L’allattamento non si tocca!

“Ti vedo tirata…”

“Papà, sono un po’ stanca, lo sai, sono da sola”.

“Sei troppo tirata, dovresti allattarla meno mia nipote”.

Eccolo, lo sapevo: sempre le stesse parole.

Sei stanca? E’ colpa dell’allattamento. Sei sciupata, e smetti con quella tetta, la bambina è grande ormai!

Già, mia figlia è “grande”: 14 mesi, troppi per continuare a prendere il mio latte secondo mio padre…

E’ il mio latte alla base di tutti i miei problemi di madre indaffarata, di madre sfibrata da un trasloco appena finito che mi ha portato a 30 chilometri di distanza dalla mia famiglia, di una casa che non si pulisce da sola, della spesa che va fatta perché bambina e compagno devono pur mangiare (e magari anche io, visto che mi occupo di tutto e da sola!), stufa dei parenti di lui che non perdono mai occasione di criticarmi come educatrice, come casalinga, come…tutto.

“Sei tirata, smettila con questo allattamento!” è l’unica cosa che sa dirmi mio padre, anche ora che ce l’ho a 30 chilometri, e che vorrei sentirmi dire ben altro, da lui, da mamma, dai parenti…

“Hai il viso stanco, va’ a risposare un po’ con la bambina, ci penso io alla cucina e ai piatti”

“Beh, la bambina è un grande impegno, non puoi fare tutto. Chiudi un occhio, alla casa ci pensiamo poi insieme”

“Lascia stare la spesa, ci penso io che tanto vado a farla anche per noi”

“Mi spiace che adesso abitiamo lontani…che ne diresti se ti cercassimo un aiuto in casa? Prendilo come regalo di compleanno per nostra nipote!”

Questo vorrei sentirmi dire, papà! E non che la società oggi è questa, che bisogna fare come ci viene richiesto di fare. Vorrei che mi dessi una mano, non che ti liberassi la coscienza per l’aiuto che non puoi – o non vuoi, o NON SAI! – darmi perché tu e mamma siete lontani, siete presi da tante cose e io e la bimba non siamo compresi nei vostri impegni!

Vorrei poter pensare SOLO a tua nipote, che è la cosa PIU’ IMPORTANTE, e non dovermi sentire oppressa dalle aspettative tue, dei parenti, del mio compagno, della “società”, capaci solo di criticarmi perché “allatto” e “mi dedico” a mia figlia, e “trascuro” tutto il resto, me stessa compresa!

Non sono io e la bambina a dover andare incontro alla società, ma LA SOCIETA’ a venire incontro a NOI, e a TUTTE le MADRI! Smettetela di dirmi dove sbaglio, quello che NON FACCIO. Troppo facile invitarmi a piantarla di fare madre-coraggio ed essere la casalinga perfetta, per non doversi caricare della responsabilità di darmi un aiuto pratico nelle faccende di tutti i giorni e permettermi così di allattare in santa pace mia figlia!

Sì papà, sono tirata, perché stanca dei commenti non richiesti, stanca delle vostre critiche a distanza, stanca della vostra assenza e stanca di un mondo che non apprezza né me, né le altre mamme che come me fanno solo quello che è giusto fare: allattare, accudire e seguire i propri bambini.

Alla casa, alla spesa, alla posta, al pranzo e alla cena, al bucato…perché non ci pensate voi?!?!

Io ho già molto da fare, e lo faccio bene e tutto da sola: crescere la mia bambina, tua nipote!

E adesso scusami, papà, ho da fare: devo allattarla…

Ho provato a immaginare il dialogo tra una madre che ha scelto l’accudimento ad alto contatto per la sua bambina e un padre, un nonno, forse “figlio” di un tempo e di una società che hanno cercato di sacrificare questo modello a uno stile genitoriale conforme ai diktat di indipendenza, efficientismo, prestazione…distacco.

Mettendo alla gogna la manifestazione più naturale e indiscutibile del rapporto tra una madre e il suo bambino: l‘allattamento.

Sono sicura di aver dato voce a molte di voi, di certo alla lettrice che mi ha scritto l’altra mattina facendomi custode del suo sfogo di mamma sola e poco compresa, invitandomi a condividere in questo spazio la propria esperienza.

L’allattamento non si tocca! Qualche esame di coscienza in più non guasta 😉

(e se volete difendervi dalle critiche non richieste, date un’occhiata alle vignette di Allattare è facile! )

Beatrice Cerrai

Potrebbe interessarti anche