Genitorialità ad alto contatto e adolescenza

Molti genitori iniziano con grande entusiasmo a desiderare per i propri figli il migliore inizio possibile nella vita, scegliendo una genitorialità ad alto contatto: parto naturale, rifiuto del trauma della circoncisione, allattamento per almeno tre anni o più, bambini portati tutto il tempo, sonno condiviso per diversi anni, e l’ideale di un atteggiamento premuroso e gentile quando i piccoli iniziano ad affermare la propria volontà e a esprimere il disappunto e lo scontento.

È triste, però, notare che fra i 7 e i 12 anni in troppe famiglie che avevano iniziato dando priorità all’attaccamento cambia qualcosa: mamma e papà smettono di pensare prima di tutto alla relazione e al contatto e permettono l’insinuarsi di pratiche genitoriali della cultura dominante. Questo si traduce spesso nel mandare i figli a scuola* a subirne tutti gli aspetti dannosi, nell’essere passivi e permettere che i media, il consumismo, la cultura dei coetanei e le mode prendano il sopravvento e li rendano schiavi. E, cosa ancor più tragica, le madri si allontanano dai figli più grandi perdendo con loro il contatto fisico e emotivo.

Se già i bambini dai 7 ai 12 anni vengono pian piano assorbiti dagli ideali della cultura dominante incentrati sul consumismo e l’individualismo, che ne sarà degli adolescenti? Si sentiranno di certo molto persi e distaccati!

Persino negli scritti delle comunità di genitori ad alto contatto ci si riferisce agli adolescenti con una dolorosa negatività e il consiglio ai genitori è quello di farsi da parte, di lasciar andare, perché gli adolescenti devono separarsi da mamma e papà. Dopo anni in cui hanno “lasciato andare”, i genitori accettano passivamente che il comportamento indifferente e distaccato degli adolescenti sia “naturale”, e vi si assoggettano: li spingono lontano e li lasciano andare ancor più.

La nostra società sembra a disagio di fronte all’intimità fra un genitore e un adolescente, soprattutto se si tratta di madre e figlio. Esistono profonde ferite culturali nell’inconscio collettivo che continuano ad appartenerci. Il risultato tragico di certi pregiudizi che gravano in modo pericoloso sulla nostra emotività è che i ragazzi soffrono spesso un allontanamento fisico ed emotivo dalle madri già dagli otto o nove anni – dieci anni prima di poterlo tollerare! Gli adolescenti che si sentono alienati dai genitori sono spesso bloccati in dinamiche conflittuali, di amore e odio, di compiacenza e ribellione, di dipendenza e ostilità, o sono controllati o sono spinti via.

Nella tribù sudamericana degli Yequana, descritta ne Il concetto del continuum di Jean Liedloff, gli adolescenti e i giovani adulti mantengono un rapporto di interdipendenza con i genitori fino al matrimonio. Non esiste ribellione adolescenziale, nessuna “separazione” o mancanza di rispetto reciproca, i genitori non “spingono via”, non si “fanno da parte” e non “cacciano via dal nido”, neppure quando l’adolescente diventa adulto. Se i genitori di un giovane adulto muoiono, verrà adottato da un’altra famiglia del villaggio fino al matrimonio. L’affetto, l’accudimento fisico (soprattutto se si è malati o feriti), il sostegno e la protezione proseguono in molte società tribali pacifiche e non violente fino all’età adulta e al matrimonio.

genitorialitàE il fenomeno dei genitori elicottero di cui si parla nella cultura dominante americana (genitori iperprotettivi che esercitano un forte controllo sui figli – ndr)? Forse che essere genitori ad alto contatto di un adolescente equivalga ad essere iperprotettivi? Non v’è dubbio che il timore di restare aggrappati ai figli in modo insano sia di incitamento a reazioni culturali persino più pericolose. Il metodo famigerato della “madre tigre”, nuova etichetta sul vecchio problema del maltrattamento infantile, ne è solo un esempio (e ironia vuole che sia l’opposto di come nella realtà le tigri accudiscono la prole).

Sia il genitore elicottero che il metodo della madre tigre rientrano negli esempi di una genitorialità assai contraria all’intento della natura per la cura dei figli. I figli delle famiglie che interagiscono in questi modi non sviluppano un attaccamento sicuro; dipendono dai genitori in modi non sani, e implorano il soddisfacimento di bisogni primari che non sono mai stati soddisfatti. Vivono modalità di crescita soffocanti e opprimenti, mentalmente invalidanti, e, nel caso dei bambini trattati con durezza, anche fonte di traumi. I ragazzi cresceranno incompleti e feriti, insoddisfatti, stressati, svuotati e impoveriti. In entrambi gli estremi vivere e imparare in modo libero e gioioso è impossibile. I bisogni restano insoddisfatti e le passioni non sono guidate e curate. I genitori vivono al posto dei figli, controllandoli a ogni passo, offrendogli solo il miraggio di una relazione e di una vita che evapora al primo tocco. Non è questo l’intento della natura per i bambini, è invece un maltrattamento.

Essere genitori ad alto contatto significa mantenere saldo e sicuro l’attaccamento dalla nascita fino all’età adulta. Il comportamento e la stabilità emotiva degli adolescenti rifletteranno la qualità di questo attaccamento. Significa non far mancare l’affetto, le cure fisiche ed emotive, la propria disponibilità, empatia e sensibilità… Significa permettere agli adolescenti di dirigere la propria vita, l’apprendimento, i sani interessi e le passioni dando il proprio sostegno con lo stesso entusiasmo di quando erano piccoli.
Significa ascoltarli ogni giorno e condividere il loro entusiasmo, parlare degli argomenti che li interessano con apertura e onestà, come la pubertà, il sesso, la masturbazione, le questioni legate agli orientamenti sessuali, i principi morali, la giustizia sociale, gli eventi del mondo, la vita e la morte, la filosofia e la spiritualità. Significa trattarli con rispetto, dignità, umanità e cura – senza rivolgersi a loro con sarcasmo, cinismo, irritazione e disgusto.

Significa comprendere gli incredibili cambiamenti ormonali che avvengono in loro, e che potrebbero far sì che sembrino meno responsabili e collaborativi di quando erano più piccoli. Siate sensibili e festosi di fronte alle metamorfosi straordinarie del loro corpo e della loro mente! Significa proteggerli online e nella comunità dai media sessualmente espliciti, dagli adulti aggressivi (uomini e donne), dall’assuefazione alle droghe e ai media, e dalle situazioni sessualmente pericolose attraverso il dialogo, la discussione e l’onestà dei sentimenti e dei principi.

Essere genitori ad alto contatto vuol dire permettere agli adolescenti di essere se stessi, non ciò che desideriamo che siano, lasciar andare il controllo ma non la cura; guidarli nella vita e coltivare una relazione d’affetto, di serenità e di interdipendenza, in cui si sentano liberi di allontanarsi, di ritornare, di allontanarsi ancora, ritornare e volare via quando saranno pronti. Significa stringerli in un abbraccio di amore incondizionato e sostegno emotivo – un legame che durerà tutta la vita!

Traduzione dall’inglese di Michela Orazzini

tratto da theattachedfamily.com

*L’autrice è americana, ha una sua posizione personale in merito alla scuola che non solo è frutto della sua scelta individuale ma fa riferimento a un mondo e a un contesto scolastico comunque molto diversi dal nostro. Il bambinonaturale non prende una posizione rigida e apriori sulla scolarizzazione, ritenendo che possano essere molteplici le scelte che salvaguardano un forte attaccamento genitori-figli – ndr.


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