Immaginate… Unschooling!

Immaginate di passare tutta la giornata con la persona che amate.
Sì, provateci! Immaginate questa fortunata condizione: trascorrere tutto il vostro tempo insieme a chi amate di più. Non in vacanza, no: in una situazione di vita quotidiana, tutti i giorni, per tutta la settimana, tutto l’anno. In una situazione normale, cioè caratterizzata dalle solite incombenze come cucinare e riordinare in casa, ma senza la frenesia di orari e ritmi imposti. Potete condividere ogni scelta, qualsiasi decisione.

Al mattino vi alzate senza sveglia, senza stress; vi coccolate un pochino nel letto mentre superate la fase del risveglio vero e proprio.
Poi vi alzate e cominciate a preparare insieme la colazione, scegliendo gli ingredienti che più vi piacciono e che ritenete idonei alla vostra alimentazione. Vi mettete su la musica che preferite, oppure cantate e suonate voi e chiacchierate dolcemente, a bassa voce, mentre cucinate e anche mentre fate la colazione. Tra le altre cose, decidete insieme come organizzare quella giornata.

Magari la vostra persona speciale propone di andare a fare una passeggiata in bici o a piedi, un picnic: con calma, vi preparate e partite.
Oppure invece dovete andare a far la spesa. Ci andate insieme e scegliete i prodotti, in base alle vostre esigenze, ai menu che avete in testa, alle vostre scelte dietetiche o alimentari: valutate le quantità, vi informate sulle provenienze, gli ingredienti, vi studiate gli imballaggi, chiedete informazioni al personale. Preferite la filiera corta a km 0? Il biologico? Il fair trade?
Sì, siete un po’ lenti e avete l’impressione che tutti vi guardino. Ma voi siete una coppia innamorata e ve ne fregate. Anzi, vi sentite felici di potervi concedere il piacere raro di queste condivisioni.

Oppure decidete di fare le pulizie di casa; le fate insieme perché in due è più bello e molto meno faticoso; ci si diverte anche!
Il vostro compagno di avventure è molto solerte e non vede l’ora di aiutarvi. Forse non è efficiente come vorreste e a volte si perde a inseguire un dettaglio. Ma l’efficienza non è lo spirito con cui vi accingete a sistemare la casa, bensì la condivisione di momenti di vita piacevoli e carichi di senso, che alimentino la vostra vita di coppia.

All’ora di pranzo, se siete in un prato, fate il picnic, stendete la vostra tovaglia e vi godete la pace del luogo. Se siete a casa, cominciate a cucinare insieme, ognuno con le proprie passioni e attitudini: uno ama mescolare gli ingredienti mentre l’atro si mette ai fornelli. Oppure uno preferisce preparare il tavolo mentre l’altro cucina la pasta. O preferite tagliare insieme la verdura chiacchierando del più e del meno? La musica è sempre una buona compagnia.
Mentre siete impegnati in queste faccende, talvolta succede che a uno dei due venga un dubbio o una domanda improvvisa, chissà da dove: ma come si costruiscono i soffitti? Cercate insieme la risposta, pensando ai soffitti che conoscete, alla loro forma e ai materiali di cui sono fatti. Cercate una risposta e ne trovate molte: pare quasi che gli uomini nel tempo non abbiano fatto altro che inventarsi soluzioni diverse per costruire soffitti!
Non ci avevate mai pensato, ma alla fine scoprite che questo viaggio fra i soffitti del mondo e della storia è piaciuto anche a voi, che vi ha interessato e che avete imparato qualcosa.

Dopo pranzo, avete diversi programmi: incontrare gli amici, ma voi vorreste anche passare dagli zii, andare in biblioteca o fare un salto dal gruppo di volontariato dove prestate la vostra opera. Decidete insieme, ognuno cercando di perseguire la felicità dell’altro, com’è tipico degli innamorati.

Certo che ogni tanto avete anche delle discussioni, è normale, chi non ne ha?
Ma fate come tutte le coppie: ne parlate con serenità, nel rispetto dell’altra persona, cercando sempre una soluzione, anche di compromesso, che tenga presente le esigenze di tutti.
Voi mettete i vostri paletti, l’altro mette i suoi. Poi, ognuno avanza progressivamente spostando i propri paletti sempre più verso quelli dell’altro. No, non significa che gettate la spugna, ma che rispettate la vostra persona speciale e che conoscete l’arte della negoziazione.
L’altro apprezzerà le vostre capacità di confronto pacifico e democratico e la sua autostima crescerà, perché si sentirà accolto come persona e apprezzato per quello che è, con i suoi gusti e le sue esigenze.

La sera, dopo una cenetta insieme, condita con belle chiacchiere e un po’ di musica, vi viene voglia di fare un gioco in scatola o a carte. Oppure di leggere un libro. Magari a letto, accoccolati prima di addormentarvi.

Se immaginate che questo lui o questa lei sia vostro figlio, quello che abbiamo tracciato potrebbe essere uno spaccato di vita unschooler.

L’apprendimento?
Non è strutturato, è naturale, nel senso che segue le leggi della biologia, ed è inevitabile.
È learning by doing: apprendimento esperienziale, concreto e contestualizzato.
Tale contestualizzazione dell’apprendimento favorisce l’apertura a riflessioni teoriche e di principio, attiva le capacità intuitive e creative, quindi le connessioni. È un apprendimento per competenze.

E la relazione? La relazione è al centro, sia quella interpersonale, sia quella familiare, sia quella sociale e comunitaria. Quest’ultima non è circoscritta al gruppo dei coetanei, ma si arricchisce del contributo di tutte le età e le tipologie di persone, ognuna con le proprie peculiarità, ma senza etichette.
È la relazione dentro alla vita reale, non dentro a un suo surrogato come potrebbe essere in una palestra di vita, per esempio la scuola.

Temete che vostro figlio non impari abbastanza? Potreste ad esempio tenere un quadernetto in cui annotate le vostre osservazioni, riflessioni, considerazioni sul suo modo di apprendere, sulle tematiche che vi hanno appassionato, gli incontri, le esperienze. Ne vedrete delle belle!


di Nunzia Vezzola
Docente di scuola superiore e socia fondatrice dell’Associazione Istruzione Famigliare – www.laifitalia.it.

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