Prodotti biologici, io dico sì!

Alimentazione biologica: molti sono scettici, temono i costi elevati e pure le fregature.

Io sono pro-biologico e qui di seguito vi spiego il perché. Mi sono “convertita” al bio in modo progressivo, e il salto l’ho fatto soprattutto con qualche informazione in più. Purtroppo ho approfondito questi temi quando le mie bimbe erano già svezzate, ma non è mai troppo tardi per cambiare!

Da un punto di vista commerciale i prodotti bio sono quelli che espongono un marchio, una certificazione a conferma del fatto che sono prodotti senza pesticidi e residui chimici di sintesi. Ed il punto è proprio questo: fitofarmaci, agrifarmaci, anticrittogamici, pesticidi (i nomi poi riconducono sempre agli stessi prodotti, ma sono un po’ inquietanti, non trovate?) sono utilizzati in agricoltura, e di conseguenza in allevamento, per aumentare la produzione, per evitare la crescita di malerbe, per avere rese maggiori a costi minori.

Ma se consideriamo il bio slegandolo dal suo aspetto commerciale come lo possiamo definire? Possiamo dire, ad esempio, che si tratta di alimenti prodotti secondo la logica della vita e l’etimologia della parola ci riporta proprio a questo: bios significa vita, logos è il discorso, la ragione.

Certo, per sopravvivere l’uomo ha dovuto cercare strumenti per dominare la natura, ma forse negli ultimi decenni ha esagerato un po’! L’agricoltura intensiva si è trasformata rapidamente in monocultura, impoverendo il territorio della biodiversità, facendo perdere molte competenze alle nuove generazioni di agricoltori e ortolani e facendo lavorare soprattutto la grande distribuzione organizzata, che ha strozzato i contadini e imposto prezzi impossibili, ma questa è un’altra storia.

Il residuo di pesticidi oltre a finire nelle nostre pance (con effetti che non sappiamo ancora definire), finisce nell’acqua e nell’aria, produce inquinamento marino. Alcuni pesticidi negli anni sono stati tolti dal commercio, perché riconosciuti tossici.

Io, in tutta sincerità, preferisco non rischiare o almeno rischiare meno per me e per la mia famiglia e, al tempo stesso, desidero che i miei acquisti siano il più possibile a basso impatto ambientale e il mondo del biologico si muove in questa direzione.

Ovviamente l’ideale sarebbe autoprodursi verdura e frutta con orto e frutteto, ma se questo non è possibile ci sono molti modi per trovare prodotti bio a prezzi accettabili, o per organizzarsi in modo da produrre qualcosa sul balcone.

Il bio fa bene a chi lo consuma ma anche a chi lo produce e persino a chi non lo acquista! I coltivatori che non usano prodotti chimici sono meno esposti, il loro lavoro è più salutare, il territorio limitrofo sarà meno inquinato e si avvierà un circolo virtuoso positivo a cui dobbiamo tendere collettivamente.

Infine un cenno alla qualità: il cibo biologico è qualitativamente migliore, non certo più nutriente, ma privo (o quasi privo) di veleni.

Ovviamente non è tutto oro quello che luccica: il bio è costoso e va scelto con criterio, seguendo alcune regole di base, che valgono a prescindere, sono regole di buon senso che dovremmo adottare in ogni caso se vogliamo avvicinarci ad uno stile di vita più sostenibile (ne parleremo la prossima volta!).

E voi avete scelto il bio? Se no, cosa vi frena? Se sì cosa vi ha spinto a cambiare rotta?


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