Il bambino abusato da una nuova cultura

Attenti! Oggi il bambino è abusato dall’Uomo nero che si nasconde nella cultura.

Non è una favola, l’Uomo nero esiste davvero. Ma non ha le sembianze di un orco cattivo pronto ad assalire i nostri bambini. No, le sue sembianze sono molto più sfumate, quasi sbiadite, difficili da vedere ad un primo sguardo, ma i suoi tentacoli sono molteplici, molto lunghi, si ramificano in un complesso intreccio per arrivare poi comunque al loro obiettivo: i bambini.

Questa nuova e più moderna versione dell’Uomo nero si chiama “cultura”: semplicemente l’insieme di valori, regole, leggi, pensieri dominanti e di riferimento condivisi da un grande numero di persone e che si esprime quotidianamente attraverso la politica, i media, la scuola, la letteratura.
Perchè la nostra cultura, e dunque la nostra società, è diventata come un orco predatore di bambini?
Perchè in questi ultimi anni stiamo assistendo ad una ondata di perversi fenomeni che si sta abbattendo ferocemente e senza sosta contro i nostri bambini. Abbiamo giustamente difficoltà a credere che sia tutto vero, pensiamo si tratti di bufale pensate e diffuse da menti malsane che pensano così di farci divertire. In realtà tutto risulta essere drammaticamente vero.
Senza mezzi termini, la questione è questa: si sta tentando, passo dopo passo, di legittimare la pedofilia e l’attività sessuale tra adulti e bambini e di farla passare come un comportamento normale, sano, che non può in alcun modo creare danni ai bambini.
Vorrei in questo articolo invitarvi a seguirmi; mi rendo conto che sono tematiche spiacevoli, che ci fanno sicuramente male e che preferiremmo non dover affrontare, ma è importantissimo farlo. Lo dobbiamo ai nostri bambini.
Vediamo in sintesi alcuni di questi determinanti “passi” verso una società che giustifica, approva e promuove i rapporti sessuali tra adulti e bambini.
In ambito giurudico-politico:
1) Recentemente una sentenza della Corte di Cassazione (n. 45179 del 8 novembre 2013) annulla la precedente sentenza della Corte di Appello di Catanzaro che ha condannato un assistente sociale di 60 anni per violenza sessuale nei confronti di una bambina di 11: è stato stabilito che bisognava tenere conto dell’ “attenuante” a favore dell’imputato pedofilo, perchè tra l’uomo e la bambina si era sì creata una relazione sessuale, ma il sesso era inserito in una più ampia relazione affettiva, sentimentale, in parole semplici in una “relazione d’amore tra l’adulto e il bambino”.

Questo non può che farci sconcertare e allarmare: non può esistere una forma di vero amore (maturo ed erotico) tra un adulto e un bambino. La bambina non era innamorata, è stata semplicemente plagiata, manipolata e dunque quello che hanno chiamato “sentimento”, altro non è che in realtà “paura”. Conosciamo tutti la cosiddetta “sindrome di Stoccolma”, per cui la vittima di un carnefice si “affeziona” a questo; ma non lo fa consapevolmente, bensì in preda a meccanismi di difesa inconsci che le dicono “non mi sta realmente succedendo questo; è troppo doloroso per me, non posso sopportarlo, sono totalmente impotente; mi devo convincere che ciò che mi viene fatto non è realmente un male, che il carnefice ha le sue buone intenzioni e che sostanzialmente non è malvagio; questo mi porta ad empatizzare con lui, ad affezionarmi, finanche a difenderlo”.

Sostanzialmente, non potendo la bambina tollerare e gestire la paura e il dolore per le attenzioni sessuali dell’anziano signore, trasforma questi sentimenti nell’esatto contrario, quello che crediamo sia amore, e ribalta così la situazione da vittima passiva a complice attiva. Ma è tutta una finzione della mente, la bambina non può che soffrire moltissimo per quello che le viene fatto e serie saranno le conseguenze degli abusi subiti. Per questi motivi ritengo che quella considerata come “attenuante”, sia in realtà una “aggravante” perchè, oltre alla violazione fisica della bambina, l’adulto ha creato nella bambina una dipendenza forzata che a livello psicologico è altrettanto grave.

Altra aggravante sta nel fatto che l’assistente sociale era per la bambina un tutore, dunque una figura adulta di riferimento che avrebbe dovuto sostenerla e proteggerla dalle sofferenze già vissute nella propria famiglia e per le quali era stata data in affidamento ai servizi sociali.
2) Recentemente anche la politica italiana ha in qualche modo avallato l’ipotesi che la pedofilia sia normale e da non condannare:
– l’onorevole Santolini tempo fa ha dichiarato apertamente: “Il mio orientamento sessuale e’ l’eterosessualita’, ma ce ne sono anche altri, come l’omosessualita’ e la pedofilia”. Ricordiamo che l’omosessualità è effettivamente ormai da anni non più considerata come una malattia e non ha mai comunque rappresentato un crimine. La pedofilia sì.
– anni fa l’onorevole Vendola dichiarò questo: “Non è facile affrontare un tema come quello della pedofilia ad esempio, cioè del diritto dei bambini ad avere una loro sessualità, ad avere rapporti tra loro, o con gli adulti, e trattarne con chi la sessualità l’ha vista sempre in funzione della famiglia”. Caro Vendola no, non è facile affrontare questo tema…direi che è totalmente folle e perverso.
– recentemente l’onorevole Giovanardi ha proposto un emendamento per il rispetto e la non discriminazione delle minoranze con orientamenti sessuali diversi da quelli più comuni: “o fondate sull’odio ovvero disprezzo o comunque palese ostilità tesa concretamente a ledere l’incolumità, la dignità e il decoro delle persone che manifestino anche solo apparentemente, ancorché non apertamente, orientamenti omosessuali, bisessuali, eterosessuali, pedofili, se tali condotte discriminatorie siano poste in essere a motivo del loro orientamento sessuale e siano espressione di violenza o ostilità verso la persona e non di pensiero verso l’orientamento sessuale e lo stile di vita in sé”.
Giovanardi ci dice sostanzialmente che non è giusto criticare e discriminare gay, bisessuali o transessuali, e fin qui non ci trovo nulla di strano. Ma ci dice anche letteralmente che non dobbiamo più permetterci di discriminare anche i pedofili! Poverini, hanno anche loro dei diritti, non fanno male a nessuno, rispettiamoli!
3) Alla fine degli anni ’80 uno psichiatra americano, tale Richard Gardner, inventa di sana pianta una malattia, la Pas (Sindrome di alienazione genitoriale) che ad oggi non ha ricevuto alcun riconoscimento scientifico. Secondo questa “diagnosi”, quando un bambino non vuole vedere uno dei genitori, motivando questo rifiuto con il fatto di subirne maltrattamenti (di tipo fisico, sessuale o psicologico), in realtà questo bambino sta sempre mentendo e riferendo cose non vere, ma architettate da uno dei genitori contro l’altro.

In sostanza un genitore manipola il figlio per fargli dire cose non vere contro il partner. Ora, sicuramente esistono situazioni in cui questo può avvenire e ciò si configura tra l’altro come un reato perseguibile penalmente. Il problema, però, è che si tende troppo spesso e con estrema leggerezza a porre diagnosi di questa presunta inesistente Pas e che sostanzialmente porta alle seguenti tragiche conseguenze per il bambino:

– Il bambino mente e non è credibile, anche se sta dicendo la verità.

– E’ “malato/alienato” e pertanto va curato, sostanzialmente allontanato dal genitore che lo ha alienato/manipolato, “resettato”, cioè gli viene fatto un contro-lavaggio del cervello affinché recuperi forzatamente il rapporto con il genitore contro il quale sarebbe stato messo su.

– Nella stragrande maggioranza dei casi il bambino viene inserito in una struttura cosiddetta “neutra/protetta” (casa-famiglia) affinché possa “guarire”.
Credo tutto ciò sia drammatico: anche se il bambino dice la verità, anche se è vero che c’è un genitore maltrattante, in automatico scatta la diagnosi di Pas con tutte le sopracitate conseguenze per il bambino e per il suo sano rapporto con l’altro genitore che invece non sta facendo altro che cercare di proteggerlo. Il bambino non viene ascoltato, non si fanno indagini approfondite per comprendere davvero la realtà dei fatti, ma di default si parla di Pas.

Ma non finisce qui. Tale Gardner (morto suicida) era un apologeta della pedofilia, nelle sue opere (auto-pubblicate), è arrivato ad affermare che la pedofilia è normale, che c’è un po’ di pedofilia in ognuno di noi e che se un padre abusa della figlia la colpa è della moglie perchè, non soddisfacendolo sessualmente, costringe il povero uomo a riversare i suoi legittimi istinti sessuali sulla figlia.

Parte anche lui dal concetto freudiano di un bambino naturalmente “perverso” alla continua ricerca del piacere sessuale. La sua Pas sembra dunque essere stata creata ad hoc per avallare e consentire le sue perversioni: se per esempio un padre abusa della sua bambina e questa insieme alla madre denunciano il fatto, ecco che puntualmente arriva l’ancora di salvataggio; con la Pas levo il bambino alla madre e lo consegno direttamente al padre affinché, in tutta tranquillità e senza più interferenze esterne, costui possa continuare a perpetrare l’abuso.

So che sembra pura follia, ed evidentemente lo è, ma è ciò che sempre più spesso accade nei nostri tribunali. La Pas è stata spesso utilizzata proprio per difendere padri che poi è stato dimostrato essere realmente dei pedofili. Gardner proprio con la sua Pas difese in prima persona il regista Woody Allen accusato di aver abusato della figliastra Dylan quando aveva solo sette anni. In questi giorni quella bambina, oggi adulta, è uscita allo scoperto e ha rivelato gli abusi reali subiti dal patrigno. Praticamente Gardner ha creato una sorta di legge “ad personam”, che tutela lui, i pedofili e tutti gli apologeti della pedofilia.

La prossima volta parleremo di come l’orco cattivo si celi dietro i media, la pedagogia e la sanità…

Alessandro Costantini


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2 risposte a “Il bambino abusato da una nuova cultura”

  1. Silvana S. scrive:

    Grazie che ci sei Alessandro!
    I tuoi articoli sono illuminanti e non vedo l’ora di leggere il tuo libro.

  2. Alessandro scrive:

    Grazie a te Silvana!

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