibile fornire assistenza appropriata e sicurezza. In ordine tali luoghi possono essere la casa, le case maternità o i reparti di ostetricia», vediamo insieme, uno per uno, questi “luoghi del parto”.

I luoghi del parto

Prendiamo in esame i tre luoghi del parto che potresti valutare per la nascita del tuo bambino, affinché possa essere realmente una decisione libera e informata.

L’ospedale

È il luogo generalmente più conosciuto dalle donne e considerato un posto sicuro per il parto e per i neonati; dai genitori viene spesso tenuta in considerazione la presenza o meno della TIN (Terapia Intensiva Neonatale) per la scelta finale.
Seppur non sia discutibile la necessità di avere ospedali attrezzati e all’avanguardia grazie ai quali si salvano milioni di vite e di neonati, è bene ricordare che la gravidanza è un evento naturale che, in condizione di fisiologia, non necessita di interventi medici né per la madre né per il bambino.
È quindi meraviglioso potersi affidare a centri di alto livello qualora ve ne fosse indicazione, ma ricordiamo che, in assenza di necessità medica, potrebbe diventare controproducente rendere medica un’assistenza che non lo richiede.
La gravidanza fisiologica infatti è competenza della figura ostetrica che per sua formazione si occupa della donna a 360° nel periodo della gravidanza e non solo, e che è in grado di cogliere i segnali che indichino la presenza di una patologia e di accompagnare la donna alla ricerca di uno specialista e di una struttura che possa accoglierla.

Il parto è diventato questione medica e ospedaliera piuttosto recentemente: intorno alla metà del ‘900 infatti, in nome del “progresso”, si assiste a un incremento fortissimo di medicalizzazione e l’evento parto inizia a essere visto e assistito come patologico e le madri trattate come “pazienti”. Questa medicalizzazione però, tuttora frequente in alcuni punti nascita, non promette esiti migliori né in percentuali di mortalità né in qualità dell’esperienza per madre e bambino.
Questo non significa che l’ospedale sia una scelta sbagliata, ma è bene sapere che è semplicemente una delle opzioni possibili e che è responsabilità dei genitori scegliere un luogo adatto alle proprie esigenze

Come scegliere quindi l’ospedale in cui partorire?
Esistono alcuni punti ospedalieri che propongono quello che viene chiamato “Percorso a basso rischio”, cioè la possibilità di essere seguiti esclusivamente dalla figura ostetrica sia durante la gravidanza che durante il parto. La formazione ostetrica è volta a rispettare la fisiologia proponendo metodologie di contenimento del dolore naturali e un’assistenza one-to-one. 
Alcune strutture dispongono anche di veri e propri piccoli appartamenti all’interno del quale è possibile assistere al parto come se fosse una piccola casa maternità.
Segnalo anche l’iniziativa “Ospedale amico del bambino”, lanciata nel 1991 da UNICEF e dall’Organizzazione Mondiale per la Sanità che si pone l’obiettivo di proteggere il neonato nel primo periodo di vita tramite la promozione del legame tra genitori e bambino e il sostegno dell’allattamento, assicurando che tutti gli ospedali accolgano nel miglior modo possibile i nuovi nati e divengano dei centri di sostegno per l’allattamento al seno.
A questo link è possibile consultare l’elenco degli ospedali “amici dei bambini”.

Uno strumento molto utile è il cosiddetto Piano del Parto, un documento che è possibile presentare in ospedale per discutere insieme al personale quelli che sono i desideri dei genitori per la nascita del bambino.
Presentando questo documento potrai valutare l’apertura e disponibilità delle persone che avrai di fronte e quindi anche della rigidità con cui si atterranno o meno ai loro protocolli (che ricordiamo dovrebbero essere al servizio della persona!).
È possibile anche telefonare all’ospedale e richiedere un appuntamento per visitare il reparto, le sale parto e chiedere tutte le informazioni che ritieni importanti: meglio diffidare dai passaparola e da esperienze altrui che potrebbero solo preoccuparti.

La casa maternità

È una vera e propria casa, non per forza nei pressi di un ospedale, in cui una équipe di ostetriche segue la gravidanza dall’inizio fino anche a tutto l’anno successivo al parto.
Un luogo sociale, un punto di riferimento, in cui le coppie vengono accompagnate nel percorso che le porterà a conoscere loro figlio. Una soluzione intima e riservata che permette di mantenere un ambiente familiare alle donne che non hanno la possibilità o volontà di partorire al proprio domicilio.
Queste strutture si differenziano anche per il fatto di essere un luogo di socialità per la donna che le frequenta non solo ed esclusivamente per partorire: i papà e gli eventuali fratellini sono i benvenuti, spesso si organizzano corsi di accompagnamento alla nascita, movimento in gravidanza, gruppi di allattamento per neo-mamme, consulenze di vario tipo in supporto alla donna e alla famiglia.
Secondo il NICE (Istituto Nazionale per la Salute e l’Eccellenza nella Cura) la casa maternità è il luogo più sicuro per partorire per le donne a basso rischio (anche rispetto all’ospedale!).

Il parto a domicilio

La scelta del parto in casa è tutt’altro che “medievale” come a volte, vittime di preconcetti, si pensi: l’assistenza a domicilio è organizzata secondo criteri di sicurezza ben precisi e le ostetriche, generalmente due, hanno una formazione specifica in grado di selezionare donne a basso rischio e di percepire condizioni di rischio molto prima che la partoriente debba essere trasportata d’urgenza in ospedale.
Purtroppo sono ancora molte le persone e i professionisti poco informati che, nonostante le evidenze scientifiche inequivocabili, considerano ancora il parto in casa come un evento rischioso. Gli studi mostrano, invece, che il parto in ospedale ha un rischio maggiore di interventi molto invasivi (episiotomia, che in Italia ha tassi altissimi, forcipe, ventosa, kristeller) e cesareo, mentre non aumentano i rischi per la salute di madre e neonato.
Il parto a domicilio è sicuro e la paura è quasi sempre legata a un priming culturale (in molti paesi del nord europa è per esempio molto diffuso e preferito dalle donne).
Da anni ormai è dimostrato che un travaglio per iniziare, e soprattutto progredire, necessiti di ossitocina, chiamata anche ormone dell’amore, rilasciata in condizioni di benessere, calma e relax, in particolar modo se la donna si trova in un luogo conosciuto, intimo, caldo e accogliente.
Immaginate di fare l’amore, dove vi sentireste a vostro agio? Gli ormoni coinvolti nell’atto sessuale sono gli stessi, pertanto l’esigenza della donna è molto simile. Si tratta quindi di un bisogno reale del corpo della donna e alcune lettrici potrebbero aver fatto esperienza di questo quando, giunte all’accesso del pronto soccorso scelto, hanno visto le loro contrazioni diminuire o addirittura sparire.
In Italia è previsto il rimborso parziale per il parto a domicilio, in Piemonte, Emilia Romagna, Marche, provincie di Bolzano e Trento, Lazio, e addirittura assistenza pubblica gratuita a Torino, Reggio Emilia, Modena e Parma.
Per altre informazioni riguardo all’assistenza ostetrica a domicilio o nelle case maternità, puoi consultare il sito di www.nascereacasa.it.

Per concludere vorrei ricordare che gli ultimi vent’anni sono stati cruciali per la ricerca: numerosi studi hanno infatti dimostrato che il feto è competente e che l’apprendimento inizia già nell’utero materno. Prima ancora di nascere il feto memorizza i gusti, la lingua materna, i suoni e le emozioni e inizia a crearsi un’aspettativa di vita, a pregustare il mondo che lo aspetterà una volta venuto alla luce.
È stata studiata l’esistenza di un periodo sensibile (cioè quel lasso di tempo in cui nell’individuo si creano condizioni ottimali per sviluppare determinate qualità e attività psicologiche) durante il quale è favorito un attaccamento sicuro madre-bambino, e ciò avviene nei primissimi minuti dopo la nascita.
Da questo momento, in cui il bambino dovrebbe essere lasciato esclusivamente con la sua mamma, dipendono una serie di effetti immediati e a lungo termine: una buona riuscita dell’allattamento, un’attaccamento sicuro, migliore capacità di autoregolazione a due anni di vita, livelli di depressione minori di madre e bambino e addirittura la capacità di risposta nelle relazioni sociali.
Credo sia chiaro, a questo punto, che il luogo della nascita sia un fattore cruciale e troppo poco considerato in confronto a quanto invece ci si impegni a organizzare e pianificare la vita futura del bambino, acquistando per esempio oggetti e accessori spesso superflui e dispendiosi.
Non esiste una scelta migliore dell’altra, il luogo del parto è una scelta strettamente personale che riguarda solo la coppia e il loro bambino. Ci sono motivazioni personali e molte anche culturali che potrebbero spingere la coppia verso una scelta anziché un’altra e nessuno ha il diritto di giudicarle.
È bene però prendere in considerazioni tutte le variabili e conoscere perfettamente come funziona il corpo della donna e le condizioni necessarie al travaglio e al parto.
Utilissimo quindi frequentare un percorso di accompagnamento alla nascita per essere realmente informati e accompagnati verso la scelta migliore perché da un buon parto dipende anche l’inizio di una buona genitorialità e da qui l’inizio del cambiamento dell’intera società.

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di Beatrice Sapori
Referente certificata Il Parto Positivo e Babybrains, cura il sito Venire al mondo, dare alla luce.

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