1 milione di bimbi italiani obesi, ma le mamme non li vedono grassi


L’indagine ‘Okkio alla salute’ rappresenta la prima mappa nazionale di sovrappeso e obesità nei bambini italiani. Un lavoro che disegna una situazione molto diversa tra Nord e Sud del Paese.

Ad aprire l’elenco dei bocciati troviamo la Campania, con un tasso di obesità record pari al 21% (contro la media nazionale del 12%), mentre il record in positivo va al Friuli Venezia Giulia (4%). E ad allarmare di più gli specialisti riuniti in questi giorni nella sede Eur del ministero c’è il fatto che le mamme italiane sembrano non vedere guance piene e girovita allargato dei loro figli. Sembra, infatti, che ben quattro mamme su dieci con bimbi in sovrappeso non ritengano che il proprio figlio abbia un problema di questo tipo. L’indagine ha coinvolto i bimbi di terza elementare di 18 regioni, misurandone peso e altezza e calcolando l’indice di massa corporea.

I numeri sono stati poi proiettati a tutta la popolazione tra i 6 e gli 11 anni, scoprendo una Penisola a ‘blocchi’: un Nord più magro (Sardegna compresa) fa da contraltare a un Centro più pieno e a un Sud decisamente in allarme rosso. In particolare, se il sovrappeso appare diffuso, con valori vicini alla media nazionale del 24% nelle diverse aree, per l’obesità si riscontrano più variazioni. “I numeri di Campania (21%), Sicilia (17%), Molise (16%) e Calabria (16%) – rileva Angela Spinelli dell’Iss, responsabile scientifico del progetto – si scontrano con una media nazionale del 12%, e con i minimi di Friuli Venezia Giulia (4%), Valle d’Aosta (6%) o Sardegna (7%)”, elenca.

“Un bimbo obeso nel 28% dei casi presenta sindrome metabolica, e questo vuol dire seri rischi per la salute da adulto”, ricorda la Martini. Insomma, dallo studio emerge un quadro allarmante, che colloca l’Italia in una zona di pericolo e che sarà oggetto di confronto con un’analoga indagine internazionale, targata Organizzazione mondiale della sanità e ancora in corso. Il progetto diventerà annuale e permetterà di monitorare la situazione e gli effetti degli interventi studiati per contrastare l’epidemia di chili di troppo. Ma già oggi ha permesso di gettare uno sguardo su abitudini a tavola e attività fisica dei giovanissimi, evidenziando una serie di punti dolenti. A partire dalla prima colazione. L’11% dei bimbi la salta e il 28% la fa in modo sbagliato. La merenda di metà pomeriggio è troppo calorica per l’82%, e quasi un piccolo su quattro non consuma né frutta né verdura.

Inoltre solo un bimbo su 10 pratica l’attività fisica raccomandata per la sua età. E anche alla luce di questo dato si auspica che il sottosegretario al Welfare intervenga in prima persona, affinché l’ora di attività fisica obbligatoria nelle scuole primarie raddoppi.

Così il girovita lievita, ma non agli occhi di mamma. Tra le madri di bimbi in sovrappeso ben quattro su dieci non pensano che il figlio pesi troppi, inoltre queste mamme sottovalutano la quantità di cibo assunta dai bambini.

E a scuola? La situazione sembra migliore: il 64% delle scuole ha una mensa e il 12% prevede la distribuzione di alimenti sani. Il 74% delle scuole, inoltre, ha inserito nei programmi approfondimenti in tema di nutrizione e il 71% delle classi svolge due ore di attività motoria a settimana. Bene, ma non abbastanza. Occorre curare di più la qualità e la quantità degli alimenti per i nostri bambini, ed evitare l’eccesso di merendine piene di grassi e conservanti.

Troppo spesso l’obesità in Italia non viene percepita come una malattia, ma come un segno di benessere. Occorre “dire no alla tv usata come babysitter e al cibo usato per gratificare i figli. Con il risultato che ai loro occhi perde il suo valore nutrizionale. Dobbiamo insegnare ai piccoli a nutrirsi in modo sano sapendo di tutelare in questo modo la loro salute”.

Ulteriori informazioni:

www.ministerosalute.it


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