Pannolini lavabili: anacronismo o civiltà?

Mi ha chiesto “ Ma secondo lei, dopo che il progresso ci ha portato i pannolini usa e getta, non le sembra anacronistico proporre i pannolini lavabili?”

Devo dire che questa domanda mi ha messo in crisi per diversi giorni, me lo sono chiesto e richiesto anche io e ho pensato che forse è un po’ come combattere “contro i mulini a vento”, il voler proporre alle mamme i pannolini lavabili. Per fortuna la crisi mi è durata solo pochi giorni!

Ma questo benedetto progresso, non è che porti anche un certo appiattimento della persona? Non è detto che il progresso sia sempre accettabile “in toto” o che comunque apporti solo benefici.

Io credo che sarebbe bello se tutti noi (a cominciare dai genitori e futuri genitori), tirassimo fuori la nostra “consapevolezza”, la “consapevolezza negli acquisti”, che non corrisponde sempre a quello che ci viene propinato dai media.

Cosa vuol dire acquistare pannolini usa e getta per mio figlio? Vuol dire produrre, in soli tre anni, una mole di rifiuti non smaltibili prima di 500 anni, pari a un campo di calcio; vuol dire spendere una barca di soldi, quando si potrebbe avere un prodotto più economico; vuol dire far indossare a mio figlio un pezzo di plastica non traspirante, intriso di gel chimici che aumentano l’assorbenza del pannolino e le irritazione della pelle del mio bambino; ma soprattutto, vuol dire (a mio parere), rinunciare all’opportunità di dare a mio figlio il primo esempio di civiltà e di rispetto verso il mondo che verrà.

Rossana Spampinato

(Foto Flickr: Pannolini lavabili stesi al sole di Gloria Rossi)


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