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parto naturale

Il parto naturale, così come si è evoluto in milioni di anni di storia dell’uomo, ha natura e tempistiche ben diverse da quelle riscontrabili nei reparti maternità.
Oggi si partorisce per lo più in contesti ospedalieri dove è previsto il ricorso alla tecnologia, l’utilizzo di farmaci per la stimolazione e l’agevolazione del parto e, nel caso, l’intervento medico o chirurgico.
Non è un caso che, specie nel nostro Paese, si registri, a scapito dei parti naturali, un netto aumento dei cesarei, considerati non più in termini di urgenza in caso di gravi complicanze durante il travaglio ma in senso preventivo, come sinonimo di nascita sicura.
I tempi ospedalieri impongono ritmi incalzanti che non si addicono all’atto di partorire un bambino: partorire naturalmente significa infatti riappropriarsi della fisiologia stessa della nascita, che richiede intimità, raccoglimento, tempo, pazienza e fiducia affinché gli “ormoni dell’amore” possano fluire liberamente aiutando la madre a dare alla luce il proprio bambino e a “innamorarsi” di lui.
L’attesa e il parto (specie il dolore del parto) possono essere gestiti in maniera naturale, con accorgimenti mutuati al sapere antico e la consapevolezza dei cambiamenti e degli eventi fisiologici legati a queste straordinarie esperienze.

Perché preferire il parto naturale e quando sceglierlo

Nel momento in cui una donna si trova nella situazione di scegliere tra parto normale o cesareo, dovrebbe aver ben presente tutti i pro e i contro di una e dell’altra pratica.
Partorire naturalmente è un atto di fiducia nelle proprie capacità, nelle proprie risorse e nel proprio istinto.
In sala travaglio la futura mamma si trova, il più delle volte, immobilizzata su un freddo lettino, senza libertà di movimento perché attaccata a un ecografo o a una flebo, sollecitata dagli “ordini” del personale che le suggerisce come respirare, come muoversi, come spingere.
Il parto naturale prevede lo sprigionarsi di un vero e proprio cocktail di ormoni, detti “ormoni dell’amore” senza i quali il processo viene messo a serio rischio. Perché questi ormoni possano essere liberi di fluire, il travaglio e il parto devono svolgersi in un contesto di intimità, di tranquillità e di silenzio, in penombra, al caldo (ben diverso dall’ambiente asettico, freddo, rumoroso e iperilluminato di una sala parto).

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Come avviene il parto naturale

Ma come avviene il parto naturale?
Non possiamo prevedere con esattezza che un parto sarà assolutamente spontaneo e naturale, che non si dovrà intervenire farmacologicamente o chirurgicamente; l’importante è accogliere ciò che verrà.
Il parto naturale consente il rilascio più dolce del cocktail di ormoni del parto, rendendo più semplice il passaggio dalla gravidanza al parto.
Sono chiamati in causa ossitocina, beta-endorfine, catecolamine, epinefrina e norepinefrina (adrenalina e noradrenalina), prolattina. Questi ormoni messi in gioco durante il parto naturale fanno sì che la donna sia in grado di sopportare il dolore, gestire le varie fasi del travaglio, prepararsi emotivamente all’imminente nascita del suo bambino.

La gravidanza nel parto naturale

La maggior parte delle donne può scegliere di avere un parto naturale, ma la sicurezza che il parto non subisca complicazioni in questo caso è fondamentale!
Questa sicurezza nel parto naturale deve essere garantita dall’attenta e costante sorveglianza di un’ostetrica, che durante la tutta la gravidanza sarà sostegno  primario della futura mamma.
Le condizioni fondamentali per affrontare al meglio un parto naturale sono, com’è ovvio, essere in buona salute, che la gravidanza abbia avuto un decorso regolare e di conseguenza che i rischi legati al parto siano relativamente bassi.

Travaglio e parto naturale

Il travaglio di parto è governato da un delicato equilibrio ormonale che preparano l’utero, e in particolare la cervice, all’espulsione del bambino.
Al termine delle 40 settimane il collo dell’utero deve dilatarsi fino a circa 8-10 centimetri per permettere al bambino il passaggio verso il canale del parto.
La dilatazione nel parto naturale deve avvenire per gradi e senza fretta per non provocare danni ai tessuti materni, permettere al bambino di adattarsi al canale del parto e trovare gli spazi migliori per il suo passaggio. Quando il collo dell’utero è pressoché dilatato completamente, la testa del bambino ha lo spazio necessario per progredire nel canale da parto.

Come favorire il parto naturale?

  • Cammina, cammina e cammina.
  • Fai un bagno o impacchi caldi.
  • Prepara le tue tisane preferite.
  • Concediti un massaggio rilassante.
  • Non escludere i rapporti sessuali, che stimolano la produzione di ossitocina (l’ormone dell’amore).

Il momento del parto

Il parto naturale richiede tempo, e per ogni donna questo sarà più o meno lungo.
Ogni fase del travaglio e del parto naturale ha un proprio significato profondo, e talvolta misterioso, che merita il giusto rispetto.

Quali sono i primi sintomi del parto?

I segnali più importanti che annunciano l’inizio del travaglio sono:

  • l’emissione del tappo cervicale;
  • l’inizio di contrazioni regolari;
  • la rottura spontanea delle membrane (“rottura delle acque”).

Cosa succede al momento del parto?

Durante il travaglio, la muscolatura liscia uterina (miometrio) viene sottoposta a contrazioni isometriche intermittenti che, iniziando sul fondo dell’utero, si estendono attraverso il corpo verso il segmento uterino inferiore, esercitando su di esso e sulla cervice una forte pressione.

Come si fa a partorire?

Non esiste un manuale che spieghi alla donna come si fa a partorire o “se saprà spingere”, proprio perché nel momento in cui si ritroverà a farlo il tutto si svolgerà in maniera del tutto naturale. La spinta è un riflesso automatico dovuto alla pressione della testa del bambino sui muscoli del perineo.

Quanto fa male il parto naturale?

Prima di tutto dobbiamo iniziare a pensare che il dolore nel parto ha un ruolo.
Durante il travaglio, il dolore cambia di intensità e localizzazione. Lo stesso dolore, quindi, aiuta la donna a capire come gestire al meglio il parto.
Le prime due fasi del travaglio di parto (periodo prodromico e fase dilatante) sono caratterizzate da un dolore di tipo viscerale e riferito, mentre la fase espulsiva è caratterizzata da un dolore di tipo somatico altamente localizzabile.

Dove farlo? I luoghi del parto

Come anticipato all’inizio, oggi si partorisce per lo più in contesti ospedalieri.
Tuttavia, molti studi condotti nel corso di anni confermano che per le famiglie moderne il parto in casa è una scelta sicura: le donne che decidono di partorire in casa hanno una minore probabilità di dover assumere farmaci o subire interventi e una maggiore probabilità di avere un parto naturale.

Come approfondire il tema del parto naturale

La gravidanza è uno dei momenti più importanti nella vita di una coppia.
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