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Paura del parto? Usa il Metodo Bonapace per la riduzione del dolore!

Nei pensieri di tutte le donne più si avvicina l’epoca presunta del parto, più aumentano i sogni e le fantasie e spesso anche le paure crescono esponenzialmente con l’avvicinarsi del lieto evento. Oltre al pensiero per la salute del nascituro, la maggior paura è quella del dolore durante il travaglio.
Per fortuna sono sempre più diffusi approcci e tecniche che possono aiutare le partorienti ad affrontare con consapevolezza e serenità quelle ore che portano all’incontro più importante nella vita di una coppia.

Uno dei metodi più conosciuti e soprattutto più accreditati e validati da numerosi studi è il Metodo Bonapace. Nel 1989, dopo anni di ricerca e sperimentazione, una mediatrice familiare canadese e specialista del dolore, Julie Bonapace, in collaborazione con l’Università degli Studi e con l’Agenzia di Sanità Pubblica del Quebec, ha sviluppato il famoso Metodo Bonapace.
Il Metodo Bonapace è un metodo di riduzione del dolore in gravidanza, travaglio e parto che riduce il dolore delle contrazioni del 50% e che coinvolge in modo attivo il padre del neonato o la persona che starà vicina alla partoriente durante il travaglio e parto.

Gli obiettivi del Metodo Bonapace sono quindi:

  • ridurre il dolore della gravidanza e del parto
  • incoraggiare la partecipazione del padre
  • incentivare il parto fisiologico riducendo gli interventi medici

Tutto questo attraverso la creazione delle condizioni favorevoli per un parto fisiologico, preparando il corpo della mamma e soprattutto sfruttando quelle che Julie Bonapace definisce sensazioni forti, invece che sensazioni dolorose.

Il parto è senza dubbio un evento intenso, ma esistono meccanismi endogeni per gestirlo che le donne possono imparare a usare, attraverso la preparazione e la consapevolezza del proprio fisico, la comprensione del parto fisiologico e l’apprendimento di semplici tecniche di analgesia naturale.

Il Metodo Bonapace si fonda sui principi della neurofisiologia del dolore, cioè sullo studio delle reti di neuroni che regolano la sofferenza fisica.
Il dolore in questo Metodo viene visto come “guida”: infatti le sensazioni forti delle contrazioni non sono diverse da altri dolori, per esempio quando ci bruciamo la mano, la tiriamo indietro e la traiamo in salvo dalla fonte di calore. Allo stesso modo il dolore del travaglio guida la donna nei movimenti e nell’assunzione delle diverse posizioni per permettere alla testa del bambino di scendere nel canale del parto nel modo più corretto e quindi ridurre la durata del travaglio.

Ma se il dolore deve essere una guida, questo non vuol dire che non si possa ridurne l’intensità percepita dalla donna per far vivere un’esperienza positiva del parto alla coppia, possibilmente in modo non farmacologico per non andare a interferire con la cascata ormonale responsabile dell’avvio e del buon andamento del travaglio.

Metodo Bonapace: le tecniche

Le pratiche che propone il Metodo Bonapace comprendono diverse tecniche: di massaggio, meditazione o rilassamento e respirazione.

Il massaggio si divide in doloroso e non doloroso, da proporre alla donna durante la contrazione o tra una contrazione e l’altra. Il primo è il più efficace nella parte più intensa del travaglio, quando le contrazioni sono sempre più vicine e forti, con questo tipo di massaggio però è meglio impratichirsi solo nelle ultime settimane di gestazione, in quanto le zone che si vanno a stimolare corrispondono ad alcuni punti dell’Agopuntura che potrebbero favorire l’insorgere del travaglio.
Per quanto riguarda i massaggi non dolorosi sono già utilizzabili durante la gravidanza per i dolori fisiologici che una donna potrebbe avere, come per esempio il dolore sciatico.

Il rilassamento muscolare è importantissimo per la riduzione delle sensazioni forti. Infatti, durante la contrazione, il nostro corpo si contrae in modo involontario, aumentando così la percezione del dolore, ma se la mente è stata educata a rilassare la muscolatura ipercontratta fuori dal travaglio, sarà molto più facile farlo anche in un momento di stress fisico.

La respirazione, meglio se associata alla pratica delle posizioni dello yoga durante la gravidanza, aiuta a ricordarsi come respirare “bene” durante le diverse fasi del travaglio. È facile infatti lasciarsi prendere dalla paura e dall’agitazione e respirare in modo non corretto, rischiando così di andare in iperventilazione. È decisamente utile coinvolgere il partner anche in questa fase, così che possa aiutare e guidare la mamma nel caso in cui si dimenticasse di respirare in modo adeguato.
Legato alla respirazione, è l’uso dell’immaginario mentale. È infatti molto importante visualizzare le diverse fasi del travaglio e del parto già a partire dalle ultime settimane di gravidanza, per essere consapevoli di ciò che il nostro corpo e la nostra mente dovranno affrontare e per capire cosa vorremmo o non vorremmo che accadesse.
È dunque utile che ogni coppia condivida un “filmino ipotetico del parto” nelle ultime settimane di gravidanza, ma lasciando sempre la mente aperta a ogni evenienza, così da non rimanere delusi, spaventati o impreparati nel caso in cui qualcosa non andasse come ci si era prefissati.

Partorire senza stress con il metodo Bonapace

Queste tecniche basate su funzioni neurologiche e fisiche, associate al coinvolgimento attivo del partner durante la gravidanza e il parto, fanno quindi del Metodo Bonapace un metodo efficace e affidabile per ridurre lo stress del parto, per favorire un andamento fisiologico del travaglio e per far vivere l’evento nascita nel migliore dei modi alla coppia.

La partoriente si sente più consapevole di sé, del suo corpo e delle sue potenzialità, sentirà meno dolore durante il parto, favorendo così una partecipazione attiva e da protagonista del lieto evento. Il partner non si sente solo parte passiva e di contorno, al contrario diventa parte attiva e indispensabile per la donna per affrontare il travaglio. Il neonato beneficia di tutto questo grazie a un equilibrio ormonale materno ideale sia durante che dopo il parto, e di un travaglio dalla durata più breve.
Tutto ciò aiuta poi la coppia a diventare famiglia, favorisce un buon adattamento alla vita extrauterina del neonato, un buon attaccamento mamma-neonato e la buona riuscita dell’allattamento al seno.

Imparare le tecniche del Metodo Bonapace non è difficile, basta contattare una delle figure formate direttamente dall’ideatrice di questo Metodo, Julie Bonapace, il cui elenco è facilmente reperibile su internet.


di Roberta Giovanelli
Ostetrica e socia fondatrice del Gruppo MA.MA , associazione di professioniste dell’accudimento neonatale.


J. Bonapace, Partorire senza dolore con il Metodo Bonapace, Urrà, 2011.
J. Bonapace at al., Evaluation of the Bonapace Method: a specific educational intervention to reduce pain during childbirth, 2013.

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