L’hi-tech sbarca alle elementari…


Si tratterebbe della scuola ICT (Tecnologie di informazione e comunicazione) che vede nella Redeemer Church of England il proprio fiore all’occhiello: qui gli alunni, già a partire dai 5 anni, invece che con libri, penne e quaderni, sono costantemente alle prese con strumenti tecnologici di ogni tipo.

Le diverse attività hanno la durata massima di 15 minuti, che assicurerebbe il coinvolgimento dei bambini (la cui attenzione – pare – duri non più di 5 minuti), ai quali non vengono insegnate materie “tradizionali” quali storia o geografia, ma attività che ne stimolino le capacità artistiche e l’inventiva (ad esempio girare un film), il ragionamento e la “conoscenza e comprensione del mondo”.

Con quali strumenti didattici? Giochi d’ingegno dell’iPod, quiz interattivi, utilizzo di dispositivi portatili per rispondere alle domande degli insegnanti… Il tutto all’interno di un’aula unica, in cui è altresì prevista la presenza di un’area per la consultazione di libri e le attività manuali.

Secondo Gill Ross, l’insegnante che, con l’aiuto di un collega e di due assistenti, gestisce l’intera classe, i bambini apprendono ugualmente e “senza nemmeno rendersene conto”.

Un certo scetticismo nei confronti di certa pedagogia ci pare, tuttavia, d’obbligo…

Fonte: Corriere della Sera.it


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