Latte materno e ostetriche in tv

Intanto il titolo “Ostetriche: quando nasce una mamma“.

 
La prima delle 8 puntate della trasmissione è andata in onda giovedì scorso, ma fin dalla presentazione e dalle anteprime girate in tv ed in rete ha creato moltissimo malumore sia tra i professionisti sanitari che si occupano dell’area materno infantile che nei gruppi di sostegno al latte materno.
Nel programma, delle ostetriche (vere purtroppo, non attrici) erudiscono i neo genitori in merito alla gestione del bebè in palese violazione del Codice Internazionale sulla Commercializzazione dei Sostituti del latte materno (in particolare gli articoli 6 e 7) ed il Codice Deontologico delle Ostetriche nel quale si legge: “L’ostetrica/o altresì aderisce al Codice Internazionale per la Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno, ne promuove il rispetto delle norme e si impegna a denunciarne eventuali violazioni.”
La prima bellissima reazione è stata quella dell’ostetrica Valentina Bonomi seguita da quella del collegio nazionale delle ostetriche  che ha lanciato un appello: “Mamme allattate al seno perché è il più bel regalo che fate ai vostri figli”.
Poi è uscito un bell’articolo sul Fatto Quotidiano  e anche l’ordine degli psicologi del Lazio ha scritto sul tema.

Da oggi è on line una petizione  per chiedere:
1. ai Collegi di appartenenza delle Colleghe coinvolte nella trasmissione l’invio di una lettera di richiamo, l’invito alla sospensione della propria partecipazione alla trasmissione e l’attivazione di tutte le misure che si renderanno necessarie e opportune;
2. alla Federazione Nazionale dei Collegi delle Ostetriche e a tutti i Collegi sul territorio nazionale:
– di farsi promotori presso i Collegi nel biennio 2015-2016 di formazione ECM obbligatoria per tutte le proprie iscritte sull’etica professionale, il conflitto d’interesse, il Codice Deontologico e il Codice Internazionale per la Commercializzazione dei Sostituti del Latte Materno e successivi aggiornamenti internazionali e nazionali nonché sulle linee di indirizzo del Ministero della Salute;
– di vegliare affinché siano rispettati i principi sanciti nel codice deontologico dell’ostetrica;
– di promuovere eventi di rilevanza mediatica per promuovere la figura dell’ostetrica come portatrice di buone pratiche professionali;
3. al Tavolo Tecnico del Ministero della Salute:
– un richiamo forte a tutti gli Ordini Professionali e alle Associazioni di categoria che si occupano di percorso della nascita sul tema del conflitto d’interesse, del Codice Internazionale e del rispetto “dello spirito e la lettera del Codice Internazionale”, come previsto dalle Linee di Indirizzo nazionali, in particolare ostetriche, pediatri, infermieri e ginecologi;
– che le società scientifiche e gli ordini professionali siano invitati a seguire l’esempio della FNCO e ad inserire nel proprio codice deontologico il rispetto dello spirito e della lettera del Codice, vigilando affinché questo aspetto sia rispettato;
– che, sull’esempio del Corso di laurea in Ostetricia dell’Università di Milano-Bicocca che lo scorso 14 dicembre è stato il primo in Italia a ottenere dall’UNICEF Italia il riconoscimento di “Corso di laurea amico dell’allattamento materno”, titolo attribuito per avere adottato nell’offerta formativa e nei tirocini curriculari gli standard previsti dall’UNICEF, le Università siano invitate ad adottare tali standard nei percorsi curriculari previsti per ostetriche, infermieri, infermieri pediatrici, assistenti sanitarie, dietiste, farmacisti, medici e nelle scuole di specializzazione in pediatria e ostetricia-ginecologia.

Insomma, ancora una volta “chi la fa l’aspetti”: il Codice non si tocca!

Sara Cosano e Luisa Mondo


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