Buon Natale vegan a tutti!

Sta per concludersi un altro anno e se state leggendo queste righe vuol dire che abbiamo mal interpretato la profezia Maya : non c’è stata la fine del mondo perchè non era il mondo che doveva finire ma il nostro modo di “viverlo” e distruggerlo.

Abbiamo quindi un’altra possibilità: proviamo a fermarci un attimo e riflettiamo sull’impatto che il nostro modo di vivere, le nostre scelte, i nostri consumi hanno sulla povera Terra, su “Gaia”.

Vi ho scritto qual è stato il libro che mi ha, per la prima volta, aperto gli occhi sulla relazione cibo-salute.

Per il nuovo anno vorrei proporre un approfondimento su quanto impattanti siano le scelte alimentari.

Vegan si nasce o si diventa di Marina Berati potrebbe essere un buon libro per conoscere alcuni dati importanti a cui pochi fanno caso.

Gli allevamenti intensivi, l’agricoltura usata per sfamare gli animali e non le persone, il quantitativo esagerato di acqua consumato per kg di carne edibile…

Sapere che ci sono zone in Africa dove le terre vengono usate per coltivare cereali che andranno a sfamare le “nostre” future bistecche invece che diventare alimento per le popolazioni affamate di una terra meravigliosa, mi suscita un moto quasi rabbioso dentro. Una rabbia che poi si è trasformata in un deciso NO a gran parte della cultura occidentale.

Perchè è pur vero che non posso, anche insieme agli altri 399.000 vegani (tanti sono stimati in Italia) cambiare le cose, ma posso con la mia scelta far riflettere e testimoniare che “è possibile” vivere bene, forti e sani con l’alimentazione veg.
Senza contare che esco dal giro, non contribuisco allo scempio.

Spesso educhiamo i nostri bambini all’empatia, all’amorevolezza verso gli animaletti carini e piccini, ma poi chiediamo  loro di mangiare il pollo o il maiale che hanno nel piatto…
Io ricordo ancora un episodio capitato durante un pranzo, a casa mia: tutta l’estate avevo “giocato” con un’ anatra dai miei zii, carina e simpatica. Ovviamente mi ero affezionata a lei, ma poi alla partenza ho dovuto salutarla.

Qualche giorno dopo a casa mi ritrovai una coscetta di pollo nel piatto, iniziai a mangiare e in quel momento mi venne detto che era “proprio quell’anatra che era da zia”….! Credevano, in buona fede, di farmi persino contenta!!

Ovvio che lasciai immediatamente la coscetta per non toccarla più!

E’ come tutte le cose: la conoscenza cambia la prospettiva.

Lo stesso quando si nutrono preconcetti su una popolazione: si conoscono delle persone, si fa amicizia e il preconcetto cade.

Così capita lo stesso con gli animali, perchè se si conosce davvero quello che c’è dietro un piatto di carne si ha la possibilità di cambiare idea.
L’informazione apre le porte alla presa di coscienza.

Nel nuovo anno proviamo a non fermarci solo allo stomaco, ma andiamo un po’ più a fondo nelle cose, indaghiamo, capiamo, e poi scegliamo.

Non dico che tutti dovranno diventare vegani o vegetariani, ma almeno capire che la nostra amata Terra non potrà reggere un fututo di carnivori, e se si considera che stiamo andando verso i 7 miliardi di persone, e che stiamo esportando il nostro stile alimentare, sarebbe un bel passo avanti.

Ridurre e vivere in sobrietà saranno le due parole d’ordine di un futuro sostenibile.

E allora Buon Nuovo Anno! Che sia l’inizio di un bel cammino.

Auguri a tutti.

Clara D’Attorre


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