Le caratteristiche dei bambini ipersensibili: come riconoscerli?

Mi presento: sono una Psicologa Psicoterapeuta, e mi occupo da qualche anno di un tema ancora molto sconosciuto in Italia: il tratto dell’ “ipersensibilità”.

Ciascun bambino alla nascita eredita la sua combinazione unica di tratti temperamentali, che costituiranno la sua personalità. Uno di questi comuni tratti ereditari è l’ipersensibilità, presente nel 15-20% dei bambini, e nella medesima proporzione in maschi e femmine.

Fino ad oggi la conoscenza di questo tratto è stata confusa con altre diagnosi o sottovalutata e scambiata per fragilità, emotività, debolezza, disagio. Dagli anni ’90 la dott.ssa Elaine Aron si occupa di studiare questo tratto negli adulti come nei bambini, e il mio obiettivo è portare questa conoscenza anche qui in Italia, per riuscire a comprendere, gestire e valorizzare al meglio i bambini con questa caratteristica.

I bambini altamente sensibili, o ipersensibili, sono quelli che percepiscono in modo più profondo i dettagli più sottili dell’ambiente, sono più facilmente sovraccarichi dagli stimoli intensi, come rumori forti o posti affollati, come sbalzi di temperatura o lunghi viaggi. Hanno spesso forti reazioni emotive e momenti di down. Sono introspettivi e abili osservatori. Nel 70 % dei casi sono introversi, e nel restante 30 % estroversi.

Il bambino ipersensibile si trova a percepire molti più stimoli e molto più intensamente degli altri, e questo gli provoca da subito disagi e suscettibilità che possono non venire comprese e accettate dal contesto familiare. Noterà ogni diversità minima nei sapori, ogni cambiamento nella temperatura, si lamenterà della confusione e piangerà quando verrà abbagliato dalla luce. Crescendo piangerà facilmente, si preoccuperà per cose di poco conto, ma sarà anche incredibilmente gioioso per altre, avrà ritmi più lenti perché tenderà a riflettere molto e a fare molte domande, oppure momenti frenetici e scoppi di irritabilità, spesso potrà essere particolarmente timido o intimorito dal giudizio degli altri e si accorgerà delle situazioni emotive che lo circonderanno senza che ve ne rendiate conto. Quando tutto questo accade, se si sente dire spesso “non è come senti”, “non provare ciò che stai provando”,“smettila di essere così sensibile/ emotivo” e in generale viene sminuita o negata la sua percezione sottile di ciò che accade nel suo contesto, rischia di vivere male questo suo aspetto per tutta la vita.

Nella mia esperienza professionale tra clinica, progetti nelle scuole e seminari sull’Ipersensibilità ad oggi ho incontrato molti adulti, molti genitori, e molti bambini che si sono riconosciuti in questa caratteristica e che grazie a questa consapevolezza sono riusciti a comprendere e gestire aspetti propri o del proprio figlio in modo completamente nuovo.

I bambini sensibili per funzionare al meglio hanno bisogno di un’ambiente particolarmente “calibrato” sia in senso materiale che emotivo, di ripetute rassicurazioni rispetto alle loro paure, anche se apparentemente “infondate” o non comprese dall’adulto, di ambienti non competitivi e di aspettative ragionevoli sulle loro performance, hanno bisogno di soglie adeguate di stimolazione che tengano conto della loro curiosità e nel contempo dei loro limiti di sovraccarico, necessitano di grande attenzione anche agli aspetti non verbali e al rispetto dei loro ritmi naturali.

Se accolti, ascoltati e valorizzati mostreranno aspetti notevolmente efficaci della loro sensibilità, come l’abilità di percepire le emozioni altrui e la naturale tendenza a farvi fronte, anche occupandosi dei loro bisogni e mostrandosi mediatori naturali, la capacità di trovare soluzioni creative ai problemi, e di entrare in sintonia con ambienti,  animali e persone in modo molto profondo.

Dott.ssa Elena Lupo, Psicologa e Psicoterapeuta ad indirizzo Biosistemico,  esercita l’attività clinica a Bologna. Dal 2016 è la prima esperta italiana di Ipersensibilità nella lista internazionale di HSP Comfort Zone come: “Licensed Therapist HSP-knowledgeable”.


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