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breast crawling

Il Breast Crawling o Breast Crawl è una pratica che si sta sempre più diffondendo negli ospedali italiani (ma vale anche per tutte le nascite avvenute al di fuori di essi, per i parti a casa e in casa maternità) e, benché sia stata studiata già negli anni ‘90, è ancora poco nota al più vasto pubblico di mamme e papà.
Nicoletta Bressan, educatrice perinatale e insegnante di massaggio infantile AIMI, in questo articolo spiega cos’è il Breast Crawl, perché è un’ottima occasione per fornire un momento di riflessione sull’allattamento (soprattutto per quelle mamme che non sono sicure di averne le capacità) e come fare se non c’è stata la possibilità di sperimentarlo alla nascita.

Cos’è il Breast Crawling?

Siccome è qualcosa di tenerissimo, oltre che molto utile e interessante, ho deciso di parlarvene affinché possiamo capire meglio di che cosa si tratta. Noto anche come “scalata verso il seno” o “strusciamento verso il seno”, il Breast Crawling si ha quando un bimbo appena nato, lasciato indisturbato e in contatto pelle a pelle sulla pancia o sul petto della madre, si muove verso il seno materno con l’intento di raggiungerlo e attaccarsi per la prima poppata.
Questa tecnica sfrutta le competenze innate del piccolo e lo stato di veglia attiva tranquilla in cui si trova subito dopo il parto (prima che insorga un sonno profondo e ristoratore) per far sì che il bimbo riesca ad attaccarsi precocemente e correttamente al seno materno, con tutti i benefici che ne derivano.
Dopo la nascita, il corpo del bambino viene asciugato per limitare la dispersione termica, tranne per le manine: l’odore del liquido amniotico, similare a quello del colostro e quindi del capezzolo materno, farà da guida per trovare la strada che porta al seno. Nello spingersi verso il seno, il neonato dà anche dei piccoli calcetti e “impastamenti” alla pancia della mamma, oltre a stringere e sprimacciare il suo capezzolo: tutto questo aiuta il processo di involuzione uterina attraverso un lieve massaggio addominale e il rilascio di ossitocina nel corpo materno.

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Avviare l’allattamento senza istruzioni

La ricercatrice Amanda Henderson ci spiega molto bene, per immagini, il processo del Breast Crawl: «inizia quando una neonata resta sull’addome della madre e in maniera intermittente la guarda mentre resta in contatto pelle a pelle, subito dopo il parto. La bambina, eventualmente, inizia a salivare e mettere in bocca le proprie dita. Da questo momento, usa movimenti di braccia e gambe per spingere se stessa verso il seno. Una volta raggiunto lo sterno, la neonata farà rimbalzare la testa su e giù e a destra e a sinistra. Come la neonata ha accesso al capezzolo, la sua bocca si apre e, dopo qualche tempo, si attacca e la suzione avviene».
Pensiamo a quale stupore possa essere per una mamma scoprire che il suo piccolo, nato da meno di un’ora, è competente nell’arrivare al capezzolo e attaccarvisi correttamente, senza dovergli insegnare nulla. Pensiamo a quanto sia forte la restituzione della consapevolezza di essere mamma, di quanto si è adeguate nel ruolo di cura che si va a rivestire, nonostante la titubanza iniziale, di quanto la relazione sia una danza a due in cui il benessere di ognuno dipende dall’altro. Le madri stesse, che osservano l’impegno dei propri figli e la loro volontà di attaccarsi al seno, prese dallo stupore e resesi conto delle competenze del proprio piccolo, risultano più fortemente motivate a iniziare e proseguire l’allattamento. Il Breast Crawl risulta, così, un’ottima occasione per fornire alle madri un momento di riflessione sull’allattamento anche per quelle che non sono sicure di avere le capacità, la pazienza o la corretta “dotazione fisica” per allattare.
Sempre Amanda Henderson: «Le madri che osservano i propri neonati muoversi verso il seno e attaccarsi da soli, la descrivono come un’esperienza positiva. Esse continueranno con maggiori probabilità ad allattare se vedono i propri neonati come ricettivi dopo il parto».

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Quanto dura la “scalata verso il seno”

La maggior parte dei bimbi completa il processo del Breast Crawl in 30-60 minuti, ma esso può richiedere un lungo tempo e a volte un bambino ha bisogno di ore o giorni per riuscire nella strisciata.
Più il parto è naturale, sereno e indisturbato, più mamma e bimbo sono lasciati immediatamente a contatto, più è facile che il Breast Crawl avvenga in modo competente e in minor tempo.
Un parto più difficoltoso, avvenuto in analgesia, più pratiche vengono effettuate sul corpo del bimbo dopo la nascita tenendolo separato dalla mamma e più i tempi del Breast Crawling si allungano, portandolo anche a essere meno efficace.
La cosa positiva è che per i neonati che hanno difficoltà nell’attaccarsi al seno, il Breast Crawl può essere riproposto, unitamente al contatto pelle a pelle e alla Kangaroo Care, la cosiddetta “marsupioterapia”, poiché essi promuovono e sostengono il successo dell’allattamento in ogni momento.
Possiamo concludere che il Breast Crawl è una pratica sempre disponibile, che con minimo dispendio e con l’investimento di un poco di tempo può dare grandissime soddisfazioni e promuovere attivamente l’allattamento al seno tramite un attacco precoce ed efficace e tramite l’empowerment della donna e del bambino.
È per questo motivo che l’OMS e l’UNICEF hanno deciso di consigliare e sostenere questa pratica già dal 2007, quindi speriamo di vederla sempre più diffusa in tutti i luoghi di nascita!

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di Nicoletta Bressan
Educatrice perinatale e insegnante di massaggio infantile AIMI.


Bibliografia

P. Gangal et al., Breast Crawl: Initiation of breastfeeding by the breast crawl, 2007.
A. Henderson, Understanding the Breast Crawl, Implication for Nursing Practice, Nursing for Women’s Health, AWHONN, 2011.
UNICEF, Iniziare l’allattamento al seno con il “Breast Crawl”, inserto del video Breast Crawl, UNICEF Maharashtra, Mumbai.
M.W. Walters et al., Kangaroo Care at Birth for Full Term Infants. A Pilot study, MCN, 2007.
D. Wojnar, Maternal perceptions of early breastfeeding experiences and breastfeeding outcomes, 2004.
Clinical Effectiveness in «Nursing», 8, 93–100. doi:10.1016/j.cein.2004.08.001.

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